Sono 100 i medici morti per coronavirus dall’inizio dell’epidemia

Altri quattro "camici bianchi", dice la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), hanno perso la vita: sono i medici di famiglia Marzio Zennaro, Tahsin Khrisat, Mario Rossi e Samar Sinjab.

Continua a crescere il numero dei medici morti in Italia per coronavirus. Il totale è arrivato a 100. Altri quattro “camici bianchi“, informa la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), hanno infatti perso la vita. Sono i medici di famiglia Marzio Zennaro, Tahsin Khrisat, Mario Rossi e Samar Sinjab. Nel totale sono inclusi medici in attività, pensionati, pensionati richiamati al lavoro o che prestavano assistenza.

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Amatruda: “Si a cibo e pastiere a domicilio, la Regione Campania decida in fretta”

“La Regione sta pensando ad una misura per superare il divieto della consegna del cibo a domicilio. Rischia di essere tardi, si acceleri”. Così Gaetano Amatruda dell’Associazione ‘Andare Avanti’ ed in rappresentanza di Forza Italia.  “Nelle nostre case arrivano i pacchi di Amazon, le bollette e la posta”.
“Non si capisce – dice Amatruda che ha sollevato il caso già da una settima – perché non debba arrivare il cibo, come capita in tutte le Regioni. Un servizio per i cittadini, una possibilità per le pizzerie, i ristoranti e le pasticciere. Va fatto, partendo da queste settimana, garantendo la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori”. “Si proceda oggi, soprattutto per le pasticcerie salernitane, per le pastiere in particolare. Non è solo la tradizione, è economia che riparte” conclude Amatruda
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Monsignor Bellandi celebrerà la messa di Pasqua al cimitero

Domenica 12 aprile, presso il Cimitero Monumentale di Salerno, l’Arcivescovo della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno Mons. Andrea Bellandi officerà la Santa Messa del Giorno di Pasqua. Alla celebrazione, nel rispetto delle misure di distanziamento sociale, prenderanno parte l’Assessore alla Cultura Antonia Willburger, il direttore del cimitero Filomeno Di Popolo e don Franco Mangili.

Al termine della Santa Messa, nei pressi dell’ossario, sarà deposto simbolicamente un omaggio floreale in commemorazione dei defunti. Si rammenta che il cimitero cittadino è chiuso al pubblico in virtù delle disposizioni per il contenimento del Coronavirus e lo sarà anche nel giorno di Pasqua. Per consentire ai fedeli di raccogliersi in preghiera dalle proprie abitazioni, la celebrazione sarà trasmessa nel pomeriggio del giorno di Pasqua, alle ore 16.00, dall’emittente Telediocesi.

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Raccomandazione di De Luca: “Vietati spostamenti per Pasqua, più controlli”

Questa mattina il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha inviato una nota agli enti e alle autorità competenti nella quale si raccomanda il rispetto delle ordinanze fin qui emanate. In particolare si ricorda è che vietato qualsiasi spostamento non motivato dall’autocertificazione e si invitano le forze dell’ordine a rafforzare i controlli per il rispetto delle ordinanze con particolare riferimento alle disposizioni previste per chi rientra da fuori regione.

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L’associazione Iperion scende in campo: al via “scontrino sospeso” sul territorio

Molto più della spesa sospesa. I cittadini non dovranno scegliere un prodotto tra tanti, lasciato in un carrello da una persona di buon cuore ma potranno comprare ciò di cui hanno bisogno. È questa, in sintesi, l’idea dell’associazione culturale Iperion che ha lanciato “lo scontrino sospeso”. Un’iniziativa necessaria mai come in questo periodo perché l’emergenza sembra aver messo in ginocchio l’economia di una città, già provata da una crisi mai superata davvero. Il presidente Gianluca Cammarano e il suo vice Vittorio Cicalese – ideatore e promotore dell’iniziativa – con l’ausilio del Movimento nazionale di Difesa del Cittadino lanceranno proprio in questi giorni su tutto il territorio di Salerno città, da estendere su tutta la provincia e regione Campania l’iniziativa dello scontrino sospeso. «E’ un po’ diverso dalla concezione della spesa sospesa perché cerchiamo di aiutare le persone non soltanto adesso ma anche in futuro – ha dichiarato il presidente Cammarano – Le persone che vanno al supermercato possono lasciare una piccola donazione e il gestore dell’attività che ritira questa quota può decidere di cumulare fino al raggiungimento dei 20 euro, tetto massimo proposto per una spesa di beni di prima necessità in un nucleo familiare composto da 3 persone». Chi fa la donazione attesterà su una tabella la donazione effettuata, mentre chi usufrirà dello scontrino sospeso dovrà compilare e firmare un’autocertificazione dichiarando di ritirare questo scontrino sospeso. Un primo step, insomma, perché successivamente – e anche una volta terminata l’emergenza Coronavirus – l’aiuto continuerà, grazie ai dati già raccolti durante questa prima fase grazie alla compilazione dell’autocertificazione. «L’associazione Iperion scende in campo perché cerchiamo di dare una mano in questo momento disastroso. Anche un’associazione culturale come la nostra può muoversi per dare una mano concreta in questa fase particolare – ha poi aggiunto Gianluca Cammarano – Per noi la cultura è a 360 gradi e non può non comprendere l’umanità». Vittorio Cicalese – in questa fase – è al lavoro in una duplice veste: vicepresidente di Iperion e delegato del Movimento nazionale di Difesa del Cittadino. Lo scontrino sospeso è «un procedimento semplice, che tutela la privacy del cittadino e consente a chi ne ha bisogno di fare la spesa con un ammontare economico predefinito (20 euro a settimana) frutto delle donazioni effettuate dai clienti che ne hanno volontà – ha spiegato Cicalese – Proprio come accade per il caffè sospeso, infatti, ogni cliente potrà donare una cifra dai due euro in su per poter consentire al punto vendita di avere a disposizione uno o più scontrini sospesi da poter spendere nel medesimo esercizio commerciale». Come funziona? «Ogni cliente potrà donare liberamente, inserendo il suo nome e cognome su una tabella donatori che sarà presente sia per ringraziare il donatore, sia per censirlo e poterlo ringraziare a bocce ferme per il gesto compiuto, sia per avere una più rapida rendicontazione delle donazioni ricevute. Ogni cliente bisognoso potrà usufruire dello scontrino sospeso a due condizioni: 1. che la cifra sia stata già raggiunta dal punto vendita (se non ci sono scontrini sospesi non è possibile effettuare la spesa, altrimenti il punto vendita ci andrebbe a perdere e non è assolutamente nostra intenzione); 2. che compili un modulo di autocertificazione attestante la necessità di utilizzo di tale servizio». A cosa serve l’autocertificazione? «Rispetto al medesimo progetto attivato in altre regioni d’Italia dal Movimento Difesa del Cittadino, noi abbiamo snellito la procedura (si prevedeva la necessità di fornire copia del documento d’identità, copia dello stato di famiglia e liberatoria per la privacy) grazie al fondamentale supporto del responsabile provinciale e vicepresidente nazionale di Mdc, Peppino Nuvoli. Questo documento serve per certificare lo stato di bisogno del cliente e per verificare che non venga utilizzato lo stesso servizio in più punti vendita aderenti sul territorio. Personale addetto delle associazioni di supporto e del Movimento Difesa del Cittadino, avrà cura di verificare eventuali “frodi” e segnalarlo ai punti vendita per evitare che nei giorni successivi si possa verificare nuovamente questo atto d’ingiustizia verso chi ne ha realmente bisogno». Qual è la differenza rispetto alla spesa sospesa? «Ce ne sono molte. La prima è che non c’è un limite ai pezzi prelevabili. C’è un limite di spesa, per beni di prima necessità, che consente alla famiglia di avere un discreto budget a disposizione per provvedere al sostentamento di base del proprio nucleo familiare. La seconda è che c’è il rispetto della privacy: il documento viene rilasciato direttamente in cassa e successivamente viene consegnato un normale scontrino fiscale, come quando si effettua la spesa con denaro proprio. La terza è che si limitano i gesti di furbizia di alcuni: con la spesa sospesa non è possibile prevedere quante volte la stessa persona o una persona del medesimo nucleo familiare si recherà in uno o più punti vendita a prelevare vari articoli dal carrello. Grazie all’autocertificazione, sì». Chi informa del servizio? «Ogni punto vendita aderente avrà dei mini-manifesti affissi alle casse e all’ingresso per spiegare come funziona il servizio. Sul manifesto sono presenti due numeri di telefono: il mio e quello del responsabile provinciale di Salerno del Movimento a Difesa del Cittadino. Ogni cassa avrà a disposizione una tabella compilabile per i donatori, per ogni cliente che intenda effettuare una donazione. Ogni persona potrà scaricare dai siti internet e sui nostri canali social il modulo di autocertificazione, o provvedere alla compilazione dopo averne ritirato uno in copia presso il punto vendita aderente. Stiamo fornendo in prima persona il materiale in formato cartaceo, per evitare di creare ulteriori incombenze ai punti vendita aderenti. Qualora altri punti vendita intendessero aderire, possiamo distribuire noi il cartaceo presso ogni attività commerciale del territorio». Le donazioni vanno “battute” a scontrino? «No, altrimenti non è possibile per il cliente bisognoso avere il suo scontrino. Ogni donazione sarà raccolta in un banale contenitore e, al raggiungimento della cifra, si provvederà a recuperare dal medesimo contenitore la cifra utilizzata per lo scontrino sospeso utilizzato».

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Sace lancia “Garanzia Italia”: i passaggi per ottenere la liquidità

Dal decreto dell'8 aprile previsti 200 miliardi di euro di garanzie di Stato per sostenere le imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19. La società di Cdp gestirà le richieste di copertura dei rischi sui finanziamenti concessi dalle banche.

Sace, la società del Gruppo Cassa depositi e prestiti specializzata nel sostegno alle imprese italiane, si prepara ad attivare “Garanzia Italia”, un nuovo strumento straordinario per sostenere le aziende nel reperire liquidità e finanziamenti necessari per fronteggiare l’emergenza Covid19, garantendo continuità alle attività economiche.

I 200 MILIARDI DI GARANZIE

Il decreto legge sulla liquidità (quello dell’8 aprile) ha infatti stanziato 200 miliardi di euro di garanzie di Stato per sostenere i finanziamenti in favore delle attività che, direttamente o indirettamente, hanno subito danni a causa dell’emergenza sanitaria, allo scopo di fronteggiare le carenze di liquidità e il riavvio dell’operatività. In quest’iniziativa, Sace interverrà fornendo il supporto operativo necessario, impegnandosi ad emettere la garanzia (appunto la “Garanzia Italia”) contro-garantita dallo Stato a fronte di finanziamenti concessi, alle imprese che ne faranno richiesta, dagli istituti di credito.

ACCESSIBILE A TUTTE LE IMPRESE

Lo strumento, che potrà essere richiesto fino al 31 dicembre 2020, sarà disponibile per qualsiasi tipologia di impresa con sede in Italia indipendentemente dalla dimensione, dal settore di attività e dalla forma giuridica. Le richieste dovranno essere presentate dalle imprese direttamente alle banche di riferimento, e successivamente sarà la stessa banca ad effettuare la richiesta di garanzia a Sace.

Il finanziamento rilasciato dalle banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e dagli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, sarà garantito da Sace e contro-garantito dallo Stato al 90% per imprese con meno di 5 mila dipendenti in Italia e con fatturato fino a 1,5 miliardi di euro e al 70-80% per le grandi imprese con numero di dipendenti o fatturato superiore. Potrà avere una durata fino a 6 anni, con 24 mesi di preammortamento e importo non superiore al 25% del fatturato del 2019 o al doppio della spesa salariale annuale per il 2019. Potranno essere richiesti anche più finanziamenti dalla stessa impresa, sempre nel rispetto di questi limiti. 

GARANZIA DEL 100% FINO A 800 MILA EURO PER LE PMI

Lo stesso decreto prevede per tutte le Pmi (le imprese fino a 499 dipendenti) l’intervento prioritario diretto del Fondo Centrale di Garanzia, a tal fine rafforzato, con garanzia pubblica del 100% per i prestiti fino a 800 mila euro. 

AVVIATO IL TAVOLO CON L’ABI

Sono già in fase avanzata i lavori con la Task Force con l’Associazione bancaria italiana (Abi), così come i tavoli con i principali istituti bancari, per analizzare e rendere operativi tutti gli aspetti connessi alle nuove disposizioni contenute nel dl, con l’obiettivo di operare congiuntamente per dare attuazione a quanto stabilito in tema di liquidità per le imprese.

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Ross Brawn: “Il Mondiale può iniziare a luglio con 19 Gran Premi, tutti a porte chiuse”


Ross Brawn, il direttore sportivo della Formula 1, è fiducioso e nonostante il rinvio delle prime 9 gare del Mondiale è convinto che il campionato 2020 possa avere 18 o 19 Gran Premi: "Partendo a luglio e disputando tre gare in ogni mesi si possono correre 18 o 19 gare. Se si ripartirà sicuramente tutti Gran Premi saranno a porte chiuse".
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Pio Albergo Trivulzio, sindacati: “Ieri morti altri 12 anziani”. Le vittime sarebbero almeno 110


Altri 12 anziani sarebbero deceduti ieri nel Pio Albergo Trivulzio di Milano al centro di una bufera giudiziaria e mediatica per l'accusa di aver occultato alcuni decessi dei suoi ospiti per il Covid-19: la denuncia arriva dalla Cisl che ha rappresenta i dipendenti della storica casa di riposo milanese. Ieri la notizia dei 27 decessi per coronavirus nei primi sette giorni di aprile: in totale le vittime dall'inizio dell'emergenza sarebbero almeno 110.
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Casamicciola Terme, porto chiuso per Pasqua: entrano solo residenti o chi ha validi motivi


Porto blindato anche a Casamicciola Terme in vista di Pasqua: l'obiettivo è evitare che persone dal continente vadano a trascorrere le festività nelle seconde case al mare. Intanto, il sindaco Castagna ha spiegato che altre due persone sono positive al coronavirus nel comune ischitano: il totale sale a quattro.
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Col mare pulito nel Golfo di Napoli arrivano anche i delfini: avvistati al largo di Nisida


Le acque del Golfo di Napoli sono irresistibili anche per i delfini, che stamattina hanno deciso di farsi una bella nuotata nello specchio d'acqua antistante Coroglio e Posillipo. Il branco di simpatici cetacei si è aggirato tra l'isola di Nisida e il promontorio di Capo di Posillipo, ripreso in un video della Guardia di Finanza.
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In Spagna raggiunto il picco del contagio, l’annuncio del Premier Sanchez: “Presto la fase 2”


"Abbiamo raggiunto il picco e adesso comincia la de-escalation", ha dichiarato Sanchez durante il suo intervento odierno in aula avvertendo però che Il ritorno alla normalità non sarà una cosa beve ma avverrà con gradualità. "Non sappiamo quale normalità recupereremo. Il piano si adatterà all'evoluzione della pandemia" ha dichiarato il Premier.
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La madre di Francesca Manzini in ospedale per un intervento, la conduttrice: “È fuori pericolo”


Ha scatenato la preoccupazione di fan e addetti ai lavori la foto postata da Francesca Manzini su Instagram. “Forza mamma!” ha scritto la conduttrice di Striscia la notizia, postando sul suo profilo uno scatto in cui posa insieme alla madre. Raggiunta da Fanpage.it ha spiegato che la donna ha subito un intervento ma che adesso “è fuori pericolo”.
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Simona Ventura trova un paparazzo sotto casa: “Mi rende felice, fa pensare che torni la normalità”


La conduttrice pubblica un video sui social in cui riprende un fotografo appostato sotto casa sua per immortalarla insieme a Giovanni Terzi. "Non si molla mai eh?", chiede divertita al paparazzo, poi pubblica il video scrivendo: "Da una parte penso si ritorni alla normalità, dall’altra un tuffo in un passato che mi riempie d’energia".
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Il coronavirus potrebbe resistere sulle mascherine fino a 7 giorni: gettatele dopo l’uso


Dopo aver effettuato diversi test in laboratorio, un team di ricerca dell'Università di Hong Kong ha determinato che il coronavirus SARS-CoV-2 possa resistere sulla superficie esterna delle mascherine fino a 7 giorni. Gli scienziati hanno inoltre rilevato la preferenza per le temperature fredde e la suscettibilità a calore e disinfettanti del patogeno.
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Il governo italiano ha davvero chiuso i porti ai profughi con la scusa del coronavirus


Il governo non ritratta sui porti chiusi e conferma la decisione di non poter considerare l'Italia un luogo sicuro durante l'emergenza. Nonostante l'assenza di un testo in queste ore facesse pensare a lavori ancora in corso, specialmente con la nave umanitaria Alan Kurdi in attesa di fronte alle coste italiane con 150 migranti a bordo, fonti ministeriali confermano a Fanpage.it che per tutta la durata dell'emergenza coronavirus l'Italia non potrà essere considerata un luogo sicuro.
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Ama aumenta lo stipendio ai dirigenti durante l’emergenza Coronavirus. I sindacati: “Inaccettabile”


Ama ha aumentato lo stipendio a tre manager in piena emergenza coronavirus. L'azienda, però, per bocca dell'amministratore unico Stefano Zaghis, si è difesa precisando che la promozione dei manager risale al 5 febbraio scorso "e non è dunque riferibile al periodo attuale, è avvenuta al termine di una prova sul campo. Investire su nuove figure apicali, valorizzando le risorse interne migliori, è fondamentale per la più grande azienda in Italia nella gestione dei servizi ambientali".
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Luka Peros, Marsiglia de La Casa di Carta parla 7 lingue: ha doppiato se stesso in tutte le versioni


Luka Peroš, il Marsiglia de "La Casa di Carta", parla sette lingue e ha doppiato il suo personaggio nella versione italiana, inglese, francese, portoghese, turca e tedesca, oltre alla lingua originale spagnola. Nel settimo episodio della quarta stagione c'è un siparietto divertente tra il suo personaggio e il Professore, proprio in relazione a questa sua grande versatilità.
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Napoli: tutti dicono di stare a casa, ma è assalto alle pescherie per la zuppa di cozze


Si è sempre più in quarantena di qualcun altro. Quelli che fino a poco fa, autonominati sorveglianti del popolo, si indignavano e sdegnavano per la gente in strada sono gli stessi che oggi nei vicoli del centro di Napoli facevano la fila per acquistare cosa? Non certo pane e latte, ma i frutti di mare per la zuppa di cozze, immancabile al Giovedì Santo.
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Parroci e giornali locali in campo per difendere Ubi

Il fronte anti-Intesa, appoggiato dai preti e dai quotidiani di Bergamo e Brescia, si allarga. Ma oltre ai piccoli e piccolissimi azionisti, ci sono anche i soci pesanti del Patto che dal 20 febbraio, quando hanno deciso di dire no all'operazione, potrebbero aver incrementato le loro quote.

Con le restrizioni dovute al coronavirus è complicato, ma i parroci di tutta la provincia di Brescia e quella di Bergamo sono scatenati.

Sono impegnati infatti a diffondere il verbo contro l’opa ostile di Banca Intesa sulla “loro” Ubi a quelle migliaia di piccoli azionisti che detengono azioni della banca guidata da Victor Massiah, offerta che viene considerata una specie di tentazione del diavolo.

LA LINEA ANTI-INTESA DEI GIORNALI LOCALI E DI AVVENIRE

Aiutati dalla linea anti-Intesa assunta dai giornali dei mondi ecclesiali bresciani e bergamaschi, Il Giornale di Brescia e L’Eco di Bergamo, decisivi in quei territori nel formare l’orientamento dell’opinione pubblica, e dal quotidiano della Cei, Avvenire, i preti lombardi hanno risposto con fervore alle sollecitazioni delle rispettive Curie, le quali a loro volta sono particolarmente sensibili verso l’establishment finanziario che ruota intorno e dentro Ubi. E d’altra parte che il mondo cattolico del Nord si sia apertamente schierato a difesa dell’autonomia di Ubi lo si era già capito quando nelle settimane scorse si era visto entrare nel capitale della banca Cattolica Assicurazioni, che ha il 2% schierato a far argine alla mossa di Intesa.

IL FRONTE DEL NO SI ALLARGA

Quello dell’atteggiamento dei piccoli e piccolissimi azionisti è un passaggio che non va trascurato, perché se si salda – e ce ne sono tutte le premesse – con la scelta del Car, il Comitato azionisti di riferimento di Ubi Banca, che controlla il 17,8% delle azioni, e che ha definito l’Ops di Intesa-Unipol «ostile, non concordata, non coerente con i valori impliciti di Ubi e dunque inaccettabile», ecco che il fronte del No a Intesa arriverebbe a numeri tali da poter mettere i bastoni tra le ruote all’iniziativa di Carlo Messina, numero uno della banca milanese. Anche perché, ricordiamolo, i soci componenti del Patto sono calibri pesanti che potrebbero anche aver già incrementato dal 20 febbraio, quando hanno preso la decisione di opporsi a Intesa, le loro quote. Potrebbero averlo fatto sia le fondazioni – quella di Cuneo (primo azionista singolo con il 5,95%) e la Banca del Monte di Lombardia (3,95%) – sia i grandi imprenditori, dalla famiglia Bombassei (con Next Investment) alla famiglia Bosatelli (Polifin), da Gianni Radici e famiglia ai Gussalli Beretta con la cassaforte Upifra e alle famiglie Pilenga e Andreoletti.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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