Torino, precipita aereo delle Frecce Tricolori: morta bambina di 5 anni

Un aereo delle pattuglia delle Frecce Tricolori è precipitato a San Francesco al Campo, nei pressi dell’aeroporto torinese di Caselle: frammenti del caccia MB.339 hanno colpito una vettura in transito, con a bordo un intero nucleo famigliare. Nello schianto è morta una bambina di cinque anni. Il fratello di nove ha riportato ustioni ed è ora ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita. Feriti anche i genitori.

Secondo le prime ricostruzioni la Freccia Tricolore è caduta in fase di decollo, schiantandosi al fondo della pista dell’aeroporto di Caselle, dove una vettura stava percorrendo una strada di campagna che costeggia lo scalo. L’auto è stata colpita da un pezzo incandescente dell’aereo. Il pilota si è salvato lanciandosi con il paracadute, mentre gli altri velivoli sono poi atterrati a Linate.

Torino, precipita aereo delle Frecce Tricolori: morta bambina di 5 anni. Tra le ipotesi l’impatto con uno stormo di uccelli.
L’auto colpita dai frammenti dell’aereo (Getty Images).

Tra le ipotesi l’impatto con uno stormo di uccelli

Uno stormo di uccelli, che avrebbe ostacolato la fase del decollo impattando con il velivolo. In gergo, un bird strike: è questa una delle ipotesi più accreditate da fonti militari in merito allo schianto dell’aereo. L’altra ipotesi, meno accreditata, è che si sia verificato un guasto al motore.

Torino, precipita aereo delle Frecce Tricolori: morta bambina di 5 anni. Tra le ipotesi l’impatto con uno stormo di uccelli.
La zona dello schianto (Getty Images).

Annullato l’airshow in programma a Collegno

La pattuglia era appena partita per un sorvolo a bassa verso Vercelli, nell’ambito della manifestazione organizzata a Collegno, alle porte di Torino, per celebrare il centenario dell’Aeronautica Militare. Domani, poi, le Frecce Tricolori avrebbero dovuto essere il culmine di un airshow per il centenario dell’Aeronautica militare: l’evento è stato annullato.

Libia, secondo Unicef ci sono 300 mila bambini colpiti a rischio epidemie

È stimato che quasi 300 mila bambini siano stati esposti alla tempesta Daniel nella Libia orientale e che un numero crescente di bambini e famiglie abbia richiesto assistenza umanitaria, in seguito ai danni significativi subiti da numerose abitazioni, ospedali, scuole e altre infrastrutture essenziali. Secondo quanto è stato riferito, la tempesta ha causato la morte di oltre 5 mila persone, mentre altre centinaia risultano ancora disperse. Sono almeno 30 mila gli sfollati interni, riparati nelle scuole e in molte aree, che sono rimasti isolati e inaccessibili. Almeno tre ospedali risultano essere attualmente fuori servizio e almeno dieci centri di assistenza sanitaria primaria vengono dati per allagati.

Unicef: «Tragedia che arriva dopo un decennio di conflitto»

Michele Servadei, rappresentante dell’Unicef in Libia ha fatto il punto della situazione sulla crisi umanitaria che ha colpito i più piccoli: «I bambini libici stanno affrontando un’altra tragedia dopo oltre un decennio di conflitto. La nostra priorità è aumentare l’assistenza salvavita, in particolare fornendo forniture sanitarie, acqua e servizi igienici, sostegno psicosociale, rintracciare le famiglie e prevenire le malattie trasmesse dall’acqua. Per evitare una catastrofe, non possiamo permetterci di perdere tempo». Servadei dal momento della catastrofe ambientale è impegnato sul campo, è occupato infatti nel monitoraggio aree colpite dalle inondazioni. E ha aggiunto: «Sappiamo da precedenti disastri in tutto il mondo che le conseguenze delle inondazioni sono spesso più letali per i bambini dell’evento meteorologico estremo stesso. I bambini sono tra i più vulnerabili e sono ad alto rischio di epidemie, mancanza di acqua potabile, malnutrizione, interruzione dell’apprendimento e violenza». Oltre ai rischi immediati di morti e feriti, le inondazioni in Libia rappresentano un grave rischio per la salute e la sicurezza dei bambini. L’Unicef ha bisogno di almeno 6,5 milioni di dollari per interventi urgenti salvavita ed è pronto a sostenere i bambini e le famiglie che necessitano di aiuti umanitari ad Al Bayda, Al Marj, Bengasi, Derna e nelle altre aree colpite. Le priorità immediate sono l’acqua potabile, le forniture mediche e le squadre sanitarie mobili, il sostegno psicosociale e il rintracciamento delle famiglie.

Grecia, dopo le alluvioni morti più di 200 mila animali

A seguito delle alluvioni che hanno devastato in Grecia la regione della Tessaglia, più di 200 mila animali sono stati dichiarati morti, ha reso noto il ministro greco dello Sviluppo agricolo, Lefteris Avgenakis.Tra questi, ci sono più di 61mila ovini e caprini, e quasi 20mila suini.

Le carcasse potrebbero portare al rischio di malattie infettive

Il ministro della Difesa, Nikos Dendias, ha annunciato che le Forze armate sono state mobilitate per contribuire allo sforzo di raccolta delle carcasse degli animali nelle aree colpite dalla tempesta Daniel. Le autorità hanno messo in guardia gli abitanti dal rischio delle malattie infettive che si potrebbero diffondere a causa del bestiame morto.

In arrivo una serie su Taffo, l’agenzia di onoranze funebri di Roma: quando e dove andrà in onda

La docuserie su Taffo, l’impresa romana di pompe funebri famosa per le sue pubblicità e le sue campagne social dissacranti, avrà il via con molta probabilità nei primi mesi del 2024. Si concentrerà sulla famiglia Taffo e sui retroscena della loro comunicazione. Tutto ciò che verrà mostrato nella docuserie è realmente accaduto, come sarà precisato anche nel montaggio.

Protagonista della docuserie tutta la famiglia

Il docu-reality Questa cassa non è un albergo vedrà come protagonista tutta la famiglia Taffo: il capostipite Luciano, la moglie Luana Aloisi, che gestisce Taffo Pet per la cremazione degli animali da compagnia, ma anche i figli, Daniele e Alessandro, che si occupano di amministrazione e comunicazione. Scopo della serie è descrivere in maniera autentica ciò che si cela dietro all’attività dei Taffo e alla loro comunicazione, tanto originale quanto “scorretta”. Nessun riferimento né alle ombre giudiziarie né alle polemiche che hanno coinvolto la famiglia per gli appalti Ama, l’azienda comunale che gestisce raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti a Roma.

Andrà in onda nella prima parte del 2024 su Real Time la docuserie dedicata a Taffo, intitolata Questa cassa non è un albergo.
Tweet ironico sul Congresso delle Famiglie di Verona (Twitter).

«Una delle family business più vitali di sempre»

Così Cristina Mastropietro, della società di produzione televisiva Pesci Combattenti, ha definito l’attività dei Taffo: «La morte è un tabù, anche se riguarda tutti. Quella dei Taffo è una delle family business più vitali che esistano, anche se si occupa di morte». Ha poi continuato: «Sembra un paradosso, ma c’è una logica: dopo un funerale cosa fa solitamente? Si va a mangiare, cioè si torna alla vita. È importante onorare la morte, ma lo è altrettanto tornare alla vita. […]». Caratteristica della serie sarà il suo affrontare la morte in modo ironico, peculiarità della Taffo onoranze funebri.

Su Real Time arriva la docuserie Questa cassa non è un albergo
Post della pagina ufficiale taffofuneralservices (Instagram).