di Erika Noschese
Nessun allarmismo, ma massima vigilanza scientifica. Il presunto caso di Hantavirus in Campania, legato a un marittimo di Torre del Greco rientrato da un volo internazionale, ha riacceso i timori su possibili nuove emergenze epidemiche. Tuttavia, i confini del rischio delineati dalle autorità sanitarie raccontano una realtà ben diversa. Per fare chiarezza sulla natura di questo patogeno e sull’efficacia dei protocolli di sorveglianza attivati, abbiamo intervistato il professor Giuseppe Iovane, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Tra prevenzione “One Health” e analisi di laboratorio, ecco qual è la situazione reale sul territorio.
Direttore, si parla di un nuovo virus in Campania, l’Hantavirus. Qual è il rischio concreto per i cittadini?
«Non c’è nessun rischio, o meglio, il rischio è estremamente basso. Non è un virus che non conosciamo: vive principalmente nei roditori e ogni roditore di ogni continente ha il suo Hantavirus. Quindi non abbiamo alcun problema; non è il Covid né un altro virus capace di fare simili salti di specie».
Quali sono le procedure attivate e cosa sappiamo della variante argentina che ha coinvolto alcuni viaggiatori?
«In sanità vige il principio di precauzione, per il quale tutte le persone che hanno avuto contatti o che si trovavano su quel volo da Johannesburg sono state messe sotto controllo. Si tratta di un controllo fiduciario: restano a casa e devono allertare le autorità nel caso presentino segni clinici o una sintomatologia strana. Per il resto sono liberi. In mezzo a tante situazioni un po’ deliranti, bisogna chiarire che questo è un virus che viene dall’Argentina e ha colpito delle persone olandesi. Con questa procedura ne verremo fuori senza alcun tipo di problema. In questo momento l’Istituto gioca un ruolo fondamentale, come già accaduto per il coronavirus».
Su cosa si sta lavorando e quali sono le disposizioni del Ministero?
«Il Ministero ha dato disposizioni precise. Trattandosi di una zoonosi, noi siamo i deputati della One Health e siamo pronti con le nostre attrezzature e con i nostri laboratori di classe terza per eseguire eventuali diagnosi».
Il cittadino comune teme il morso del roditore. In che modo avviene realmente il contagio?
«Il caso argentino è l’unico che si sia trasferito da uomo a uomo, o meglio tra una coppia di olandesi, a causa di un contatto estremamente stretto. In genere il contagio avviene per aerosolizzazione: se una persona si reca in un posto chiuso dove sono presenti feci o urina di topi, il particolato che circola può essere pericoloso. Tuttavia, non parliamo di quel tipo di virus: si può contrarre l’Hantavirus del continente europeo, ma non è quello che si trasferisce da uomo a uomo come capitato a bordo della nave».
Esiste il rischio di un nuovo lockdown per la Campania? Cosa può dirci del cittadino attualmente in isolamento?
«Per la Campania assolutamente no. Il cittadino in questione è un marittimo che viaggiava su quell’aereo; a bordo si sono accorti che una persona stava male, l’hanno fatta scendere dopo un quarto d’ora e, per il principio di massima precauzione, tutti quelli che si trovavano nel raggio di dieci posti sono stati rintracciati e messi in isolamento fiduciario. L’uomo sta a Torre del Greco e sicuramente fra quindici giorni sarà libero di uscire».
Quali sono i sintomi da monitorare e come si effettua la diagnosi?
«Parte come una normale influenza, con malessere e letargia. Bisogna stare tranquilli perché, se elenchiamo questi segni, le persone cominciano subito a spaventarsi. L’unica variante che dà un’insufficienza cardio-polmonare è quella argentina. Per capire se un cittadino è positivo si effettuano tamponi del sangue per cercare il materiale genetico tramite PCR e PCR Multiplex».
L'articolo Hantavirus: la video intervista del dottor Iovane proviene da Le Cronache.
