CAVA DE’ TIRRENI. Il rischio è concreto per l’avvocato Alfonso Senatore, esponente di punta di “Meridione Nazionale, Avanti per la nuova Cava e per il Sud”: il divario tra Nord Italia e Mezzogiorno può ampliarsi ancora di più, creando una distanza troppo netta e, per certi aspetti, non più recuperabile. Ne è convinto Senatore, che ha voluto spiegare anche i motivi di questo suo giudizio severo, elevando il suo pensiero a tutela del meridione e di tutti coloro che lo popolano con orgoglio. Avvocato, lei sostiene che la Lega nel Mezzogiorno sia ormai politicamente al capolinea. Perché? “La Lega, nel Mezzogiorno, appare ormai politicamente al capolinea, soprattutto dopo aver rilanciato il progetto dell’Autonomia Differenziata, una riforma che, a nostro giudizio, rischia di aggravare ulteriormente il divario economico e sociale tra Nord e Sud”. Lei ha richiamato un suo libro di oltre quarant’anni fa, “Colonia Mezzogiorno”. Perché questo parallelismo? “Da “Colonia Mezzogiorno”, il libro che scrissi insieme al mio maestro, l’on. avv. Giacomo Mele, rischiamo di passare a un vero e proprio “cimitero economico” del Mezzogiorno, se questa riforma dovesse essere definitivamente attuata”. Come interpreta il sostegno di alcuni parlamentari meridionali all’Autonomia Differenziata? “È difficile comprendere come parlamentari meridionali, eletti al Sud e con il consenso dei cittadini del Sud, possano sostenere una linea politica che riteniamo penalizzante per il Mezzogiorno, confidando poi di ottenere nuovamente la fiducia degli elettori”. In questo scenario, lei indica nel generale Vannacci una figura di riferimento. Che ruolo potrebbe avere? “Le nostre speranze sono riposte tutte nel generale Vannacci, che possa essere lui l’uomo della provvidenza, il paladino per il grande riscatto del Sud. Non contro il Nord — sempre che il Nord non sia contro di noi — ma per un Sud alla pari in un’Italia unita non solo geograficamente, ma soprattutto economicamente”. La Lega ha nominato l’ex europarlamentare Vuolo vice coordinatrice regionale. Come valuta questa scelta? “La Lega, oggi in evidente difficoltà elettorale nel Mezzogiorno, ha scelto di nominare quale vice coordinatrice regionale l’ex europarlamentare Vuolo, già passata da Forza Italia alla Lega e poi rientrata nel partito, anche grazie all’iniziativa dell’on. Claudio Durigon, tra i principali sostenitori dell’Autonomia Differenziata. Dopo un risultato elettorale regionale poco significativo, questa nomina sembra rappresentare un nuovo tentativo di rilancio politico con l’obiettivo di approdare in Parlamento”. Qual è l’auspicio di Meridione Nazionale rispetto alle altre forze politiche? “Ci auguriamo che tutte le forze politiche e i rappresentanti istituzionali che ritengono dannosa l’Autonomia Differenziata contribuiscano, con il confronto democratico e il consenso degli elettori, a ridimensionare il consenso della Lega nel Mezzogiorno”. Quale battaglia intende portare avanti il vostro movimento? “Meridione Nazionale si sta organizzando per condurre una battaglia politica e culturale in difesa degli interessi del Sud, nel rispetto della storia, della dignità e dei diritti del popolo meridionale”. Avete annunciato verifiche sull’operato dell’on. Vuolo al Parlamento Europeo. Su cosa vi state concentrando? “Stiamo analizzando l’attività svolta dall’on. Vuolo durante il mandato al Parlamento Europeo, con particolare attenzione all’utilizzo delle risorse destinate al proprio staff parlamentare e ai risultati conseguiti nell’interesse dei cittadini italiani”. Le verifiche riguarderanno anche altri europarlamentari? “Analoga attività di verifica riguarda anche le nomine effettuate da altri europarlamentari, appartenenti a diverse forze politiche, compresi esponenti di Fratelli d’Italia”. Come garantite trasparenza in questo lavoro di approfondimento? “Renderemo pubblici esclusivamente dati, documenti e fatti verificabili, nel pieno rispetto della trasparenza e della legalità”. Le istituzioni europee prevedono controlli rigorosi. Ci sono precedenti? “Le istituzioni europee prevedono rigorosi controlli sull’utilizzo delle risorse pubbliche e, nel corso degli anni, non sono mancati casi in cui europarlamentari sono stati chiamati a rispondere, anche giudizialmente, per eventuali irregolarità accertate”. Qual è, secondo voi, il ruolo che un europarlamentare dovrebbe svolgere? “Riteniamo che gli europarlamentari, sostenuti con risorse pubbliche, debbano dimostrare con i fatti la propria utilità per il Paese, attraverso competenza, preparazione, presenza nelle istituzioni europee e capacità di rappresentare efficacemente gli interessi dell’Italia”. Continuerete a informare i cittadini su queste verifiche? “Continueremo a informare i nostri lettori e sostenitori sugli sviluppi di questa attività di approfondimento perché hanno diritto di sapere la verità su questi fatti”. Un’attività a 360 gradi, quella posta in essere dall’avvocato Senatore, che intende consegnare ai cittadini la verità, perché sono loro che i veicolano i consensi.
Mario Rinaldi
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