La Regione Sardegna prosegue la sua lotta contro il declino demografico attraverso il bonus spopolamento 2026, la misura economica strutturale rivolta ai residenti dei piccoli centri. Il fenomeno dell’esodo dai territori interni verso le città ha spinto l’amministrazione regionale a investire risorse significative per invertire la tendenza. Nel 2023, l’Isola ha toccato il tasso di natalità più basso in Italia, con soli 4,9 nati ogni mille abitanti. Per fronteggiare l’emergenza, la Regione ha pianificato una dote finanziaria complessiva di 150 milioni di euro da ripartire nel triennio successivo. I fondi sono destinati a finanziare assegni diretti per le famiglie che scelgono di restare o trasferirsi nei centri dove i servizi, dalla sanità all’istruzione, sono spesso carenti. Il piano prevede un trasferimento di risorse agli enti locali che gestiranno materialmente le domande e l’erogazione dei contributi ai nuclei familiari aventi diritto.
Bonus spopolamento Sardegna 2026: quali sono gli incentivi in arrivo?

Per il triennio che inizia nel 2026, la Regione Sardegna ha confermato un impegno finanziario costante per garantire stabilità alle politiche demografiche. Le risorse sono così suddivise:
- 51,4 milioni di euro per l’anno 2026;
- 51,4 milioni di euro per l’anno 2027;
- 50 milioni di euro per l’anno 2028.
Gli stanziamenti permettono di finanziare non solo l’assegno per i nuovi nati, ma anche altre strategie già sperimentate in precedenza, come i fondi per l’acquisto della prima casa e gli incentivi per l’apertura di nuove attività imprenditoriali nei territori a rischio. Rispetto agli anni passati, la soglia demografica per accedere ai benefici resta fissata ai comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti. Si tratta di una continuità necessaria per dare certezze a chi decida di stabilire il proprio progetto di vita in contesti rurali o montani.
Qual è il bonus di 600 euro per i nuovi nati in Sardegna
La misura principale consiste in un contributo economico mensile erogato per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo. Il sostegno è pensato per alleggerire i costi di crescita dei bambini ed è slegato dalla situazione economica del nucleo familiare.
L’assegnazione avviene indipendentemente dall’Isee, rendendo l’incentivo universale per chiunque risieda nei comuni interessati. Nel caso di trasferimento della residenza durante l’anno, il calcolo dell’importo avviene in proporzione ai mesi di effettiva permanenza nel territorio comunale. Lo schema ricalca il potenziamento già avvenuto nel 2025, confermando l’efficacia di un aiuto economico diretto e prolungato nel tempo per sostenere la genitorialità.
Bonus 600 euro Regione Sardegna, quando arriva

Il bonus anti spopolamento della Sardegna viene erogato tramite i singoli Comuni, che pubblicano periodicamente gli avvisi a sportello per raccogliere le istanze. Per ottenere il beneficio, è fondamentale che i genitori verifichino il rispetto di alcuni requisiti. Innanzitutto, è necessario possedere la residenza nel piccolo centro o trasferirla da un comune più grande. Inoltre, i beneficiari devono impegnarsi a mantenere la residenza nel territorio per almeno cinque anni consecutivi, pena la decadenza dal diritto. Almeno uno dei due genitori deve coabitare con il minore e risiedere legittimamente in un immobile a uso abitativo. Per quanto riguarda le tempistiche, le domande devono essere presentate direttamente al Comune di appartenenza. Infine, è consigliabile monitorare i siti istituzionali degli enti locali per conoscere le scadenze specifiche di presentazione delle istanze per le diverse annualità, inclusi i bandi per l’acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni.
