Alberto Trentini è stato liberato dalle autorità del Venezuela dopo 423 giorni in carcere. Il rilascio del cooperante, avvenuto assieme a quello dell’imprenditore Mario Burlò, è arrivato dopo un intenso lavoro di diplomazia e intelligence, che ha subito un’accelerata dopo l’attacco militare degli Stati Uniti nel Paese e la cattura dell’ormai ex presidente Nicolás Maduro. Trentini, cooperante della ong Humanity & Inclusion, specializzata nell’assistenza umanitaria alle persone con disabilità, era stato fermato a un posto di blocco il 15 novembre del 2024, circa tre settimane dopo il suo arrivo in Venezuela. Era poi stato trasferito alla Direzione generale del controspionaggio militare e poi rinchiuso nel carcere di El Rodeo, uno dei più duri del Paese sudamericano.
Quella di Trentini è stata una detenzione arbitraria

Al momento del fermo, Alberto Trentini stava viaggiando per lavoro da Caracas a Guasdualito, nel nordovest del paese, insieme all’autista della ong: entrambi sono stati bloccati senza che venissero formalizzate accuse precise. Da allora Trentini è rimasto detenuto senza capi d’imputazione, in un contesto che la sua avvocata Alessandra Ballerini ha definito una «sparizione forzata». Il caso si inserisce nella pratica, documentata da ong e associazioni per i diritti umani, con cui il regime di Nicolás Maduro ha utilizzato sistematicamente la detenzione di cittadini stranieri — spesso fermati senza imputazioni chiare — come leva politica nelle relazioni internazionali, la cosiddetta “diplomazia degli ostaggi”.
In Venezuela restano detenuti 42 italiani, 24 per motivi politici
Il nuovo governo di Caracas guidato dalla vice di Maduro, Delcy Rodríguez, ha annunciato l’avvio di un processo di riconciliazione con il rilascio di un numero significativo di prigionieri politici, ma le ong indipendenti come Foro Penal confermano che finora solo poche decine — circa 41 su un totale stimato tra 800 e 1.200 – sono effettivamente tornate in libertà nonostante l’annuncio ufficiale di 116 scarcerazioni. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato che la diplomazia italiana sta lavorando senza sosta per riportare a casa italiani e italo-venezuelani. Ad oggi, secondo Tajani, 42 connazionali risultano ancora detenuti in Venezuela, di 24 per motivi politici.
