Auspicando una rapida soluzione «all’incertezza e alla paralisi» politica del Regno Unito, l’ex ministro della Sanità britannico Wes Streeting ha dichiarato di essere pronto ad avviare una competizione per la leadership del Partito Laburista, con l’obiettivo di sostituire il sempre più traballante Keir Starmer come premier già dalla prossima settimana.

Streeting avrebbe il sostegno di 81 parlamentari
Intervenuto a BBC Newsnight, Streeting ha affermato di avere il sostegno degli 81 parlamentari laburisti necessari per avviare la sfida, «da iniziare il prima possibile». La replica di Starmer, impegnato nel G7 di Evian, non si è fatto attendere. Il premier britannico ha messo in chiaro che farà di tutto per rimanere al suo posto: «Non credo che ci debba essere una competizione, perché ritengo che sarebbe una cosa negativa per il Paese. Ma se ci sarà, intendo combattere qualsiasi tentativo di sfidare la mia leadership».

I bookmakers continuano però a puntare su Burnham
Streeting non è l’unico politico che punta alla leadership labour e, dunque, a Downing Street. E non è nemmeno il favorito nella corsa alla sostituzione di Starmer. In pole c’è infatti Andy Burnham, sindaco della Greater Manchester e attualmente il politico britannico più popolare, al punto da essere stato soprannominato “Re del Nord”. Ritenuto in grado di attrarre anche elettori extra-Labour e dato appunto come favorito dai bookmakers, non ha un seggio in parlamento, requisito necessario nel Regno Unito per poter ricoprire la carica di primo ministro. Potrebbe però tornare a Westminster (è stato parlamentare dal 2001 al 2017) in caso di vittoria nelle elezioni suppletive a Ashton-in-Makerfield, che giovedì 18 giugno assegneranno il seggio lasciato strategicamente vacante da suo alleato Josh Simons. Di fatto, il destino del primo ministro britannico e la direzione del Partito Laburista sono nelle mani di un elettorato composto da appena 76 mila persone.

