Perde un altro pezzo il governo di Keir Starmer, alle prese con una crisi sempre più serie della sua leadership. Dopo il passo indietro del ministro della Sanità Wes Streeting, che aveva fatto seguito ad altri addii eccellenti, si è infatti dimesso a sorpresa anche John Healey, ministro (ex ormai) della Difesa considerato un fedelissimo del premier: alla base della decisione il rifiuto del Tesoro di concedere gli investimenti che aveva richiesto il suo dicastero per difendere il Regno Unito «in questo momento di minacce crescenti».

Le accuse a Starmer e alla ministra delle Finanze
«Questa nuova era per la difesa richiedeva ulteriori investimenti attraverso il piano di investimenti per la difesa. L’eccellente e approfondito lavoro intergovernativo concluso a gennaio – sotto la supervisione mia, vostra e del Cancelliere dello Scacchiere – ha confermato la portata della sfida e le crescenti esigenze in materia di difesa», si legge nella lettera di dimissioni di Healey. «Da allora, non siete stati in grado, e il Tesoro non ha voluto, impegnare le risorse di cui la nazione ha bisogno per difendere il Paese in questo momento di crescenti minacce».
My letter to the Prime Minister pic.twitter.com/j9z9nmLCb1
— John Healey (@JohnHealey_MP) June 11, 2026
Healey ha dunque criticato la titolare del Tesoro Rachel Reeves, ostinata nel non voler aumentare il budget per la difesa, e Starmer per non averla contraddetta.

I ritardi nell’approvazione del Defence Investment Plan
L’approvazione di un piano decennale di investimenti nella difesa, inizialmente prevista per l’autunno del 2025, è stata rinviata più volte: il governo britannico si è infine impegnato a pubblicare il “Defence Investment Plan” prima del vertice Nato del 7 luglio. Starmer si è impegnato a portare la spesa britannica per la difesa al 2,5 per cento del prodotto interno lordo entro il 2027, poi al 3 per cento dopo il 2029 e al 3,5 per cento del Pil entro il 2035, in linea con l’obiettivo fissato dalla Nato. Ma, appunto, secondo Healey le risorse stanziate dal governo sono tutt’altro che sufficienti. L’ex ministro della Difesa aveva chiesto almeno 18 miliardi di sterline nel prossimo quadriennio, mentre il Tesoro, calcolatrice e stime alla mano, era sceso a poco più di 13.
