Spionaggio, espulsi dall’Italia due addetti militari dell’ambasciata russa

Dopo l’inchiesta sullo spionaggio e l’arresto di due ex agenti dei servizi segreti, accusati di aver venduto informazioni riservate sulla sicurezza nazionale in cambio di denaro, il Governo ha deciso di espellere due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia coinvolti nella vicenda. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

«Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro tre giorni. Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le Istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale», ha scritto Tajani sui social.

I casi analoghi del recente passato

Astakhov e Gorbachev, protetti dall’immunità diplomatica, sono stati dichiarati persone non grate e pertanto espulsi dall’Italia. Una misura che richiama direttamente quanto accaduto nel 2021 ad altri due diplomatici di Mosca, allontanati dal Paese dopo l’arresto dell’ufficiale di Marina Walter Biot, fermato mentre consegnava documenti riservati a funzionari dell’ambasciata russa nel parcheggio di un centro commerciale di Roma. Nel 2023, inoltre, il ministero degli Esteri aveva espulso come persona non grata l’addetto militare russo Damir Ravilevich Kurmashov, scoperto a corrompere Gavino Raoul Piras (protagonista della vicenda di questi giorni). Al posto del diplomatico allontanato era arrivato in Italia proprio Astakhov, che aveva ereditato i contatti del predecessore. La posizione di Piras invece era stata archiviata.

Chi sono gli ex agenti dell’Aisi arrestati

Nell’ambito dell’inchiesta sulle spie per la Russia sono stati arrestati due ex funzionari dell’Aisi in pensione: il già citato Piras e Vincenzo Di Pasquale. Entrambi avevano anche prestato servizio per l’Arma dei Carabinieri. Piras, in particolare, è stato ripreso scambiava cellulari, schede di memoria e pizzini col suo interlocutore russo. Oltre ai due arrestati ci sono poi altri cinque indagati (di cui quattro militari) a piede libero: Davide Piantanida, Gianluca Nardella, Giuseppe Tempesta, Sergio Romeo, Antonio Guerra.