Finge il suicidio e scompare per dieci anni: ritrovato in Grecia

Si chiama Adamo Guerra e la sua storia sta facendo il giro d’Italia. Nel luglio 2013 ha lasciato tre lettere ai familiari in cui ha annunciato l’intenzione di suicidarsi. Poi è sparito nel nulla dopo essersi imbarcato per Patrasso, mentre la sua auto è stata trovata al porto di Ancona con i documenti, telefono e ogni dispositivo elettronico. Dopo di che, nessuna notizia, tanto da far temere il peggio e cioè che l’uomo si fosse suicidato davvero, gettandosi dalla nave. Ma il corpo non è mai stato trovato e a distanza di dieci anni arriva la svolta. La trasmissione Chi l’ha visto? lo ha trovato in Grecia, dove nel frattempo ha creato una nuova vita.

La lettera ai genitori: «Adesso è il momento di farla finita»

In una delle lettere, Adamo Guerra, classe ’67 di Imola, ha scritto ai genitori: «Ciao mamma e papà, non ho molte parole da dire, ma purtroppo è andata sempre male. E adesso è arrivato il momento di farla finita. Cercherò di fare bene almeno questo ultimo passo per risparmiarvi il dolore di un funerale. Mi raccomando solo una cosa, la più importante: date una mano a Raffaella e alle bambine. Io non ci sono riuscito fino in fondo. Restano ancora alcuni anni difficili». Sono stati i primi a trovare la missiva. Le altre due sono state scritte all’allora moglie Raffaela Borghi, con cui l’uomo ha due figlie, e a un collega. A quest’ultimo ha spiegato anche le ragioni del suicidio: «Ho dovuto trattenere gli incassi dei conti per chiudere un debito pericoloso per la mia famiglia».

Finge il suicidio e scompare per dieci anni ritrovato in Grecia
In studio la ex moglie Raffaella e la madre

Raffaella ha chiesto il divorzio nel 2022

Dopo di che, la scomparsa. Le indagini partite nel 2013 si sono interrotte nel 2015, quando la Procura di Bologna ha deciso di archiviare il caso come «presumibile suicidio». Intanto Raffaella, ancora sposata con Adamo all’epoca dei fatti, ha creduto si fosse gettato dalla nave e cresciuto le figlie. Si è fatta poi seguire da una psicologa, che l’ha incitata ad andare avanti. E così ha fatto, chiedendo il divorzio. Una scelta che ha dato il via alla svolta perché l’avvocato della donna ha scoperto nel febbraio 2022 che l’uomo è risultato iscritto all’Aire, l’Associazione degli italiani residente all’estero, e che abita a Patrasso. Grazie all’associazione Penelope e a Chi l’ha visto?, è stato ritrovato.

Guerra: «Facciamo che non mi avete mai trovato»

A trovarlo è stato l’inviato Francesco Paolo Del Re, che non ha appena lo ha incrociato gli ha chiesto se fosse proprio il signor Adamo. Dopo la risposta affermativa, l’uomo ha capito di essere stato scoperto. Il giornalista gli ha spiegato che «pensavamo che fosse morto». Lui ha risposto: «Facciamo che non mi avete mai trovato e finisce qui». In tv, l’ex moglie ha commentato: «Non è un umano. Non è un uomo. Non è un padre». Adesso si andrà in tribunale.

La Lega contro il direttore del museo Egizio di Torino Greco: «Va cacciato subito»

«Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, faccia un gesto di dignità e si dimetta. Faremo di tutto per cacciarlo e chiediamo al ministro della Cultura Sangiuliano di cacciarlo se non si dimette lui». Sono queste le dichiarazioni del vicesegretario della Lega Andrea Crippa, rilasciate in un’intervista per Affaritaliani.it.

La condanna e l’assoluzione

Crippa ripercorre cosa accadde prima e dopo la denuncia sporta nei suoi confronti dal direttore del museo: «Qualche anno fa, Greco decise uno sconto solo per i cittadini musulmani e io chiesi ai cittadini di protestare inondando il centralino di telefonate. Lui mi denunciò, fui condannato in primo grado e assolto in secondo, vincendo la causa. È un direttore di sinistra che ha gestito il museo Egizio di Torino in modo ideologico e razzista contro gli italiani e i cittadini di religione cristiana. Ha fatto sconti solo per i musulmani e mai per chi professa altre religioni. Va cacciato subito, meglio quindi se fa un gesto di dignità e se ne va lui».

«Un razzista contro gli italiani»

Il vicesegretario della Lega ha poi aggiunto: «Incredibile che dopo aver gestito il museo in modo ideologico ora chieda di mantenere la poltrona al governo di Centrodestra. Il museo Egizio di Torino viene pagato dai cittadini e lui ascolta solo la sinistra. È un razzista contro italiani e cristiani», concludendo con «Si dimetta subito, farebbe più bella figura».

I Carabinieri di Venezia riconsegnano un prezioso dipinto del Tiepolo

I carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Venezia hanno consegnato, nella mattina di giovedì 21 settembre 2023, alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ D’Oro di Venezia, un dipinto del Tiepolo raffigurante la Sacra Famiglia, disperso a causa di una bancarotta fraudolenta e successiva ricettazione fallimentare. Il dipinto, un olio su tela di 38×45 centimetri, è stato recuperato nel 2021 durante una perquisizione nel sottotetto di un’abitazione di Padova. Restituito al curatore del fallimento, è stato presentato poi all’ufficio esportazione di Milano per essere venduto all’estero. L’opera, datata intorno al settimo decennio del Settecento, è stata però valutata di notevole interesse culturale da parte della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, e acquistata dal ministero della Cultura per una cifra intorno ai 150 mila euro. Durante la stessa indagine, i militari dell’Arma avevano recuperato e sequestrato altre 24 opere, 10 delle quali consegnate a giugno 2023 alle Gallerie dell’Accademia.

Ulisse – Il piacere della scoperta, stasera su Rai 1 la storia di Anna Frank

Stasera 21 settembre 2023 alle ore 21.25 andrà in onda il programma Ulisse – Il piacere della scoperta sul canale Rai 1. A condurre il programma come sempre ci sarà Alberto Angela e questa volta la trasmissione racconterà la storia di Anna Frank. Un viaggio approfondito e riflessivo per tutti coloro che vogliono scoprire di più sulle vicende della Seconda Guerra mondiale. Oltre che in televisione, il programma sarà disponibile in streaming e on demand sulla piattaforma Rai Play.

Ulisse - Il piacere della scoperta è il programma che andrà in onda stasera 21 settembre 2023 sul canale televisivo Rai 1.
Foto e ricordo di Anna Frank (Getty Images).

Ulisse – Il piacere della scoperta, le anticipazioni della puntata di stasera 21 settembre 2023 su Rai 1

Per la prima volta le telecamere Rai entreranno nella casa di Merwedeplein 37, ad Amsterdam. Si tratta di un’abitazione iconica perché in questa residenza avevano vissuto i Frank a partire dal 1933, l’anno in cui avevano dovuto abbandonare la Germania in seguito alle persecuzioni di Hitler contro gli ebrei. Nonostante l’abbandono della patria, Anna Frank era cresciuta felice in quest’abitazione, ma tutto cambiò in seguito allo scoppio della Seconda Guerra mondiale. La famiglia Frank fu costretta a fuggire anche dall’abitazione olandese e a rifugiarsi in un nascondiglio segreto.

Ulisse mostrerà anche un particolare parallelo: quello tra Anna Frank e Audrey Hepburn. Quest’ultima viveva parallelamente la sua vita negli Stati Uniti ma ha raccontato, in un’intervista che verrà proposta nel corso del programma, di essere stata una delle prime persone ad avere avuto l’onore di leggere l’originale diario della ragazza ebrea. Il programma continuerà poi il suo viaggio ad Amsterdam esplorando la casa sul retro, ovvero il nascondiglio nel quale i Frank hanno vissuto per diverso tempo insieme ad altre quattro persone, fino a quando il loro rifugio non fu scoperto dalle truppe naziste. Alberto Angela esaminerà i dettagli di quel periodo storico e cercherà di stabilire se la vicenda sia un «cold case» un caso irrisolto, perché non è ancora chiaro chi abbia tradito la ragazza e i suoi familiari.

Ulisse - Il piacere della scoperta è il programma che andrà in onda stasera 21 settembre 2023 sul canale televisivo Rai 1.
Una foto di Anna Frank (Getty Images).

Il programma dedicherà poi ampio spazio al legame tra Anna Frank e Amsterdam, mostrando i luoghi che ancora oggi ricordano la piccola ebrea. Verranno in particolare fatte vedere location come il Prinsengracht, il canale dove si trova la sua casa museo, l’Ndsm, un quartiere nel quale giganteggia il suo volto realizzato sotto forma di enorme murales, la scuola Montessori che la giovane ha frequentato e la vetrina della libreria nella quale Anna ha visto per la prima volta il suo diario, l’oggetto che l’avrebbe fatta diventare un’icona nella storia dell’umanità.

Ulisse – Il piacere della scoperta, il caso di Edith Bruck della puntata di stasera 21 settembre 2023 su Rai 1

Nella puntata di stasera 21 settembre, la trasmissione esplorerà anche un altro caso, quello di Edith Bruck. Proprio come Anna Frank, la scrittrice in Ungheria ha vissuto gli orrori della guerra e ha raccontato tutto nelle sue opere. In particolar modo, ha descritto la sua esperienza in uno dei campi di concentramento presenti in Europa, ovvero il campo di Bergen Belsen. Alberto Angela giungerà in questo luogo per far rivivere agli spettatori la vita di Edith Bruck e i dolori che ha patito.

L’ascesa dei partiti populisti: un europeo su tre vota contro l’establishment

Quasi un terzo degli europei nel 2022 ha votato per partiti populisti, di estrema destra o di estrema sinistra. Il 32 per cento rilevato dalla piattaforma PopuList, nata dalla collaborazione tra l’Università di Amsterdam e il Guardian, rappresenta un netto balzo in avanti non solo rispetto al 20 per cento dei primi Anni 2000, ma anche in confronto al 25 per cento del 2018. «I partiti tradizionali stanno perdendo voti, mentre i quelli anti-establishment stanno guadagnando terreno. È importante, perché molti studi mostrano che, quando i populisti ottengono il potere o lo influenzano, cala la qualità della democrazia», spiega il politologo olandese Matthijs Rooduijn, evidenziando che a crescere più rapidamente è la fetta di elettori di estrema destra. L’ascesa di queste formazioni non solo influenza la democrazia, ma – spiega l’esperto – anche il panorama politico dei vari Paesi: per cercare di contrastarle, il centro si sta via via sempre più spostando a destra. Tuttavia non è detto che la percentuale sia destinata a salire.

La ricerca ha analizzato il panorama politico di 31 Paesi 

PopuList prende in esame lo scenario politico di 31 Paesi europei. Nel 2023 la piattaforma ha individuato 234 formazioni politiche anti-establishment, classificandone 165 come populiste, 61 di estrema sinistra e 112 di estrema destra. Se le ultime due categorie sono ben definite e viaggiano su binari paralleli, quella del populismo si interseca invece con le altre: in generale indica un atteggiamento che mira a rappresentare il popolo e le grandi masse esaltandone valori e desideri, ponendoli in contrapposizione con l’élite corrotta e interessata solo al proprio tornaconto. «Abbiamo parlato molto della possibile riclassificazione dei conservatori del Regno Unito, del Vvd di Mark Rutte nei Paesi Bassi, di Les Républicains in Francia e dell’Övp in Austria», spiega Rooduijn. «Alla fine però non li abbiamo considerati populisti perché il nativismo non era il loro obiettivo principale. Ma potremmo farlo in futuro».

L’ascesa dei partiti populisti: un europeo su tre vota contro l’establishment. L'analisi della piattaforma PopuList.
Il logo di Alternative fur Deutschland (Getty Images).

Vox a parte, è stato ottimo periodo per il populismo

Nel 2022, unendosi all’Ungheria dell’illiberale Viktor Orbán e alla Polonia del partito di governo Diritto e Giustizia, anche l’Italia ha visto l’ascesa al potere della destra, con il successo elettorale di Giorgia Meloni. Nella nostra passata tornata elettorale, evidenzia la ricerca, i partiti populisti hanno ottenuto il 58 per cento delle preferenze: nel computo sono stati inseriti Fratelli d’Italia e Lega (estrema destra), Forza Italia e Movimento 5 stelle (populisti), Partito della Rifondazione Comunista (estrema sinistra). Nel 2022 si è formato un governo di destra anche in Svezia, Paese poi seguito nel 2023 dalla vicina Finlandia. Se in Scandinavia conservatorismo e nazionalismo hanno attecchito, lo stesso sta accadendo nel resto d’Europa. Il Partito austriaco della Libertà è in largo vantaggio nei sondaggi a un anno dalle elezioni, in Germania Alternative für Deutschland ha raddoppiato la sua potenziale quota di voti fino al 22 per cento, mentre in Francia il Rassemblement National e Marine Le Pen non erano mai stati votati come nel 2022. L’estrema destra è poi tornata forte in Grecia, portando nel 2023 tre partiti (Soluzione Greca, Vittoria e Spartani) in parlamento, miglior risultato da decenni. Unica nota stonata per i populisti d’Europa il tracollo di Vox in Spagna. Le prossime elezioni in Slovacchia, Polonia e Paesi Bassi non dovrebbero fare altro che accentuare questa tendenza.

In Slovacchia il favorito è l’ex premier filorusso Fico

In Slovacchia il favorito alle elezioni parlamentari anticipate in programma il 30 settembre è sempre il partito populista, nazionalista e conservatore Smer-Democrazia Sociale dell’ex premier Robert Fico che, apertamente filorusso ed euroscettico, ha definito la presidente uscente Zuzana Caputova «burattino degli Stati Uniti» e vorrebbe interrompere la fornitura di aiuti militari a Kyiv. Fico, a capo di un partito di centrosinistra, non ha escluso l’alleanza con l’estrema destra. Con la sua probabile vittoria la Slovacchia si avvicinerebbe molto all’Ungheria di Orban, il leader più favorevole al Cremlino all’interno della Nato.

L’ascesa dei partiti populisti: un europeo su tre vota contro l’establishment. L'analisi della piattaforma PopuList.
Robert Fico (Getty Images).

In Polonia cresce Konfederacja, più a destra della destra

La Polonia torna al voto il 15 ottobre per le legislative. Il governo guidato dai nazional-conservatori di Diritto e Giustizia punta al terzo mandato consecutivo, traguardo mai raggiunto da nessuno negli ultimi tre decenni. I sondaggi segnalano un calo per il partito del premier Mateusz Morawiecki rispetto al 2019, quando vinse con il 43 per cento dei voti. Per garantirsi la maggioranza, ecco profilarsi l’alleanza con Konfederacja di Slawomir Mentzen, astro nascente dell’estrema destra.

L’ascesa dei partiti populisti: un europeo su tre vota contro l’establishment. L'analisi della piattaforma PopuList.
Slawomir Mentze (Getty Images).

Paesi Bassi, altro terremoto in vista dopo l’addio di Rutte?

Le elezioni legislative nei Paesi Bassi del 2023 sono previste per il 22 novembre, in netto anticipo rispetto alla naturale scadenza della legislatura, che doveva essere nel 2025, a causa di una crisi nel governo in carica sul tema dell’immigrazione. Gli olandesi tornano alle urne dopo il sorprendente successo del Movimento Civico-Contadino alle elezioni provinciali di marzo, che hanno determinano la composizione del Senato. Le dimissioni di Rutte hanno già provocato un terremoto a L’Aia: occhio a Pieter Omtzigt, famoso per aver fatto emergere lo scandalo dei sussidi che nel 2021 fece cadere il governo, e al partito Nuovo Contratto Sociale. Il leader di questa formazione anti-establishment ha escluso una coalizione con il Partito per la libertà di Geert Wilders e il Forum per la democrazia di Thierry Baudet, entrambi di estrema destra. Ma le vie delle politica sono infinite.

L’ascesa dei partiti populisti: un europeo su tre vota contro l’establishment. L'analisi della piattaforma PopuList.
Pieter Omtzigt (Getty Images).

L’ascesa del populismo, tra meriti della destra e demeriti della sinistra

Sono diversi i fattori che stanno contribuendo al successo dei partiti populisti di destra. Sullo sfondo c’è sempre la questione dei flussi migratori, che (l’Italia insegna) rimane un rompicapo al di là delle bandiere. In tempo di Covid, sono diventati cavalli di battaglia i lockdown imposti dai governi e le successive campagne vaccinali. Adesso queste formazioni politiche stanno capitalizzando tutta una serie di insicurezze: la guerra in Ucraina, l’aumento del costo della vita, le rivendicazioni Lgbtq+ ritenute eccessive. Ora, evidenzia PopuList, votano estrema destra persone che non lo hanno mai fatto, disposte ad accettare un leader autoritario, pur di avere maggiore stabilità (almeno percepita): donne anziane, elettori urbani, cittadini istruiti del ceto medio. Andrea Pirro, un altro dei coautori dello studio e politologo comparato all’Università di Bologna, ha affermato che all’ascesa della destra ha contribuito l’atteggiamento dei partiti di sinistra e centrosinistra: «La percezione è che siano diventati essenzialmente organizzazioni in cerca di cariche, insensibili alle preoccupazioni degli elettori e quindi spesso accusati dei loro problemi».

Il centro però resiste, più di quello che dicono i sondaggi

I ricercatori di PopuList non fanno previsioni elettorali. Dobbiamo aspettarci un’Europa verso il 50 per cento alla destra, in certi casi estrema? Secondo diversi analisti, si tratta di timori esagerati: il centro sarebbe infatti più resiliente di quanto suggeriscano i sondaggi e i risultati elettorali. È vero: per cercare di contrastare le formazioni populiste, si sta via via sempre più spostando a destra, assumendo posizioni più radicali. Ma, come ha scritto il politologo dell’Eurasia Group Mujtaba Rahman sul Financial Times, se da una parte i partiti di centrodestra «stanno adottando posizioni più dure sul clima, sull’immigrazione e sui diritti Lgbtq+», dall’altra «per quanto riguarda la politica economica ed estera e l’Ue, c’è un modello diffuso di spostamento verso il centro». Basti guardare l’Italia, che con Meloni è rimasta fermamente filo-Nato (e Ucraina), mentre la premier va a braccetto con Ursula von der Leyen. Insomma, la deriva del centrodestra verso l’estrema destra alla fine raggiungerà i suoi limiti, sostiene Rahman. E, in attesa del 2024, la scarsa performance di Vox in Spagna ne è solo la prima dimostrazione.

Avellino, ordigno esploso contro un condominio: portone e vetri distrutti

Un ordigno di alto potenziale è stato fatto esplodere durante la notte tra il 20 e 21 settembre 2023 ad Avellino contro l’ingresso di un condominio di via Imbimbo. L’esplosione è avvenuta intorno all’1.30 e ha distrutto il portone della palazzina prefabbricata di quattro piani e mandato in frantumi infissi e vetri di tutte le abitazioni. Secondo i vigili del fuoco, intervenuti sul posto insieme agli agenti della Squadra mobile della questura di Avellino, l’ordigno artigianale è stato confezionato da mani esperte. I residenti, 15 persone complessivamente, non hanno subito alcun danno: dopo lo scoppio, la cui potenza ha danneggiato anche una porta blindata, si sono riversati all’esterno del condominio. L’esplosione è avvenuta proprio mentre alcuni ragazzi che stavano rincasando si trovavano a una decina di metri. Per caso è stata evitata una tragedia. Gli investigatori non escludono la pista della vendetta.

Segue Google Maps e precipita da un ponte crollato, la famiglia fa causa

Il 30 settembre 2022 il 47enne Philip Paxson fu trovato morto annegato nel suo pick-up, ribaltato nel letto del torrente Snow Creek in Carolina del Nord dopo essere precipitato da un ponte crollato che non era stato segnalato su Google Maps. Per questo la famiglia dell’uomo ha fatto causa al colosso tecnologico.

Mancavano anche barriere o segnali di avvertimento per avvisare del pericolo

Paxson stava tornando a casa dal nono compleanno di sua figlia, quando seguendo le indicazioni di Google ha preso la via del ponte sul fiume Snow Creek, in realtà inagibile da una decina di anni. Né il ponte distrutto né la strada che conduce ad esso avevano barriere o segnali di avvertimento per avvisare gli automobilisti del pericolo, ha sottolineato la suocera su Facebook. Per questo, la famiglia ha fatto causa anche a una serie di società di gestione della proprietà privata responsabili del terreno in cui è avvenuto l’incidente e dei terreni circostanti.

Segue un tratto di strada consigliato da Google Maps e precipita da un ponte in Nord Carolina, la famiglia fa causa.
Google Maps (Getty Images).

Diversi utenti avevano tentato di segnalare a Google il ponte crollato 

«Facciamo le più profonde condoglianze alla famiglia Paxson. Il nostro obiettivo è fornire informazioni di percorso accurate in Maps e stiamo esaminando questa causa», ha detto un portavoce di Google al Guardian. Gli avvocati dei Paxson sostengono che diverse persone avevano tentato di segnalare il ponte crollato a Google. Nella causa hanno incluso infatti la corrispondenza e-mail tra un residente di Hickory, che tentò di usare la funzione “suggerisci una modifica” nel 2020, per segnalare il problema all’azienda.

Ci sono state altre morti dopo segnalazioni errate da parte della app: i precedenti

Non si tratta del primo caso del genere. Nel 2020, un automobilista russo di appena 18 anni è morto congelato dopo che lui e un amico erano rimasti bloccati in un veicolo per una settimana, dopo aver seguito le indicazioni di Google Maps. Nel 2019, un camionista è precipitato da un dirupo nei pressi di Giacarta, in Indonesia, dopo aver seguito un percorso della app pensato però solo per le motociclette. Ancora prima, nel 2015, la 51enne Zohra Hussain era morta in un violento incidente stradale in Indiana dopo che suo marito, che stava seguendo il Gps integrato della sua vettura, era stato indirizzato verso un ponte demolito: un incidente molto simile a quello costato la vita a Philip Paxson.

Biden dribbla l’età: «Io vecchio? So cosa fare. E posso ribattere Trump»

Joe Biden prevede un nuovo scontro con Donald Trump nel 2024. «È probabile che ci sarà la stessa persona e penso che io possa batterla ancora», ha detto il presidente americano nel corso di un evento di raccolta fondi a New York. Nel corso dello stesso incontro, l’inquilino della Casa Bianca ha ribadito che in gioco negli Stati Uniti d’America c’è la democrazia, perché il voto del prossimo anno sarà determinante.

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Biden a chi lo accusa di essere avanti con l’età: «Io so cosa fare»

Biden ha cominciato la sua campagna elettorale affrontando di petto i temi per cui è stato maggiormente criticato. Durante un evento di raccolta fondi nel teatro di Lunt-Fontanne di Broadway a New York, il presidente degli Stati Uniti ha risposto ad alcune domande sul voto del 2024. A chi gli ha fatto notare che fosse troppo avanti con gli anni, ha chiarito: «Molti sembrano concentrati sulla mia età. Ma io ho saputo cosa fare quando il Covid ha colpito, quando l’Ucraina è stata attaccata e quando la democrazia era in gioco». E poi l’attacco al probabile competitor: «Si inchina a dittatori come Putin. Forse Trump e i suoi amici possono inchinarsi, io non lo farò. Dobbiamo salvare la democrazia americana. Non sono mai stato così ottimista sul futuro di questo Paese negli 80 anni che l’ho servito».

Anna Safroncik è tornata single: «Non voglio un uomo superficiale»

Anna Safroncik è di nuovo single. L’attrice ha annunciato la fine della sua storia d’amore con Marco Maria Mazio, al suo fianco dal gennaio del 2020. La diretta interessata ha raccontato la sua nuova vita da donna libera da legami sentimentali con un’intervista esclusiva concessa a Diva e Donna.

Anna Safroncik: «Fiera di essere single»

L’attrice aveva annunciato la fine della relazione con Marco Maria Mazio in occasione del Premio Gentleman FairPlay, presentato a Milano il 13 settembre 2023. «Sono single e sono molto fiera di esserlo», aveva commentato Safroncik in quell’occasione pubblica, precisando poi: «Le persone si conoscono con il tempo e il tempo mi ha fatto capire alcune cose». Alla rivista, in aggiunta, l’attrice ha lasciato intendere quali siano le state le ragioni dietro alla rottura, dichiarando: «Non mi accontento, la superficialità non mi va bene, non voglio accanto a me un uomo superficiale. Quindi, o c’è profondità o meglio stare da sola. Parlo per me, ma credo che dovrebbe valere per tutte le donne: oggi siamo forti, indipendenti, con standard alti soprattutto per quanto riguarda gli aspetti sentimentali, quindi non ci accontentiamo più».

Lei e Marco Maria Mazio si erano conosciuti in vacanza

Come riporta Fanpage, Anna Safroncik e Marco Maria Mazio si erano conosciuti durante un viaggio in Costa Rica, dove era scattato un colpo di fulmine. Di lui, che di mestiere fa l’imprenditore, l’attrice aveva raccontato: «Marco ha fondato una sartoria all’interno del carcere femminile di Pozzuoli che dà lavoro alle donne rinchiuse. E ora mi sta dando una mano per raccogliere aiuti per l’Ucraina, dove ormai tutto è distrutto». La coppia aveva iniziato a frequentarsi nel gennaio 2020, uscendo però allo scoperto solo diversi mesi dopo nella cornice del Filming Italy Sardegna Festival, dove si erano presentati insieme sul tappeto rosso.

Il Festival Respighi di Bologna al debutto il 24 settembre

Dopo l’edizione zero del 2022 e l’anteprima di giugno 2023 in piazza Maggiore, la prima edizione del Festival Respighi, in programma a Bologna dal 24 settembre al 3 ottobre 2023, partirà con un concerto dell’orchestra del Conservatorio Martini diretta da Carlo Goldstein con la partecipazione della pianista Mariangela Vacatello. Il programma di apertura comprende la prima esecuzione assoluta del brano L’ultima luna – Omaggio a Respighi di Ferdinando Termini, allievo della classe di composizione del Martini. Il Concerto in modo misolidio di Respighi e la Rapsodia in blu di Gershwin saranno affidati ad altri due allievi del Conservatorio bolognese delle classi di pianoforte, Gian Marco Verdone e Giacomo Di Maria. Mariangela Vacatello, invece, chiuderà col Concerto N. 4 di Rachmaninov.

Presente la Youth Symphony Orchestra of Ukraine

Maurizio Scardovi, direttore artistico della manifestazione, itinerante e realizzata con varie istituzioni del territorio, ha annunciato le novità rispetto al programma già diffuso in primavera. Il 25 settembre ci sarà il debutto bolognese della Youth Symphony Orchestra of Ukraine, la compagine giovanile fondata nel 2016 dalla direttrice musicale del Teatro Comunale di Bologna Oksana Lyniv. «Molti orchestrali dicono di non augurare a nessun ragazzo della loro età di sperimentare la guerra. Che cosa vuol dire temere per la propria vita o trascorrere intere nottate nei rifugi antiaerei», ha spiegato Oksana Lyniv. «Quando si trovano insieme sul palco, per loro è un breve momento in cui provare serenità e sicurezza, immergendosi in quell’arte a cui si sono dedicati sin dall’infanzia», ha confidato la direttrice.

Anna Bonitatibus sostituirà Anna Caterina Antonacci 

L’altra novità riguarda la presenza al Festival del mezzosoprano Anna Bonitatibus in sostituzione di Anna Caterina Antonacci (che ha rinunciato per gravi motivi personali), nel concerto del 27 settembre al Teatro Duse dove tornerà la Filarmonica Toscanini diretta da Alessandro Bonato. Tra concerti cameristici, convegni, film appositamente sonorizzati e molto altro, saranno 14 gli appuntamenti in programma al Festival Respighi che si concluderà con la celebre Trilogia romana affidata all’Orchestra del Teatro Comunale diretta da Oksana Lyniv.

Azione di Carlo Calenda dice addio al Pde e passa ad Alde

Azione di Carlo Calenda cambia anche in Europa: passerà dal Pde, Partito europeo dei centristi a cui è iscritta Italia viva, all’Alde, Partito dei liberal-democratici a cui è iscritta +Europa. Rimarrà quindi sempre nel gruppo europarlamentare di Renew Europe che fa capo al presidente francese Emmanuel Macron. Per Calenda si tratta del secondo passaggio all’interno del sistema europeo, sia pur questo meno rilevante poiché all’interno dello stesso gruppo. In questo caso in particolare è il suo partito a cambiare collocamento e non lo stesso Calenda, avendo rassegnato le dimissioni da Bruxelles una volta eletto in Senato a settembre 2022. Nel 2019 con Siamo Europei, soggetto politico creato dallo stesso Calenda, l’ex ministro passò dal Pse di cui faceva parte il Pd al Pde. In quel caso cambiando sì il gruppo all’Europarlamento. 

LEGGI ANCHE: Bonetti lascia Italia Viva, ora un ticket con Calenda

Continua il divorzio con Italia viva

Più che un atto politico, quello di Calenda sembra un segnale in vista delle Europee 2024. Il leader di Azione continua il suo lento divorzio da Italia viva di Matteo Renzi, con il quale salvo eccezionali colpi di scena non creerà una lista unica in vista del voto per Bruxelles. Dopo la frattura di aprile e gli annunci dell’estate, ora i due leader che si erano uniti per le elezioni del 2022 tornano a percorrere strade diverse. L’ex ministro dello sviluppo economico raggiunge +Europa, terzo soggetto politico che rappresenta l’area del centro. Un tentativo di ricucire con Emma Bonino e la nuova dirigenza di +Europa, bruscamente abbandonati poco dopo aver firmato un accordo di collaborazione con Enrico Letta in vista delle elezioni che hanno incoronato Giorgia Meloni premier. In quell’occasione Letta coinvolse la federazione di +Europa e Azione al fine di creare quel campo largo in grado di affrontare la sfida elettorale, salvo poi assistere alla rottura con Calenda che abbandonò Bonino e l’ex premier quando il Pd aprì le porte del suo progetto ad Alleanza Verdi e Sinistra.

La Corte Ue boccia i respingimenti al confine in Francia

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha bocciato i respingimenti dei migranti da parte della Francia alle frontiere interne. In una sentenza sul ricorso di diverse associazioni francesi, i giudici di Lussemburgo hanno evidenziato che «la direttiva Ue rimpatri va sempre applicata, anche nel caso di controlli ai confini interni» ripristinati temporaneamente da uno Stato membro. La Corte ha evidenziato che i migranti irregolari devono pertanto «poter beneficiare di un certo termine per lasciare volontariamente il territorio. L’allontanamento forzato avviene solo in ultima istanza».

Un governo nazionale deve rispettare le norme della direttiva Ue sui rimpatri

I togati di Lussemburgo hanno sottolineato che, nel caso in cui un Paese membro decida di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne, un governo nazionale può sì adottare un provvedimento di respingimento «sulla sola base del codice di Schengen», ma «ai fini dell’allontanamento» dei migranti irregolari è comunque tenuto a rispettare «le norme e le procedure comuni previste dalla direttiva rimpatri».

Il provvedimento vale anche quando un migrante entra in uno Stato prima di aver effettuato i controlli alla frontiera

La direttiva comunitaria in questione, ha spiegato la Corte Ue, «si applica a qualunque cittadino di un Paese terzo che sia entrato nel territorio di uno Stato membro senza soddisfare le condizioni d’ingresso, di soggiorno o di residenza», e vale anche qualora un migrante «sia entrato» in detto territorio nazionale «ancor prima di aver attraversato un valico di frontiera in cui i controlli vengono effettuati». I giudici hanno precisato che «solo eccezionalmente la direttiva rimpatri consente agli Stati membri di escludere i cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno nel loro territorio è irregolare» e, «se è vero che ciò avviene in particolare quando» i migranti «sono sottoposti a una decisione di respingimento a una frontiera esterna di uno Stato membro, lo stesso non vale quando sono sottoposti a una decisione di respingimento a una frontiera interna di uno Stato membro, anche qualora siano stati ripristinati i controlli».

Kung al traguardo con commozione cerebrale e fratture, è scandalo nel ciclismo: dovevano fermarlo


A seguito della terribile caduta durante la crono agli Europei di ciclismo, Stefen Kung ha riportato una commozione cerebrale e fratture al volto e agli arti. Tuttavia, gli è stato consentito di proseguire e pedalare fino al traguardo dove è giunto con il casco spezzato e in una maschera di sangue. Scatenando nuove polemiche sull'incolumità dei corridori e le responsabilità dell'UCI.
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George Martin e altri 17 scrittori contro OpenAI per violazione dei copyright

George Martin, autore della saga fantasy Le cronache del ghiaccio e del fuoco adattata nella serie HBO Il Trono di Spade, attacca OpenAI. Lo scrittore americano si è infatti unito ad altri 17 autori e alla Authors Guild per citare in giudizio l’azienda creatrice del chatbot di intelligenza artificiale ChatGPT. L’accusa è violazione di copyright, in quanto la società co-fondata da Elon Musk avrebbe «copiato le opere senza permesso e senza pagare un corrispettivo per i diritti», utilizzandole per sviluppare i suoi modelli linguistici. «È imperativo fermare questo furto sul nascere o distruggeremo la nostra incredibile cultura letteraria», ha detto Mary Rasenberger, Ceo di Authors Guild, alla Cnn. «Gli autori devono avere la capacità di controllare se e come le loro opere vengono utilizzate dall’IA generativa». OpenAI non ha risposto alle accuse. Non è però la prima volta che gli scrittori si scagliano contro la società.

Non solo George Martin, chi sono i 17 scrittori che accusano OpenAI

Il nome più altisonante della lista di autori è quello di George R.R. Martin, la mente dietro la saga fantasy che ha dato origine alle serie tivù Il Trono di Spade e House of the Dragon. Proprio gli ultimi due capitoli della storia, Winds of Winter e A Dream of Spring, attesi da oltre 10 anni, sarebbero loro malgrado vittime di furti online. La Cnn ha infatti riportato la notizia secondo cui sarebbero apparse in Rete copie false dei due volumi, tanto da finire in alcuni casi persino in vendita su Amazon. Accanto a Martin, spicca anche il nome di Michael Connelly, 67enne autore dei best seller thriller con protagonista il detective Harry Bosch, saga che conta oltre 20 romanzi. Contro OpenAI anche John Grisham, autore di libri trasposti anche al cinema come L’uomo della pioggia o Il cliente.

Sotto accusa l'utilizzo delle opere per migliorare i modelli linguistici di ChatGPT. Con George Martin anche Michael Connelly e John Grisham.
Lo scrittore Michael Connelly in un evento del 2022 negli Usa (Getty Images).

Accanto a George Martin figurano la scrittrice Jodi Picoult, scrittrice di La custode di mia sorella, e Jonathan Franzen, che esordì nel 1998 con La ventisettesima città. L’elenco dei 17 autori che hanno fatto causa a OpenAI comprende David Baldacci e Mary Bly, nota con il nome d’arte Eloisa James con cui ha pubblicato, tra gli altri, Duchesse Disperate e Kiss at Midnight. Ci sono poi Sylvia Day, Elin Hildebrand, Christina Baker Kline, Douglas Preston, Maya Shanbhag Lang, Victor Lavalle, Roxanna Robinson, Rachel Vail e George Saunders. Infine, menzione speciale anche per Scott Turow, il cui romanzo Presunto innocente è giunto al cinema grazie a un film con Harrison Ford.

Da Sarah Silverman a Paul Tremblay, gli altri autori contro OpenAI

OpenAI si ritrova ad affrontare dunque la quarta causa in pochi mesi da parte degli scrittori americani. A giugno, infatti, i primi a puntare il dito contro la madre di ChatGPT erano stati Paul Tremblay e Mona Ward, denunciando la presenza sui modelli linguistici del chatbot di oltre 300 mila libri, molti dei quali realizzati illegalmente. Il mese successivo era toccato a Sarah Silverman, nota anche per aver recitato nei film Tutti pazzi per Mary con Cameron Diaz e School of Rock con Jack Black. L’attrice e scrittrice mostrò come il suo libro Bedwetter fosse finito in Rete sotto forma di riassunti grazie al chatbot di OpenAI. Un altro gruppo di scrittori si era invece fatto avanti, secondo Reuters, lo scorso 12 settembre. Fra di loro anche Michael Chabon, premio Pulitzer nel 2001 per Le fantastiche avventure di Kavalier & Clay.