Sigarette, quanto costano dopo l’aumento: i nuovi prezzi

In arrivo una nuova ondata di rincari sulle sigarette. In settimana è infatti prevista la seconda tranche di aumenti dopo quello di 30 centesimi già scattato per Philip Morris e altre marche, come Marlboro Gold e Merit, acquistabili rispettivamente al costo di 6,80 e 6,50 euro al pacchetto, e Chesterfield, il cui prezzo per confezione da 20 è salito a 5,80 euro. Stavolta toccherà alle Camel che, con analogo surplus da 30 centesimi, arriverebbero a costare mediamente 6,30 euro a pacchetto. I rincari sono stabiliti dall’ultima manovra di Bilancio: l’intero settore, a fronte di un giro d’affari da 20 miliardi di euro, garantisce allo Stato entrate per 15 miliardi.

Sigarette, gli aumenti previsti per il triennio: i rincari fino al 2028

Sigarette, quanto costano dopo l’aumento: i nuovi prezzi
Sigarette in vendita in un tabacchino (Imagoeconomica).

Come previsto dalla Legge di Bilancio, gli aumenti riguarderanno l’intero settore delle sigarette, tra cui anche il trinciato, e proseguiranno per il prossimo triennio. Il rincaro medio delle bionde è stimato per il 2026 attorno ai 15 centesimi a pacchetto, con una previsione di crescita progressiva fino a quasi 40 centesimi nel 2028. Tale manovra intende garantire un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio, di cui 213 milioni per l’anno in corso e quasi 800 milioni per il 2028. La tassazione sul tabacco porta nelle casse dello Stato circa 15 miliardi di euro annui. L’accisa per mille sigarette sarà di 32 euro nel 2026, 35,50 l’anno successivo e 38,50 nel 2028. Un incremento complessivo di oltre il 30 per cento in tre anni. Per quanto riguarda invece il trinciato, l’accisa aumenterà a 161,50 euro al chilo quest’anno, 165,50 euro nel 2027 e 169,50 dal 2028.

Prosegue la campagna per aumentare di 5 euro il prezzo di un pacchetto

Sigarette, quanto costano dopo l’aumento: i nuovi prezzi
Una macchinetta automatica per le sigarette (Imagoeconomica).

L’aumento arriva proprio mentre è in corso una campagna di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che intende aumentare di 5 euro il prezzo di un pacchetto e dei prodotti legati al mercato del fumo. Promossa dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) assieme ad Airc, Fondazione Aiom e Fondazione Veronesi, ha l’obiettivo di contrastare il tabagismo e ridurre le morti causate dal fumo, 93mila l’anno in Italia con costi pari a oltre 26 miliardi di euro. Sperando così di ridurre anche le risorse necessarie per il servizio sanitario nazionale. Per presentare la proposta di legge in Parlamento, che successivamente ne dovrà discutere, sono necessarie 50 mila firme.

«Chiediamo a tutti i cittadini di firmare e aderire a questa campagna, che rappresenta una battaglia di civiltà», ha sottolineato in conferenza stampa Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom. «Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico. Il 27 per cento di tutti i casi di cancro è determinato proprio dall’abitudine tabagica. Per ogni settimana di fumo, un consumatore perde un giorno di vita». I sostenitori della campagna stimano che un rincaro di 5 euro sul prezzo in Italia, tra l’altro tra i più bassi in Europa, possa contribuire a un calo del 37 per cento del consumo.