Universo Beach, scontro tra De Luca e Tradizione Futuro

di Erika Noschese

«Un cartello demagogico»: così il sindaco Vincenzo De Luca commenta lo striscione apparso nei giorni scorsi dinanzi al cantiere di Universo Beach, a firma di Tradizione Futuro, il movimento politico di Rosario Peduto. «Se vi capita, spiegate anche quando sono nati i cantieri e chi ha realizzato le opere. Noi ci siamo insediati da dieci giorni, questo è tutto. Prendo quel ringraziamento come un buon auspicio. Il cantiere è stato avviato l’anno scorso. Il problema si è determinato perché il materiale depositato, anziché essere sabbia come previsto dal capitolato, era di natura diversa. Abbiamo parlato con i tecnici che avevano il dovere di effettuare i controlli e ci è stato riferito che avevano verificato il materiale previsto dal capitolato, ma poi ci siamo ritrovati sulla spiaggia un materiale differente – ha detto il primo cittadino – Ovviamente, quando l’Asl afferma che quella sabbia non è sicura dal punto di vista sanitario, il sindaco cosa deve fare? Deve emanare un’ordinanza di chiusura, questo è tutto. Quindi finiamola con la demagogia e con la lamentazione eterna. Dobbiamo riprendere il rapporto con l’impresa a settembre, perché, come sapete, nei mesi di giugno e luglio i lavori sono preclusi dall’Autorità portuale e quindi non si può intervenire. A settembre riprenderemo il confronto con l’impresa: o rimuove tutto il materiale e lo sostituisce con quello previsto dal capitolato, oppure procederemo alla rescissione del contratto. Punto. Questo è tutto». Dunque, tutto rinviato a settembre quando sarà necessario, per la ditta, correre ai ripari. Intanto, non si fa attendere la replica di Tradizione Futuro, ricordando che «la non conformità dei materiali impiegati nel ripascimento dell’arenile tra Pastena e Torrione non è una scoperta di questa estate. È documentata da relazioni tecniche rese note nel novembre 2025, commissionate dallo stesso Comune di Salerno. Da allora il dossier ha attraversato tre diverse gestioni dell’ente. Oggi la spiaggia è chiusa per ordinanza sanitaria e la prima data certa indicata dall’amministrazione è “settembre”», ha detto Peduto, ricordando il risultato delle analisi che hanno evidenziato la presenza di materiale pericoloso per la salute pubblica. «In questo arco di tempo si sono succedute tre gestioni: il Sindaco Vincenzo Napoli fino al gennaio 2026, una gestione commissariale, e – dopo le elezioni del 24 e 25 maggio 2026 – l’attuale Sindaco, in carica dal 1° giugno 2026. Il Consiglio comunale si è riunito per la prima volta il 16 luglio. Tradizione Futuro non attribuisce a questa amministrazione l’origine del problema: lo chiede a chi oggi ha il compito di chiuderlo. Il 17 luglio 2026 il Sindaco ha firmato l’ordinanza n. 667, che vieta per sessanta giorni l’accesso e la balneazione sul tratto di lungomare Marconi compreso tra via Nicola Antonio Mantenga e via Gaetano del Mercato. Il provvedimento si fonda sugli accertamenti microbiologici richiesti dal Comune all’ARPAC a metà giugno, che hanno rilevato una contaminazione fecale oltre i valori di legge, e sulla successiva nota dell’ASL. Il termine cade a metà settembre – hanno poi aggiunto dall’associazione – Il 28 luglio, sollecitato dai giornalisti a margine del sopralluogo in Piazza Cavour, il Sindaco ha dichiarato che il materiale depositato sull’arenile non era quello previsto dal capitolato di gara e ha indicato che a settembre l’alternativa sarà tra la rimozione integrale con sostituzione conforme e la rescissione del contratto. Nella dichiarazione non compare alcun riferimento al sopralluogo tecnico sull’arenile annunciato dall’amministrazione per il 29 luglio. Qui si apre la questione che Tradizione Futuro pone. La non conformità del materiale è un problema di rispetto del capitolato d’appalto, accertato nel 2025 su parametri granulometrici. La chiusura di luglio 2026 si fonda invece su analisi microbiologiche che hanno rilevato una contaminazione di natura fecale. Sono due questioni distinte, con date, analisi e responsabilità diverse. Spiegare la seconda con la prima non la risolve». Intanto, dati diffusi il 23 luglio da Goletta Verde assegnano alla provincia di Salerno l’83 per cento dei punti campionati oltre i limiti di legge e collocano la foce dell’Irno tra i punti classificati come fortemente inquinati. Sul lungomare Clemente Tafuri, intanto, la pavimentazione crollata a gennaio è ancora un’area transennata, a stagione balneare inoltrata. «Non chiediamo a questa amministrazione di rispondere di un anno che non ha governato – dichiara Rosario Peduto, portavoce di Tradizione Futuro – Chiediamo un’altra cosa, più semplice: che una vicenda documentata dal novembre 2025 e passata per tre gestioni del Comune abbia finalmente una data. La prima che ci è stata data è “settembre”. Settembre non è una data: è un mese. E chiediamo che non si confondano due problemi diversi. Che la sabbia non fosse conforme al capitolato lo dicono relazioni tecniche del 2025. Che l’arenile sia contaminato da agenti di origine fecale lo dicono le analisi dell’ARPAC del 2026. La granulometria della sabbia non produce escherichia coli. I dati di Goletta Verde sulla foce dell’Irno dicono che il problema è più grande di un cantiere». Tradizione Futuro rivolge all’amministrazione comunale otto richieste: che sia reso noto se il sopralluogo tecnico annunciato per il 29 luglio si è tenuto e quale esito ha prodotto; che siano indicati la data esatta della verifica di settembre e il soggetto incaricato di eseguirla; che sia reso noto lo stato del contenzioso con l’impresa appaltatrice e dell’eventuale procedimento di risoluzione del contratto; che siano pubblicate integralmente le relazioni tecniche sulla conformità dei materiali commissionate dal Comune nel 2025; che siano pubblicati integralmente i referti ARPAC e le note ASL richiamati dall’ordinanza n. 667; che i campionamenti siano estesi a tutto il litorale cittadino, nei termini già sollecitati al Sindaco dalla consigliera comunale Ersilia Trotta con nota protocollata al Comune; che sia reso pubblico un cronoprogramma vincolante per il ripristino del lungomare Clemente Tafuri; che si apra un confronto pubblico sullo stato della depurazione alla foce dell’Irno. L’associazione renderà noto alla scadenza dell’ordinanza, a metà settembre, quali di queste richieste avranno ricevuto risposta e quali no.

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