Trump annuncia la ripresa dei negoziati con l’Iran

Donald Trump ha annunciato che con l’Iran «c’è un accordo su Hormuz» e «ce ne sarà uno sul nucleare», facendo poi sapere che oggi pomeriggio riprenderanno i negoziati tra Washington e Teheran. Il presidente americano, parlando con i cronisti a bordo dell’Air Force One durante il suo viaggio verso Il Cairo ha anche reso noto dopo aver bloccato un nuovo «massiccio attacco» contro l’Iran, pianificato congiuntamente con Israele, a condizione che si giungesse rapidamente a un accordo. Il capo della Casa Bianca ha poi spiegato che Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar gli hanno chiesto di annullare l’attacco perché fiduciosi in un’intesa con l’Iran. In tal senso sarebbe stata fondamentale una chiamata da parte di Mohammed bin Salman, erede al trono saudita che da anni ha stretti rapporti con The Donald. Il tycoon ha detto che i pasdaran sapevano che l’attacco in arrivo «sarebbe stato il più grande dalla Seconda guerra mondiale».

Trump annuncia la ripresa dei negoziati con l’Iran
Mohammed bin Salman e Donald Trump (Imagoeconomica).

L’Iran frena: «Al momento solo colloqui con l’Oman»

«Al momento non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti. Attualmente stiamo conducendo solo colloqui con l’Oman sulla gestione di Hormuz», ha sottolineato il ministero degli Esteri iraniano, che tramite il portavoce Esmaeil Baqaei, ha comunque dimostrato apprezzamento per l’intervento di Riad. «La guerra degli Usa contro la Repubblica Islamica dell’Iran non è soltanto una guerra contro il nostro Paese: è una guerra contro l’intera regione e contro la sicurezza di tutti i Paesi della regione. È quindi naturale che i Paesi dell’area cerchino di impedire un ulteriore aggravamento della situazione». Domenica 2 agosto Hassan Qashqavi, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, aveva riferito che i mediatori stavano cercando di riattivare il memorandum d’intesa tra Teheran e Washington, concordato il 17 giugno per porre fine alla guerra iniziata da Israele e dagli Stati Uniti il 28 febbraio. L’accordo aveva consentito la riapertura dello stretto di Hormuz e l’avvio di un periodo di negoziazione di due mesi per raggiungere un accordo nucleare definitivo, ma poi erano ripresi gli attacchi reciproci, durati diversi giorni.