Il giorno successivo all’attacco all’ospedale di Gaza è stato segnato dalle accuse reciproche tra Hamas e Israele: l’esercito di Tel Aviv ha fornito diverse prove che attribuirebbero la responsabilità alla Jihad islamica palestinese, mentre il mondo islamico si è schierato compatto contro gli israeliani. E lo ha fatto con grande forza dopo le parole di Joe Biden. «Sono profondamente rattristato e indignato per l’esplosione avvenuta ieri all’ospedale di Gaza. In base a quello che ho visto, sembra che sia stato fatto dall’altra parte, non da voi», ha detto il presidente Usa a Benjamin Netanyahu. Il bombardamento dell’ospedale – definito «una catastrofe» da Vladimir Putin – è costato la vita a 472 persone, definite «martiri» dal ministero della Sanità palestinese a Gaza. In totale, le vittime degli attacchi dell’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza dall’inizio dei combattimenti sfiora quota 3.500. Lo afferma lo stesso ministero. Il numero dei feriti avrebbe superato i 12 mila.

Da Beirut a Istanbul fino al Cairo, le proteste nel mondo islamico
«Non si notano crateri né danni agli edifici circostanti, come sarebbe da aspettarsi nel caso di un attacco aereo», ha spiegato il portavoce militare israeliano Daniel Hagari. E come detto anche Biden, che ha incontrato Netanyahu – ma non Abu MAzen, che ha annullato – si è detto convinto della responsabilità palestinese. Nel mondo arabo (e allargando musulmano) si moltiplicano però le manifestazioni di protesta nei confronto di Israele.

Ripetuti scontri si stanno verificando nella zona dell’ambasciata statunitense a Beirut. Uno sciopero generale è stato annunciato in Cisgiordania per protestare contro l’attacco all’ospedale di Gaza che, afferma il governo iraniano, «sicuramente non resterà senza risposta». Tramite una nota ufficiale, Teheran ha chiesto ai Paesi islamici di «opporsi al falso regime e porre fine alla sua infinità crudeltà e alle uccisioni di innocenti musulmani» e di espellere gli ambasciatori di Israele. Circa 5 mila manifestanti si sono radunati nei pressi dell’ambasciata israeliana ad Amman, in Giordania, e migliaia di egiziani sono scesi in piazza in segno di solidarietà con la Striscia di Gaza.
the Lebanese rally in front of the American embassy in Beirut pic.twitter.com/lQDClzq8e5
— Sprinter (@Sprinter99800) October 18, 2023
Evacuata al Cairo evacuata l’ambasciata israeliana, così come a Rabat in Marocco. Manifestazioni si sono tenute poi in diverse città della Turchia: 60 feriti negli scontri con la polizia a Istanbul. Proteste anche a Tunisi davanti all’ambasciata francese.
Hundreds of students demonstrate at the Faculty of Agriculture in Cairo University, Egypt, in protest of the ongoing genocide campaign by the occupying Israeli regime in besieged Gaza. pic.twitter.com/ApyhI7ArvK
— Quds News Network (@QudsNen) October 18, 2023
Hezbollah: «Decine di migliaia di combattenti pronti alla guerra»
In Libano decine di migliaia di combattenti di Hezbollah sono pronti alla guerra: lo ha detto Hashem Safieddin, alto rappresentante del Partito di Dio alleato dell’Iran, parlando a una folla di seguaci del movimento jihadista sciita radunati nella periferia sud della capitale libanese: «A Biden, a Netanyahu e agli europei ipocriti diciamo: state attenti, state attenti. L’errore che potreste commettere nei confronti della nostra resistenza genererà una risposta fragorosa più forte della vostra». Da parte sua Hamas, tramite il portavoce Osama Hamdan, ha incitato i palestinesi che vivono in Cisgiordania e in Israele a «sollevarsi contro il nemico sionista e a scontrarsi con esso in tutte le città, i villaggi e i campi».

Creata una zona umanitaria nella zona sud della Striscia di Gaza
Dopo giorni di negoziati con l’Egitto, gli Stati Uniti e altri Paesi per creare un’area sicura per gli abitanti di Gaza in fuga, le forze di difesa israeliane hanno annunciato la creazione di una zona umanitaria nella zona meridionale della Striscia dove verranno forniti aiuti internazionali. L’Idf ha rinnovato inoltre gli appelli ai palestinesi della parte settentrionale di Gaza affinché evacuino verso sud, in quanto presto prenderà di mira pesantemente l’area. Durante una conferenza stampa al Cairo insieme con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha detto che Israele potrebbe trasferire i palestinesi nel deserto del Negev, nel sud del suo territorio, invece di chiedere all’Egitto di accoglierli nella penisola del Sinai.
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Gli Stati Uniti hanno sanzionato dieci membri di Hamas
Gli Stati Uniti hanno sanzionano 10 membri di Hamas. Lo comunica il Tesoro Usa, sottolineando che che le sanzioni colpiscono anche coloro che partecipano al finanziamento del gruppo a Gaza, in Sudan, Turchia, Algeri e Qatar.
