Davide Fontana, condannato a 30 anni di carcere per aver ucciso e fatto a pezzi Carol Maltesi, è stato aggredito nel carcere di Busto Arsizio dal compagno di cella, che lo ha colpito con una penna di notte, mentre dormiva. Fontana, che ha riportato solo delle ecchimosi, è stato in seguito trasferito da Busto Arsizio nella casa circondariale Torre del Gallo, a Pavia, in una sezione di alta sicurezza. Ma il passaggio a un altro istituto di pena, ha spiegato il suo legale Stefano Paloschi all’Agi, «non è collegato a questo episodio».
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L’avvocato: «Sono le logiche del carcere»
«Fontana è da sempre preso di mira in prigione per il tipo di reato per il quale è stato condannato. Sono le logiche del carcere, mentre è bene sottolineare che con l’aggressione non c’entrano nulla le motivazioni della sentenza di condanna pronunciata dalla Corte d’Assise di Busto Arsizio e oggetto di polemiche su alcuni media», ha detto il legale. Il trasferimento del 44enne ex bancario e food blogger, ha aggiunto il suo legale, era già stato concordato perché il suo assistito «ha ricevuto diverse minacce e quando si muoveva lui, anche solo per andare in bagno, si evitava che venisse a contatto con gli altri reclusi per evitare problemi».

Fontana è stato condannato il 12 giugno
Reo confesso, 12 giugno Fontana è stato condannato in primo grado dal tribunale di Busto Arsizio a 30 anni di carcere per aver ucciso la 26enne Maltesi e aver fatto a pezzi il suo cadavere. I due, che erano vicini di casa, avevano avuto una breve relazione e durante la pandemia avevano condiviso alcuni video hard sulla piattaforma OnlyFans. La Procura aveva chiesto l’ergastolo (e due anni di isolamento diurno) per Fontana, ma i giudici hanno escluso le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dei motivi abbietti, concedendo all’imputato l’attenuante che fosse innamorato della vittima. Una decisione che ha mandato su tutte le furie i familiari della vittima.
