Paolo Sorrentino torna al cinema con La Grazia, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 e primo lavoro dopo l’acclamato Parthenope. La trama ruota attorno alla figura di un presidente della Repubblica, Mariano De Santis, giunto alla fine del suo mandato: entra nel semestre bianco tuttavia confrontandosi con due richieste di grazia e una controversa legge sull’eutanasia che attendono sulla sua scrivania. In tanti hanno rivisto, sia per l’aspetto sia per alcuni tratti caratteriali, potenziali riferimenti all’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, ma il regista ha più volte ribadito come il film non sia tratto da una storia vera.
La Grazia di Paolo Sorrentino: trama e cast del film
Protagonista del film è dunque un immaginario presidente della Repubblica, Mariano De Santis, nei cui panni recita Toni Servillo, storico collaboratore di Sorrentino apparso in diverse sue opere. Giunto alla fine del suo mandato, si trova di fronte agli ultimi compiti: in primo luogo, decidere in merito a due delicate richieste di grazia. Da un lato un ex insegnante di storia molto stimato nell’ambiente didattico, colpevole di aver ucciso la moglie afflitta da Alzheimer: si tratta di uno spunto che lo stesso Sorrentino ha preso da un episodio simile in cui Sergio Mattarella, nel 2016, aveva concesso la grazia ad un uomo reo confesso per un caso simile. Dall’altro lato c’è invece una giovane donna in carcere per aver accoltellato nel sonno il marito violento. In aggiunta, sulla sua scrivania c’è la bozza di una legge sull’eutanasia. Ad aiutarlo nelle difficili decisioni sono la sua coscienza e la figlia Dorotea (Anna Ferzetti), giurista come lui.
«I punti in comune tra il protagonista del film, il presidente De Santis, e il presidente Mattarella? Il personaggio del film non è ispirato a Mattarella anche perché a voler essere precisi anche Scalfaro aveva una figlia». Con queste parole il premio Oscar Paolo Sorrentino ha risposto, in conferenza stampa, nel presentare La Grazia circa la possibilità di un collegamento fra il suo presidente e uno dei capi di Stato realmente esistiti. «La formazione cattolica è una costante di molti presidenti della Repubblica. Non ci siamo ispirati a Mattarella ma evidentemente qua e là per le coordinate essenziali abbiamo fatto riferimento a numerosi capi di Stato. Il personaggio ha poi preso una sua vita autonoma indipendente da qualsiasi riferimento reale». De Santis e la sua storia non sono dunque ispirati a una storia vera, ma rappresentano la proiezione delle sue domande e delle sue sensazioni che Sorrentino ha portato sullo schermo.
