Si è chiuso a Milano il primo processo derivato da uno dei filoni di una maxi inchiesta sugli insulti social a Liliana Segre: il procedimento vedeva imputate otto persone in totale, accusa di diffamazione aggravata dall’odio razziale alla senatrice sopravvissuta alla Shoah. Un imputato, l’unico che aveva scelto il rito abbreviato, è stato condannato a 4 mesi con pena sospesa e a un risarcimento di 1.500 euro. Per un secondo imputato, invece, sono stati disposti 12 mesi di lavori di pubblica utilità alla Caritas, il versamento di 300 euro alla Fondazione Memoriale della Shoah e un percorso psicologico. Nelle scorse udienze alcuni imputati si erano scusati con delle lettere e avevano fatto pervenire risarcimenti, versati sempre al Memoriale della Shoah, con somme dai 500 fino ai 2 mila euro. Passaggi che avevano portato alla remissione delle querele da parte di Segre. Altri, invece, tra cui l’imputato in udienza oggi, sono stati ammessi all’istituto della messa alla prova: per l’unico che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato è arrivata appunto la condanna.
