Dal 5 al 9 ottobre prossimi gli avvocati torneranno alle urne per il rinnovo del Comitato dei Delegati della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, l’organo che per il quadriennio 2027-2030 governerà la previdenza dell’intera classe forense. Anche il distretto della Corte d’Appello di Salerno è chiamato a esprimere i propri delegati: un appuntamento che riguarda il futuro previdenziale di decine di migliaia di professionisti e, con esso, la trasparenza con cui un grande corpo intermedio si autogoverna. Ragione sufficiente perché anche chi osserva dall’esterno vi presti attenzione. Fra le liste in campo, due chiamano direttamente in causa la rappresentanza del foro salernitano: quella riconducibile al Presidente del Consiglio dell’Ordine, l’Avv. Alberto Toriello, e quella guidata dall’Avv. Paola Ianni, oggi Vice Presidente del Consiglio, insieme all’Avv. Vincenzo Vingolo. È sulla prima che pare doverosa una riflessione di metodo.Quella lista presenta come capolista l’Avv. Laura Toriello, sorella del Presidente in carica. È scelta pienamente legittima — nessuna norma la vieta — ma apre un interrogativo di opportunità che gli iscritti hanno il diritto di porre: è opportuno che chi presiede l’istituzione forense promuova alla rappresentanza previdenziale nazionale la propria sorella, e per giunta in testa di lista? L’interrogativo pesa ancor più ove si consideri chi, in quella lista, non figura. La più votata in assoluto alle ultime elezioni del Consiglio, l’Avv. Paola Ianni, non ne fa parte: ha scelto di scendere in campo con una propria lista. I numeri di quel voto sono pubblici e inequivoci: alle elezioni del COA del gennaio 2023 l’Avv. Ianni risultò prima fra tutti con 1.817 preferenze, quasi cinquecento in più dello stesso Presidente Toriello, fermatosi a 1.340 voti e al terzo posto. C’è di più, ed è la memoria recente a renderlo stridente. Quando, venuta meno la Presidenza Paolino — dichiarato decaduto per ineleggibilità all’esito della pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione, poi recepita dal Consiglio Nazionale Forense —, il Consiglio fu chiamato a darsi una nuova guida e a preservare la compattezza della maggioranza, proprio l’Avv. Ianni, pur essendo la più votata e dunque titolata più di ogni altro, scelse senza esitazione di fare un passo indietro, anteponendo l’unità del gruppo a ogni legittima aspirazione personale. Un gesto di sobrietà istituzionale. Eppure, a poche settimane di distanza, con stupore di gran parte di quella stessa maggioranza, gli equilibri interni si sono ribaltati. Ne è prova eloquente la composizione stessa della lista riconducibile al Presidente Toriello: in seconda posizione figura l’Avv. Valerio Iorio, già tra i più convinti sostenitori della precedente Presidenza di Silverio Sica — quella uscita sconfitta proprio dalle urne del gennaio 2023, all’esito delle quali lo stesso Avv. Sica ha in seguito lasciato il Consiglio. Posizioni un tempo contrapposte si ritrovano oggi schierate insieme, al centro della conduzione dell’Ordine.
Giuseppe Calabrese
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