È ora di trovare il designated survivor della destra italiana. Giorgia Meloni ha tradito le aspettative della destra americana, sicché serve un sostituto: Matteo Salvini, Capitan America. Ci pensa il movimento MAGA e ci pensano gli intellettuali del gruppo conservatore in missione per conto di dio, pardon, di Donald Trump, a indicare la rotta sovranista, a tracciare la mappa dell’egemonia culturale, quella che non è riuscita agli Alessandro Giuli in questi anni. Ci pensa Breitbart, che ha pubblicato l’ormai nota intervista a Salvini in cui il leader della Lega si spertica (era stata fatta a febbraio, d’altronde) in elogi per l’amministrazione Trump, intervista che lo stesso Trump ha rilanciato su Truth Social proprio mentre stava per arrivare in Italia il segretario di Stato, Marco Rubio, per un giro di incontri abbastanza inutile (con il Papa non c’è bisogno di ricucire niente; continuerà a dire quello che vuole, è il pastore del mondo).

Giubilei e la presentazione del libro di Kevin Roberts
Ma non c’è solo la creatura co-fondata dal principe delle tenebre, Steve Bannon. C’è anche Kevin Roberts, presidente della potente Heritage Foundation (il think tank che ha partorito il Project 2025) da martedì a Roma, dove ha presentato l’edizione italiana del suo libro Riprendere Washington per salvare l’America, con prefazione del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. La presentazione è stata organizzata dal think tank Nazione Futura, si è tenuta nella sede di Confedilizia e Roberts ne ha discusso con l’editore del libro, Francesco Giubilei, da tempo al lavoro in Italia per costruire un movimento conservatore.
L’intervento alla Camera con il leghista Centemero
Missione tutt’altro che semplice, visto che nemmeno Giorgia Meloni è riuscita a dare vita a un movimento rivelatosi immaginario. «Il suo messaggio è semplice: élite globali, il vostro tempo è scaduto. Riprendere Washington per salvare l’America traccia un percorso promettente per il popolo americano che vuole riprendersi il proprio Paese. Capitolo dopo capitolo, identifica le istituzioni che i conservatori devono costruire, altre che devono riprendersi e altre ancora che sono troppo corrotte per essere salvate», recitava l’invito all’evento. Mercoledì Roberts tiene presso la sala del gruppo leghista alla Camera un keynote speech su “Europa e relazione transatlantica”, alla presenza del deputato leghista Giulio Centemero, presidente dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo (Pam), che di recente ha presentato a un gruppo di politici e di docenti degli Stati Uniti – a nome del Sandwich Club, think tank fondato dallo stesso Centemero – i punti di forza delle istituzioni italiane in materia di difesa e tecnologia. Doveva essere presente pure Matteo Salvini che però ha dato forfait. Dopo le tensioni tra Casa Bianca e Vaticano, il leader della Lega ha preso le distanze dall’amico The Donald per non essere associato alla galassia trumpiana.

L’esportazione del trumpismo all’estero con un occhio a Salvini
La destra MAGA ha però bisogno di nuove sponde in Italia e in Europa per diffondere la dottrina americana, che qua e là emerge dai documenti ufficiali della Casa Bianca. Come quello del dicembre scorso sulla sicurezza in cui veniva mostrato tutto il disprezzo dell’amministrazione Trump per l’Unione Europea o quello pubblicato pochi giorni fa con le nuove linee sull’antiterrorismo, secondo cui il problema principale dell’Europa è l’immigrazione. I funzionari americani, c’è scritto nel documento dello scorso dicembre, «si sono abituati a pensare ai problemi europei in termini di spesa militare insufficiente e stagnazione economica. C’è del vero in questo, ma i veri problemi dell’Europa sono ancora più profondi». Le questioni più importanti che l’Europa deve affrontare «includono le attività dell’Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà politica e la sovranità, le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti, la censura della libertà di parola e la repressione dell’opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita delle identità nazionali e della fiducia in se stessi. Se le tendenze attuali dovessero continuare, il continente sarà irriconoscibile entro 20 anni o meno». L’amministrazione Trump, convinta com’è di poter esportare il trumpismo all’estero, è particolarmente interessata a «coltivare la resistenza alla traiettoria attuale dell’Europa all’interno delle nazioni europee». E per coltivare la resistenza c’è bisogno di leader in ascolto. Come Salvini appunto, che nonostante l’allontanamento da Trump deve pur trovare alleati e sostenitori in vista delle elezioni politiche dell’anno prossimo. Dagli Stati Uniti sono pronti a dare una mano alla culture war salviniana.

