Israele, perché Gantz ha ritirato la candidatura a pochi giorni dalle elezioni

A otto giorni dalle elezioni in programma il 27 ottobre in Israele l’ex capo dell’IDF ed ex ministro della Difesa Benny Gantz, leader del partito Blu e Bianco, ha annunciato il ritiro della sua candidatura. La notizia arriva dopo mesi di sondaggi secondo cui la formazione politica nata nel 2019 (che attualmente ha otto seggi alla Knesset) non sarebbe riuscita a superare la soglia di sbarramento del 3,25 per cento. Nonostante la decisione di Gantz di non candidarsi alle elezioni, il suo partito (in israeliano Kahol Lavan) rimarrà sulla scheda elettorale. Verrà tuttavia rimosso qualora tutti i candidati decidessero di non partecipare alla competizione.

Gantz: «Continuerò a lottare per l’unità»

«Non mi candiderò alle prossime elezioni, ma continuerò a lottare per l’unità», ha dichiarato Gantz, che si è fatto da parte a seguito delle pressioni dei principali partiti di opposizione, i quali temevano la dispersione di voti preziosi. L’ex ministro della Difesa ha definito il passo indietro «l’unica soluzione in grado di prevenire un altro disastro e proteggere Israele da tutte le sfide, sia interne che esterne». Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar, ha ringraziato Gantz per essersi ritirato dalla competizione elettorale, scrivendo su X che si è trattato di una decisione «corretta e responsabile». Anche il leader dei Democratici, Yair Golan, che quello dell’opposizione, Yair Lapid, hanno lodato la scelta di Gantz.