di Armando Zambrano*
Mancano meno di due settimane alla fine della campagna elettorale. Si può dire che il meglio (o il peggio) deve ancora venire. Come siamo partiti noi, la mia coalizione, il mio gruppo di lavoro quando ci siamo presentati il 28 marzo scorso? Spiegando, illustrando, promuovendo, facendo conoscere, difendendo. Che cosa? Le idee, le strategie, le persone, il programma, i valori che ci muovono. Subito dopo ci siamo messi al lavoro attraverso una complessa ricognizione prima e selezione delle informazioni poi, riguardo alla città di Salerno, alla sua vita negli ultimi 33 anni, identificando i punti neri, le criticità, le mancanze, le promesse disattese, gli abbandoni, le illusioni che hanno provocato danni. Solo dopo che è stato compiuto questo lavoro preliminare, siamo passati alla fase di preparazione, confezione, gestione dei messaggi. Solo dopo abbiamo rimodulato i toni e da ora in poi si entrerà nel vivo dell’incontro con le persone, nella conoscenza diretta di ogni parte di questo corpo che è la città di Salerno, ma da subito, da oggi, perché – lo diceva Sun Tzu – “In guerra fai sì che il tuo primo obiettivo sia la vittoria, non le lunghe campagne”. Allora voltiamo pagina e pensiamo a farci conoscere con più precisione e più urgenza, perché la campagna elettorale nasce per un dato momento e per un dato luogo, non può essere sempre uguale a se stessa. Un candidato difficilmente riesce a fare da solo queste operazioni, perché se è solo vede la propria intrapresa al centro dell’universo e ne sopravvaluta l’importanza e l’interesse. Non ha occhi esterni che gli forniscano il “punto di vista” degli altri. E’ quello che fa la differenza. Cosa dice di me la mia squadra? Che sono un ingegnere di qualità, che mi basta fare una passeggiata in un quartiere per avere subito in testa il progetto di rigenerazione e la soluzione ai problemi di quel quartiere; di conoscere le regole commerciali, burocratiche, le procedure per la ricerca dei fondi pubblici e privati per mettere in cantiere le opere; che sono un cittadino che capisce i bisogni degli altri cittadini; che ho voglia e attitudine a lavorare con gli altri; che ho un sorriso che si accende spesso, che sono empatico e facilmente entro in contatto con gli altri; che mi piace parlare agli altri. E, soprattutto, che mi piace ascoltarli. Ma soprattutto la mia squadra ha capito una cosa: che vedo la trama della città di Salerno e riconosco buchi ovunque, zone d’ombra e di abbandono, aree di indifferenza, povertà malcelata dalle dimensioni ridotte, dalle periferie mascherate da centro; e poi vedo opere sovradimensionate, brutte, tecnicamente da controllare, che hanno attratto l’attenzione di tutti, insieme a eventi come le luminarie di Natale, a parole come pannelli, ceramiche, teleferiche, luci a led, tutta roba ormai vecchia, buona per vecchie campagne elettorali, per cittadini-bambini a cui luccicavano gli occhi di fronte a queste immagini (ne potremmo citare tante: le navi da crociera da cui scendevano miliardari che acquistavano orologi e gioielli nei negozi del Crescent; boulevard, palmeti e ponti; e per carità non continuo), ma cittadini-bambini che sono cresciuti male – dove fa freddo come scrive Pino Daniele – e a tutto questo non credono più. Un candidato a Sindaco dovrebbe porsi sempre queste domande: cosa importa di questo alla gente? Io me lo sto ponendo giorno e notte, ripensando ad alcuni quartieri di questa città e a tutti quelli che ancora vorrò visitare, alle mani che vorrò stringere, alle persone che vorrò conoscere, al sorriso che vorrò mostrare, all’empatia, al sentirsi tutti insieme, impegnati in un’operazione di liberazione della mente da catene ormai troppo ben strette e di liberazione di Salerno da un sistema di potere che un poco si alimenta con gli scambi, un poco con la superficialità, un poco col carpire la buona fede, il senso di affezione, la paura di cambiare, l’apatia. Cominciano le due ultime (quasi) settimane di campagna elettorale e dobbiamo mettercela tutta per mettere fine ai malintesi oppure anche la nostra bella fantasia si fermerà e questa volta sarà per sempre. *Candidato a Sindaco di Salerno con Noi Popolari Riformisti–Udc; Oltre in Azione; Salerno di Tutti
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