Ranucci: pm contestano a Lavitola il reato di strage

Il pm di Roma Edoardo De Santis – che ha ereditato il fascicolo da Carlo Villani, oggi procuratore a Velletri -, contesta anche il reato di strage all’imprenditore e giornalista Valter Lavitola, indagato nel procedimento sull’attentato a Sigfrido Ranucci dell’ottobre scorso a Pomezia. Si legge nel decreto di perquisizione di 7 pagine a carico di Lavitola e altre 6 persone eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e dai colleghi del Gruppo Frascati. Lavitola e’ considerato, insieme all’intermediario Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni, il mandante dell’azione criminosa. Lavitola ha dato mandato a Clesio Tavares di “individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all’abitazione del giornalista” e sempre Lavitola il 16 settembre, un mese prima dell’attentato, ha effettuato con Tavares un sopralluogo “nei pressi dell’abitazione” del conduttore di Report. equestrati a Valter Lavitola cellulari e pc che ora verranno analizzati dagli investigatori del Nucleo di via in Selci con l’obiettivo di cristallizzare le accuse formulate dai pm di Roma. Gomes Tavares e Lavitola avevano un rapporto e, come emerge dalle 7 pagine di decreto di perquisizione, risulta dipendente dal 2017 “della societa’ Cefalu’ srl che gestisce il ristorante ‘Cefalu’ Bistro’ di pesce’ in viale dei Quattro Venti” nel quartiere Monteverde a Roma “esercizio commerciale riconducibile proprio all’indagato” Lavitola. Subito dopo l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso a Roma, l’imprenditore Valter Lavitola – ritenuto dagli inquirenti il mandante – si è “interessato all’allontanamento” dall’Italia di Gomes Clesio Tavares, il 47enne cittadino camerunense che avrebbe svolto il ruolo di intermediario con la banda avellinese autrice dell’azione. E’ quanto emerge dal decreto di perquisizione disposto dai pm della Dda secondo cui Clesio Tavares risulta dal 2017 dipendente della società Cefalù – riconducibile a Lavitola – che gestisce un ristorante nella zona di Monteverde Vecchio a Roma. L’imprenditore avrebbe inoltre garantito l’assistenza legale all’intermediario. In base a quanto accertato, Clesio Tavares si troverebbe tuttora in Camerun. Nel decreto si spiega, inoltre, che Pellegrino D’Avino – uno dei componenti della banda – quando è stato raggiunto dalla misura cautelare avrebbe detto al suocero di “avvisare Clesio Tavares affinché quest’ultimo avvisi ‘quell’altro'” presumibilmente Lavitola. E’ previsto per oggi ‘interrogatorio dell’imprenditore Valter Lavitola indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci. Secondo gli inquirenti l’ex editore dell’Avanti potrebbe esser stato il mandante dell’ordigno fatto esplodere sotto casa di Ranucci. Gli investigatori hanno perquisito Lavitola e sequestrato smartphone e computer. Ora verrano analizzati, si spiega. La scorsa settimana, nell’ambito della stessa inchiesta, sono state eseguite 4 misure cautelari nei confronti di coloro che sono esecutori materiali dell’attentato

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