Enzo Sica
E’ un refrain che in ogni mese di giugno, subito dopo la prima metà, torna imperterrito ed è quello dell’inizio degli esami negli Istituti superiori. Si perchè sono davvero in tanti coloro che si accingono a chiudere il loro cammino scolastico per avvicinarsi a quel traguardo universitario che spalancherà loro, poi, un futuro che, si spera, possa essere ricco di soddisfazioni. E in questo contesto che per tanti sportivi e non la notte che precede quella dell’inizio del lungo iter degli esami rappresenta qualcosa di diverso, anche di nuovo se vogliamo ma con l’adrenalina all’ennesima potenza bisogna fare i conti con tantissime cose. Ed anche tra gli ex calciatori della Salernitana degli anni 90′ qualcosa torna in mente. Il primo è Vittorio Tosto, che è stato uno dei pilastri della difesa granata proprio in quelle stagioni calcistiche eccezionali. Chiedergli quali sono state le sensazioni, i ricordi e cosa abbia provato proprio perchè gli studi superiori li aveva iniziati nella nostra città, all’Istituto Pareto, giocando a calcio, è qualcosa di molto nitido nella sua mente. <Si – dice Vittorio – è vero, sono sensazioni positive che non posso dimenticare anche a distanza di tanto tempo. Quattro anni, infatti, in quella scuola privata (tra i 18 e i 22 anni) per conseguire il diploma che è arrivato solo quando, però, sono andato via e li ho ripresi per chiudergli quando ho smesso di giocare, visto che non ci ero riuscito prima anche perchè il calcio ti assorbe tanto tempo. Poi in me è scattato qualcosa di forte, a cui tenevo molto ed ho conseguito il diploma sempre nell’Istituto dove avevo cominciato i miei studi a Salerno. Tante belle situazioni anche perchè riuscire a conciliare il calcio con lo studio non credo che lo facciano molti. Il mio cruccio era quello di conseguire un titolo di studio e ci sono riuscito> Ecco le belle parole di Tosto si conciliano molto anche con quelle di Andrea De Simone, presidente del Club granata Parlamento che sintetizza:La notte prima degli esami? Tranquilla, direi,, anche perchè arrivò in un periodo intenso ed indimenticabile della mia vita. Erano anche i giorni della prima esperienza istituzionale, la prima perchè ero stato eletto nel mio comune di nascita e vivevo un momento storico impensabile. Intanto si chiudeva un altro campionato per la nostra amata salernitana e i capannelli di noi tifosi al Vestuti, studio e impegni in sezione trovavo anche il tempo per studiare anche se in quella notte che precedeva la prima prova si mescolavano sogni e preoccupazioni con l’inizio di tante nuove avventure che avrebbero per sempre segnato la nostra giovinezza> L’attore Yari Gugliucci dice è categorico, invece: la mia notte prima degli esami è stata un disastro emotivo senza precedenti. Il pensiero che all’indomani dovevo essere pronto per qualcosa di eccezionale mi portava tanta ansia. Anche la preoccupazione che cercavo, però, di mitigare chiudendomi in me stesso e cercando nella mente quelle soluzioni che potevano essere le più efficaci per potermi trovare pronto di fronte alla commissione d’esami. Un qualcosa di veramente incommentabile ed inimmaginabile> Il collega Andrea Criscuolo, oggi avvocato nonchè addetto stampa del Salerno club 2010 asserisce senza mezzi termini che <la mia notte prima degli esami è trascorsa tranquilla vale a dire quella di uno studente bravo quale ero anche se con tanta ansia addosso. Guardo non ho chiuso occhio, pensando e ripensando a cosa mi avrebbe riservato la giornata successiva con un inizio di esami che doveva essere affrontato, però, con la calma di chi vuole cercare di arrivare, poi, al traguardo finale per poter spalancare le porte dell’Università>.Per il dottor Luigi Gargano la notte precedente gli esami di maturità appartiene davvero ad un periodo storico molto travagliato: parliamo del 1968 -1969, di oltre mezzo secolo fa. Era un’epoca di grandi rivolgimenti sociali, contestazioni, cortei, scontri tra ideologie politiche, occupazioni a scuola. Insomma qualcosa di inverosimile. E quella notte precedente prima di affrontare la prima prova degli esami per me fu davvero agitata. Pensai tutta la notte su cosa mi sarebbe accaduto l’indomani per il primo impegno al quale ero chiamato. Cercai di non pensarci molto visto che l’indomani mi buttai come suol dirsi a pesce sulla prova scritta. Feci un buon tema, se non ricordo male e anche una buona versione. Poi l’esame nei giorni successivi continuò in modo abbastanza tranquillo. Lo spavento iniziale era passato. L’obiettivo rimase solo la prova orale, cosa, che feci e che mi portarono a quella maturità che mi spalancò le porte dell’Università. Ma quanta ansia quella notte tanta lontana, ormai…>.
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