Tra scoperte e inclusione Giffoni 2026 supera ‘le cose impossibili’

l percorso di crescita, la costruzione dell’identità personale, il rapporto tra genitori e figli, il bisogno di appartenenza, la memoria storica, l’inclusione, la salute mentale, la sostenibilità ambientale e il superamento delle disuguaglianze sociali: sono questi alcuni dei temi in concorso per la prossima edizione di #Giffoni56, in programma dal 17 al 25 luglio a Giffoni Valle Piana (SA). “Le cose impossibili”, Il tema dell’edizione 2026, attraversa idealmente l’intera selezione. Saranno 104 le opere in concorso, 42 lungometraggi e 62 cortometraggi, provenienti da tutto il mondo e scelti tra migliaia di candidature internazionali. I film di Elements +3 accompagnano i più piccoli “in un viaggio fatto di scoperta, meraviglia e prime grandi conquiste personali” si spiega in una nota. Dal norvegese Bug’s story di Natalia Malykhina Bratli a The little train (Usa) di Angel Wang, dove i protagonisti imparano a riconoscere il proprio valore e a guardare il mondo da una nuova prospettiva. Storie di crescita, coraggio e scoperta di sé in Elements +6, con in gara fra gli altri, l’avventura animata Born in the jungle (Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca), di Edmunds Jansons e Garuda: dare to dream (Indonesia, Taiwan, Corea del Sud) opera prima di Ronny Gani, noto come digital artist e animatore, da The Avengers a Aquaman. Fra i titoli di Elements +10, la sezione dedicata ad accompagnare il pubblico dall’infanzia alla preadolescenza, compaiono, tra gli altri: la family adventure Barry & me (Germania, Svizzera) di Markus Welter e la storia di tre bambini durante l’occupazione tedesca in Francia, Children of the resistance del francese Christophe Barratier, già candidato all’Oscar per “Le choristes”. In Generator +13, con i film per chi si affaccia all’adolescenza, ci sono opere come The altar boys (Polonia) di Piotr Domalewski su un gruppo di adolescenti che, delusi dall’inerzia della comunità adulta, decide di combattere le ingiustizie sociali con metodi tanto idealistici quanto pericolosi o Trad (Irlanda) di Lance Daly, un viaggio che celebra la musica tradizionale irlandese come strumento di identità, condivisione e trasmissione culturale tra le generazioni. Nel cast anche Aidan Gillen, il Petyr “Littlefinger” Baelish della serie TV “Game of Thrones”. In Generator +15 ci sono tra gli altri, A Family (Paesi Bassi, Belgio )di Mees Peijnenburg, dramma famigliare su due fratelli rimasti ‘intrappolati’ nel divorzio dei genitori e Nipster (Svezia), opera prima di Sunniva Eir Tangvik Kveum, che riflette sui meccanismi di radicalizzazione e sul bisogno di appartenenza che può rendere gli adolescenti vulnerabili ai movimenti estremisti. Tra i film per i ragazzi più grandi, in Generator +18 sono in selezione 3 Weeks after (Serbia, Italia, Lussemburgo, Bulgaria, Croazia) di Miroslav Terzic, sulla gita scolastica che avviene dopo il suicidio di uno studente, nella quale gli stessi bulli cercano nuove vittime e Rosemead (Stati Uniti) opera prima di Eric Lin, con Lucy Liu nei panni di una madre malata che scopre le tendenze violente del figlio adolescente. I documentari della sezione Gex doc offrono uno sguardo profondo e contemporaneo sulle nuove generazioni, con, fra gli altri, Adam’s apple (Stati Uniti) di Amy K. Jenkins, sul percorso di crescita di un adolescente transgender e One in a million (Stati Uniti, Regno Unito, Germania) di Itab Azzam e Jack MacInnes sul difficile viatico di una giovane rifugiata siriana tra esilio, integrazione e ricerca delle proprie radici. Anche la selezione dei cortometraggi offre diversi e originali sguardi: si va da The Champion’s Mural (Italia) di Massimiliano Pacifico (in Elements +10) ambientato nella Napoli dei murales dedicati a Diego Armando Maradona ai film brevi di Parental Experience, con opere come A Sparrow’s song (Germania) di Tobias Eckerlin che affronta il tema del lutto e del potere rigenerante dell’empatia.

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