D’Alessio: perchè no alla legge elettorale

Antonio D’Alessio*

Ho sempre sostenuto la necessità di reintrodurre il voto di preferenza libero. Non a caso, durante l’esame del provvedimento in Commissione, avevo presentato, insieme ad alcuni colleghi, un emendamento in tal senso che non ha avuto esiti. La proposta invece arrivata in aula a prima firma Bignami, non rappresentava una reintroduzione delle preferenze, perchè stabiliva di bloccare i capilista in tutti i collegi e per tutti i partiti. Questa circostanza, unita al premio di maggioranza con la previsione di un elenco di settanta deputati e trentacinque senatori a scelta dei partiti determinava, in buona sostanza, la elezione della quasi totalità dei parlamentari a scelta dei partiti stessi, svuotando in larga misura il principio della libera scelta degli elettori. In ogni caso, dal punto di vista politico, il passaggio a vuoto della proposta di fratelli d’Italia ha creato non poche fibrillazioni nella maggioranza. Qualcuno ha anche sostenuto che la presidente Meloni stesse seriamente valutando di recarsi da Mattarella per rimettere il mandato. Credo che Giorgia Meloni esca indebolita da questo passaggio parlamentare, perché la sua maggioranza non ha dato prova di compattezza. Sotto altri profili la nostra idea di sistema elettorale resta diversa. Avremmo preferito un sistema proporzionale puro, per evitare di costruire alleanze con il solo obiettivo di vincere e non di creare le basi per governare, mettendo insieme forze politiche spesso portatrici di visioni tra loro totalmente incompatibili e piene di contraddizioni interne. Noi, rispetto ai due poli, continueremo a occupare il centro dello schieramento politico, il luogo in cui gli elettori ci hanno collocato, lavorando per un’Italia protagonista di un’Europa più forte, più coesa e più autonoma, capace di affrontare con unità le sfide poste dalle tensioni derivanti dalle politiche di Trump, della Russia e dalla crescente competizione strategica della Cina. Un’Europa forte e unita saprebbe difendersi, anche sui mercati finanziari, e soprattutto avrebbe la capacità di incidere realmente anche sui processi di pace.

*deputato di Azione

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