La magistratura iraniana ha reso noto che Erfan Soltani, la cui impiccagione per il coinvolgimento nelle proteste era attesa per oggi, in realtà «non è stato condannato a morte». Tramite un comunicato diffuso dalla tv di Stato, è stato spiegato che Soltani è accusato di propaganda contro il sistema islamico iraniano e di atti contro la sicurezza nazionale, «reati per i quali la pena di morte non esiste». Soltani, attualmente detenuto nella prigione di Qazl-Hisar a Karaj, rischierebbe dunque “solo” la reclusione.
Soltani è stato arrestato l’8 gennaio a Karaj
Soltani, residente a Fardis e commesso in un negozio di abbigliamento, è stato arrestato l’8 gennaio a Karaj, quarta città più popolosa dell’Iran che si trova a poche decine di chilometri dalla capitale Teheran. Un parente aveva denunciato alla Bbc che era stato condannato all’impiccagione «con un processo estremamente rapido, nel giro di soli due giorni», in quanto – era emerso – responsabile di “moharebeh”, (“guerra contro Dio”). Le organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato che quello a cui il 26enne sarebbe stato sottoposto non può essere definito un vero processo, ma piuttosto una procedura extragiudiziale.
