Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?

Un mix di idee irrealizzabili e riciclate dal passato. L’asticella delle sparate che si sposta ogni giorno un po’ più in là. E una presenza politica capillare sul territorio. Mentre i sondaggi lo premiano e i transfughi degli altri partiti lo cercano. Effetto Vannacci. Basta guardare la mappa dei comitati di Futuro nazionale per notare la macchia di pallini blu che copre l’Italia da Merano a Lampedusa. Il generalissimo va forte soprattutto in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Nel Nord-Est, secondo i dati analizzati da Demos, lo voterebbe il 9 per cento degli elettori. Quasi il doppio della media nazionale. Ma occhio anche al Centro-Sud: oltre alla Toscana (sua terra natia), le truppe vannacciane avanzano nel Lazio e in Puglia (Regione al terzo posto per numero di tesserati). E ci sono anche degli avamposti all’estero, da Monaco di Baviera ad Hammamet.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
La mappa dei comitati di Futuro nazionale.

Il conteggio dei circoli ovviamente è in itinere: per aprirne uno bastano 10 persone che vogliono aderire e un form disponibile online. Una crescita che colpisce ancor di più se paragonata alla crisi dei partiti tradizionali, sempre meno capaci di presidiare il territorio. Ma tra slogan buoni solo per la propaganda, poche proposte davvero concrete e una campagna elettorale che sembra più contro la destra di governo che contro la sinistra, dove può arrivare Vannacci da qui alle elezioni politiche del 2027?

LEGGI ANCHE La grana europea di Vannacci: perché i suoi Sovranisti sono nel mirino

La virata a destra per conquistare i delusi

Tra i partiti dell’arco costituzionale, il più antico è la Lega, nato nei primi Anni 90 come ribellione all’establishment. La politica è una ruota che gira e, come diceva il leader socialista Pietro Nenni, «a fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura». Oggi infatti nel mirino di Futuro nazionale c’è proprio il Carroccio di Matteo Salvini, del quale Vannacci è stato vicesegretario nel breve tratto dal post-Europee alla diaspora dalla quale è nato Fn. Un movimento definito «l’unica destra che io conosca» dal fondatore, che così attacca frontalmente anche Fratelli d’Italia e la premier Giorgia Meloni.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Matteo Salvini e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

La strategia politica è evidente: dopo una legislatura (quasi) completa, anche il governo più a destra della storia repubblicana si è dovuto “imborghesire”, adeguandosi alle sempre più stringenti regole non scritte di un sistema nel quale i famigerati poteri forti (l’immancabile Europa, ma soprattutto i giganti dell’economia) fanno virare verso miti consigli anche le voci più ribelli. E allora bisogna alzare i toni. L’esempio più lampante è dato dall’immigrazione: Meloni aveva promesso i blocchi navali (e invece i flussi sono persino aumentati), Vannacci ora punta sulla remigrazione. E chissà quale sarà il prossimo step.

Gli italiani decidono di dare sempre una chance al nuovo che avanza

Più in generale, il terremoto vannacciano ha il suo epicentro nella logica a escludere che caratterizza i cicli politici di questa fase storica. In un tourbillon sempre più frenetico, gli italiani decidono di dare una chance al nuovo che avanza, che però poi con la stessa velocità invecchia e perde fascino. Dopo i brevi cicli di Matteo Renzi, Salvini e del Movimento 5 stelle, Meloni sta tenendo botta – i suoi consensi sono ancora piuttosto alti – ma comincia a sentire il fiato sul collo del generalissimo.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, saluta i militanti chiudendo l’assemblea costituente (foto Ansa).

Il più recente sondaggio SWG per La7 accredita Futuro nazionale al 5,3 per cento, con la Lega che riesce, almeno per ora, a non farsi sorpassare. I più entusiasti tra i suoi sostenitori indicano il 10 per cento come target per le Politiche 2027. Con diversi politologi che paventano un sostanziale pareggio tra centrodestra e centrosinistra, non c’è da stupirsi che Meloni abbia approntato un piano B, strizzando l’occhio a Carlo Calenda che, con una legge elettorale dalla bassa soglia di ingresso, potrebbe andare da solo e indebolire il campo largo, magari con la prospettiva di unirsi alla maggioranza nel caso ne sortisse una nuova versione di un governo tecnico e di larghe intese.

La remigrazione andrà inevitabilmente a scontrarsi con la difficoltà di stabilire accordi efficaci con i Paesi d’origine, i rimpatri si riveleranno difficilissimi e ancora più costosi, con il flop albanese del governo Meloni che evidentemente non ha insegnato granché. Però il termine suona bene, titilla istinti che vengono da lontano senza usare i linguaggi del passato e alimenta quella “guerra tra poveri” che da sempre sostiene la crescita dei populisti.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Meloni e Rama in visita ai centri in Albania (foto Imagoeconomica).

I continui richiami a sovranismo, identità nazionale e tradizione sono anch’essi dei déjà-vu, un classico vintage con spruzzate di arretratezza, come per la lotta alle correnti «politicizzate» dei magistrati, il reddito di maternità (le donne a casa ad accudire la famiglia e gli uomini al lavoro) o l’ideona del libretto di lavoro agli adolescenti: «Perché un ragazzo a 14 anni non può fare il cameriere o l’aiuto bagnino? Spiegatemi il perché, io non ci arrivo».

Le controverse posizioni su femminicidio ed eccesso di legittima difesa

Certo, siamo nella fase iniziale della storia del movimento e quindi è più che normale che i toni siano roboanti e le proposte poco approfondite. Talvolta sono persino stantie, come il guizzo di abolire il termine femminicidio e la tutela a prescindere di chi viene accusato di eccesso di legittima difesa, non solo se in divisa. L’ovvio obiettivo è fare breccia nelle masse e il modo migliore è dire poche cose, ripeterle di continuo e far apparire semplice la soluzione di problemi che, se esaminati seriamente, sono più complessi di come vengono presentati.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?

La propaganda agisce così: è una ricetta che funziona, già sperimentata a più latitudini e che molto probabilmente produrrà un risultato di tutto rispetto nei primi test elettorali probanti. L’entourage di Vannacci continua a registrare new entry di volti noti: dal “Barone Nero” Jonghi Lavarini a Gianni Alemanno, da Mario Borghezio a Pier Gianni Prosperini, passando per la showgirl Sylvie Lubamba, toscana di origini congolesi.

Nuove adesioni, vecchi obiettivi

Vannacci fa incetta anche di titolari di cariche pubbliche. Già oggi rispondono al generale otto parlamentari, tra cui i più noti sono l’ex forzista Laura Ravetto, che sarà il volto del partito in televisione, e l’ex meloniano Emanuele Pozzolo, pistolero di Capodanno e recentemente tornato nei guai per un incidente stradale con tasso alcolemico sopra i limiti. Col suo inconfondibile stile a metà tra l’ironico e il didascalico, Vannacci lo ha difeso tramite una curiosa analisi tecnica sulla definizione di ubriaco, che ai lettori più affezionati del compianto Stefano Benni ha ricordato un memorabile passaggio di Bar Sport, nel quale si immaginava una rissa verbale tra filosofi su questo stesso tema.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Laura Ravetto, un’immagine realizzata con l’IA.

Ravetto invece ha fatto tutto da sola, presentandosi al congresso fondativo del partito con uno spray per la stiratura brandizzato “Merito”, giusto per chiarire la posizione sulle quote rosa. Pur chiamandosi Futuro nazionale, il nuovo partito sulla scena italiana pare davvero guardare a un passato che in parte è storico e in parte è mitologico, più idealizzato che effettivo. Eppure la ricetta potrebbe funzionare, consentendo a Vannacci di sedersi al tavolo del centrodestra per trattare il suo ingresso in coalizione. Perché l’alternativa è andare da soli e rischiare di far vincere il centrosinistra, ma è piuttosto raro che un generale si spari dritto sui piedi.