«Giornalista e sceneggiatore», recita la biografia di Stefano Cappellini su internet, cui ora dovrà aggiungere anche direttore ad interim di Repubblica, chiamato a raccogliere l’eredità di Mario Orfeo in una fase tutt’altro che tranquilla per il quotidiano. Il battesimo, però, non poteva essere più propizio.
Un battesimo propizio per il neo-direttore
Proprio nelle ore del suo insediamento, il governo Meloni è riuscito nell’impresa di auto-affondarsi su un emendamento della riforma elettorale, bocciato dai franchi tiratori della stessa maggioranza. Una delle più clamorose cappellate parlamentari degli ultimi tempi, con Palazzo Chigi costretto ad aprire immediatamente la caccia ai dissidenti. Per un direttore appena arrivato, un’apertura di giornale confezionata praticamente da sola e nel solco della linea che Repubblica vuole perseguire. Del resto Cappellini non ha mai nascosto le sue posizioni, né è mancato negli anni alle trasmissioni di Nicola Porro su Mediaset nel ruolo dell’interlocutore più severo con il centrodestra. Ora avrà modo di esercitare quello stesso spirito critico dalla plancia di comando del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Sempre che la permanenza sia destinata a durare, ma su questo Theodore Kyriakou non lascia trapelare nulla.

I piani dell’editore per il nuovo corso di Repubblica
Martedì l’editore greco, parlando alla redazione, si è limitato a un intervento di circostanza, il classico discorso istituzionale che accompagna ogni cambio al vertice. Molto più esplicita è stata invece l’amministratrice delegata Mjria Cartia d’Asero, che ha rivendicato la necessità di un ricambio del management, sostenendo che chi oggi occupa certe posizioni non possiede più i requisiti richiesti dal nuovo corso. E, nello stesso intervento, ha annunciato l’arrivo di Veronica Diquattro, ex ad di Dazn, alla guida del digitale, descritta come una «manager bionda con gli occhi azzurri». Cosa che forse avrebbe fatto sorridere qualche cronista degli Anni 50, ma che difficilmente sarà stata accolta con entusiasmo dalla diretta interessata. Il clima, insomma, è quello del grande rimescolamento.

Intanto Monica Giandotti presenta il libro di De Luca jr
E a fare da perfetto contrappunto arriva anche un appuntamento romano che sembra raccontare, in miniatura, le geometrie del potere. Alla libreria Mondadori della Galleria Alberto Sordi viene presentato il libro di Piero De Luca, L’idea di Europa e il suo destino. Sul palco, insieme all’autore, Pier Ferdinando Casini, Paolo Gentiloni e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. A moderare l’incontro è Monica Giandotti, giornalista Rai approdata a Rai 2 dopo gli anni trascorsi a Rai 3, nonché moglie del nuovo direttore di Repubblica. Insomma, primo giorno da direttore e Cappellini si ritrova già al centro di un emblematico incrocio della politica romana: un governo che inciampa da solo, un’azienda che cambia pelle e un salotto romano dove il potere continua a riconoscersi a colpo d’occhio.

