Sonia Alfano: Ecco perchè ho aderito alla Lega

di Olga Sammauro

 

 

Dalla delusione per la scelta di Edmondo Cirielli di aprire la campagna elettorale, in occasione delle elezioni regionali in Campania, in un comune dei Picentini che non era San Cipriano Picentino, fino alla decisione di revocare l’Assessorato a Maria Sica di Fratelli d’Italia, la sindaca Sonia Alfano ripercorre le fasi conclusive del suo rapporto con il partito di Giorgia Meloni. Un rapporto che si è incrinato fino al definitivo approdo alla Lega.

Nei giorni scorsi è stato ufficializzato il suo ingresso nella Lega, da dove arriva questa decisione?

«Voglio precisare che ho abbandonato Fratelli d’Italia, non sono stata cacciata né ci sono stati provvedimenti nei miei confronti. Ho sempre votato Fratelli d’Italia, alle Regionali ho appoggiato Carpentieri. Per quanto riguarda la Lega, con Giampiero Zinzi ho trovato piena disponibilità, un partito attento alle esigenze dell’amministrazione e del territorio. La classe dirigente della Lega mi ha convinto per il modo di supportare gli amministratori locali. Il problema del centrodestra in provincia di Salerno è proprio questo, gli amministratori hanno un riferimento nel Governo centrale, ma, poi, in un territorio del PD, si trovano spesso isolati e senza un appoggio politico e partitico. I rapporti con la Lega vanno avanti da gennaio, in questi mesi i riferimenti regionali mi sono stati vicini, con la loro presenza sul territorio mi hanno portato a scegliere per questo passaggio».

Il suo passaggio alla Lega ha portato con sé non poche polemiche. Nei mesi scorsi Fratelli d’Italia aveva parlato di suoi comportamenti non in linea con i valori del partito.

«Sono sempre stata riconosciuta a destra, ero in Alleanza Nazionale, poi PDL e, infine, Fratelli d’Italia. Ho fatto tutto il percorso. Non capisco quali siano i comportamenti cui si faceva riferimento. Anzi, a mio avviso, sono stati loro a mortificare un loro sindaco, uno dei pochi che avevano in provincia di Salerno. Sono già una donna e bisogna lavorare il doppio in un ambiente maschile come la politica, ma se anche il partito cerca di mortificarti, non si può proseguire».

A cosa si riferisce?

«Il candidato alle ultime elezioni regionali del centrodestra, Edmondo Cirielli, non può scegliere un comune limitrofo dei Picentini per l’apertura della sua campagna elettorale. Significa delegittimare un proprio sindaco, è un allontanamento dai territori. Il centrodestra alle amministrative è sempre in affanno in questa provincia, bisogna farsi una domanda. Non ho mai compreso che cosa sia accaduto, probabilmente per la mia decisione di revoca dell’assessorato a Maria Sica di Fratelli d’Italia, ma in quel caso era venuta meno la fiducia. Per me è comunque un fatto residuale».

Ha sentito Edmondo Cirielli?

«Non ho mai avuto modo di sentire Edmondo Cirielli o altri in questi mesi. A Cirielli, però, precedentemente, avevo manifestato il dispiacere per la sua scelta di non aprire la campagna elettorale a San Cipriano Picentino. Si è trattato del secondo episodio: era accaduto anche per le elezioni al Parlamento, all’epoca ero capogruppo di Fratelli d’Italia alla Provincia. Ho manifestato il mio malumore».

Le è dispiaciuto?

«Il dispiacere è stato lasciare un percorso politico, ma sono rimasta coerente approdando comunque in un partito che fa parte della coalizione di centrodestra. Sono stata accolta bene da tutti, da Aurelio Tommasetti, anche da Lucia Vuolo.

La classe dirigente della Lega in Campania mi ha aiutata e supportata in questo periodo, per adesso mi ha rincuorato aver fatto una scelta coerente che mi ha portato a contatto con persone rispettose, equilibrate e che capiscono le problematiche del territorio».

Cosa si aspetta da questo nuovo capitolo?

«Più vicinanza, supporto e apertura. Alla Lega ho detto di lavorare per il partito per far arrivare altri amministratori. Secondo me ce ne sono tanti capaci che hanno bisogno di spazio e il partito, a mio avviso, può offrire proprio questo a differenza di chi è chiuso su se stesso. Credo che potrà crescere una buona classe dirigente di centrodestra».

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