Nuovi attacchi Usa, l’Iran risponde con missili sulle basi americane in Medio Oriente

Nuovi attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran, per una tregua nel Golfo che ormai davvero sembra saltata. I raid americani sono iniziati poco dopo la mezzanotte iraniana e sono andati avanti per cinque ore. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha rivendicato di aver colpito «sistemi di difesa aerea iraniani, i radar costieri, le capacità missilistiche e dei droni e piccole imbarcazioni», il tutto per favorire la riapertura dello stretto di Hormuz, la cui recente nuova chiusura da parte di Teheran ha fatto impennare ancora i prezzi del petrolio.

Teheran minaccia di ritirarsi dal memorandum d’intesa

Secondo i media statali iraniani, gli attacchi aerei Usa hanno colpito vaste aree nelle porzioni occidentale e meridionale della Repubblica Islamica, tra cui l’isola di Qeshm e Bandar Abbas, vicino allo stretto di Hormuz, nonché la provincia del Khuzestan, al confine con l’Iraq. Il Ministero degli Esteri iraniani ha dichiarato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel recente memorandum d’intesa siglato tra i due Paesi, Teheran smetterà di attenervisi: «Il nostro impegno sarà adempiuto in relazione a quello della controparte: laddove essi abbiano violato l’accordo con vari pretesti, neppure noi lo abbiamo attuato e continueremo a comportarci di conseguenza. Sono stati gli americani a violare il Memorandum d’intesa e a fare a pezzi l’accordo composto da 14 articoli»

L’Iran ha lanciato attacchi in Giordania, Bahrein e Kuwait

Accusando gli Stati Uniti di aver «vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi» per la pace nella regione, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica hanno reso noto di aver bombardato in Giordania, Bahrein e Kuwait alcune basi militari utilizzate dall’esercito Usa in Medio Oriente. Nel mirino in particolare la base aerea Prince Hassan in Giordania e quelle di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait, nonché il centro di comando dei droni statunitensi in Bahrein.