Erika Noschese
A riportare l’attenzione sulla posizione dei lavoratori è stata Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno, secondo la quale la vicenda rischia di travalicare i confini del contenzioso amministrativo tra il Comune e la proprietà della struttura. Nonostante il recente intervento del Tar, che ha disposto la sospensione cautelare del provvedimento di chiusura consentendo la prosecuzione temporanea delle attività, resta infatti altissima la tensione sul futuro dell’albergo. Al centro della vertenza vi sono oggi i dipendenti e il rischio concreto che una complessa disputa aziendale e tributaria possa trasformarsi in una crisi occupazionale, con ripercussioni sull’indotto e sull’intera economia cittadina nel pieno della stagione turistica. La Cisl ha evidenziato come il pronunciamento del Tribunale amministrativo rappresenti una tregua importante per evitare l’immediata paralisi dell’attività, ma non risolva le criticità di fondo che minacciano i livelli occupazionali. «Accogliamo il provvedimento di sospensiva del Tar come un elemento importante che evita, in questa fase cruciale, il blocco delle attività e l’immediata perdita di lavoro per decine di dipendenti», ha dichiarato Marilina Cortazzi. «Tuttavia – ha aggiunto – la decisione del giudice amministrativo offre una tregua temporanea, non la soluzione. Le responsabilità devono essere accertate, gli obblighi rispettati e le eventuali pendenze affrontate nelle sedi competenti, ma il rischio d’impresa e le conseguenze di una controversia giudiziaria non possono e non devono essere scaricati sui lavoratori. Parliamo di persone che non hanno determinato le condizioni del contenzioso e che non possono ritrovarsi, da un giorno all’altro, a pagare con il proprio salario e con il posto di lavoro le conseguenze di decisioni, ritardi o difficoltà gestionali». La segretaria generale della Cisl sottolinea come la prosecuzione temporanea delle attività debba diventare l’occasione per avviare un confronto costruttivo tra le parti. «Attorno a una struttura di queste dimensioni ruota una fitta rete di fornitori, manutentori, trasporti e attività commerciali. Un’eventuale chiusura definitiva trasmetterebbe un messaggio estremamente negativo sulla capacità del nostro territorio di garantire continuità economica e di governare le criticità prima che degenerino. La sospensiva del Tar ci concede il tempo necessario per agire: non chiediamo deroghe né corsie preferenziali, ma una soluzione strutturale capace di coniugare legalità, responsabilità e tutela del lavoro». La Cisl Salerno rivolge quindi un appello sia alla proprietà sia alle istituzioni locali. «Alla proprietà chiediamo massima chiarezza sulle prospettive dell’azienda e garanzie precise per il personale: la continuità occupazionale deve essere la priorità assoluta di qualsiasi strategia procedurale o finanziaria. Alle istituzioni chiediamo invece di aprire senza indugio un tavolo di confronto con l’azienda e le organizzazioni sindacali. Non possiamo attendere l’esito finale dei giudizi per occuparci delle famiglie coinvolte». «Quando un’impresa entra in difficoltà o si scontra con le istituzioni – conclude Cortazzi – il lavoro non può diventare l’ammortizzatore di tutte le contraddizioni. Le controversie si risolvono, i debiti si affrontano e le responsabilità si accertano, ma i lavoratori non devono pagare il conto di una crisi che non hanno causato». Ad accendere i riflettori sulle possibili ricadute turistiche è stato anche Adriano De Falco, tour operator, che ha espresso forte preoccupazione per gli effetti dell’incertezza sulla programmazione dei prossimi mesi. «Sicuramente non è una bella pagina. Noi operatori del turismo, però, ci teniamo a ribadire che il nostro primo obiettivo è poter lavorare in maniera serena, senza sussulti e senza patemi. La questione non riguarda soltanto questi giorni di Ferragosto, che sono naturalmente molto attenzionati, ma anche il prosieguo della stagione». De Falco ha ricordato che settembre e ottobre rappresentano tra i mesi più importanti per il turismo organizzato, quelli che generano i maggiori flussi di gruppi e visitatori. «Ci sono agenzie che hanno già bloccato camere e programmato arrivi per i prossimi mesi al Grand Hotel. Ci auguriamo che questa vicenda non comprometta le prenotazioni già acquisite e quelle future, perché il rischio non riguarda solo la struttura, ma l’immagine turistica dell’intera città».Nel frattempo, il consigliere comunale di Forza Italia, Sarel Malan, ha annunciato che sarà protocollata a breve la richiesta di un consiglio comunale straordinario «per discutere degli eventi che stanno caratterizzando questa estate e che, a mio avviso, stanno creando imbarazzo non solo alla città, ma anche all’intero ambito politico, e credo non soltanto a quello di opposizione, ma anche a quello di maggioranza. Il silenzio di assessori e consiglieri comunali pesa, perché si tace rispetto a un atto che, oggettivamente, sembra avere pochi connotati politici e una forte rilevanza amministrativa». Il consigliere
Malan ha poi chiarito che, «dagli approfondimenti che ho avuto modo di fare nelle ultime ore, la somma sembrerebbe essere ben diversa»: «Sembrerebbe trattarsi di 4,4 milioni di euro, oggetto dell’intimazione formulata alla società che gestisce il Grand Hotel Salerno, e sembrerebbe inoltre che, dopo questa intimazione, sia stato effettuato un pagamento di 1,2 milioni di euro. La somma residua sarebbe quindi pari a 3,2 milioni di euro – ha aggiunto il consigliere forzista – La prima domanda che bisognerebbe porsi è dunque perché l’Amministrazione comunale o il sindaco abbiano parlato di una cifra molto più consistente, inducendo potenzialmente in errore e fuorviando l’opinione pubblica rispetto a questa azione che, ripeto, formulata a ridosso del Ferragosto, rischia di ledere non solo gli interessi dei cittadini, ma anche e soprattutto la reputazione di Salerno, una città a vocazione turistica, almeno così ci viene raccontato da tempo dalla famiglia De Luca. Purtroppo, invece, Salerno è balzata agli onori della cronaca nazionale proprio a causa di questa vicenda. Sia chiaro: non intendo in alcun modo tutelare la famiglia che gestisce il Grand Hotel Salerno. Se esistono posizioni debitorie, devono essere saldate fino all’ultimo centesimo. E anche le problematiche che riguardano i lavoratori sono eventuali responsabilità della famiglia che gestisce l’hotel, certamente non dell’Amministrazione comunale o della politica locale. Tuttavia, restano alcune domande sulle modalità con cui si è proceduto e, soprattutto, sulle cifre che sono state annunciate dal sindaco e che meritano, a questo punto, un chiarimento pubblico e trasparente».
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