Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?

Un ruolo da regista, più che da attore in prima linea. Con il carcere alle spalle, lo sguardo rivolto verso il generalissimo e un’occhiata agli (ex?) amici di Fratelli d’Italia. Mentre il rapporto logoro con Giorgia Meloni prosegue tra frecciatine e remote ipotesi di disgelo. Che partita sta giocando Gianni Alemanno? E qual è il senso dietro le sue uscite sulla corsa alle elezioni comunali di Roma del 2027, condite da un’antica suggestione?

L’abbraccio con Vannacci appena uscito dal carcere

Uscito da Rebibbia il 24 giugno, l’ex sindaco della Capitale ha avuto pochi dubbi su dove andare. La direzione sta tutta in quell’abbraccio con Roberto Vannacci, accorso a salutarlo nel suo primo giorno di nuova libertà. Un momento che pare aver scandito l’inizio di un sodalizio politico già in fase di costruzione.

Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?

Dopo la cena con il generale e alcuni dei suoi deputati, Alemanno ha incontrato alla Camera dei deputati un gruppo di parlamentari vannacciani. La vicinanza presto si tradurrà in un’adesione di fatto. «Mi iscriverò a Futuro nazionale», ha dichiarato durante una delle sue prime apparizioni televisive su Sky Tg24. Attenzione, però, a pensare ad ambizioni di potere. «Non ho intenzione di chiedere ruoli. Voglio contribuire a questo progetto, a farlo crescere e a migliorarlo», ha chiarito, affinché «questa destra cresca bene e cresca in maniera tale da poter incidere sul futuro del Paese».

La nuova veste di Alemanno, dietro le quinte

E allora eccolo nella sua nuova veste dietro le quinte, in disparte ma presente, pronto a dare idee, suggerimenti e indicazioni: al ministro della Giustizia Carlo Nordio su come affrontare l’emergenza delle carceri – «gli scriverò una lettera formale per chiedere un colloquio» -, alla premier Giorgia Meloni su come comportarsi con Donald Trump – «è il momento di mettere la schiena dritta» -, senza dimenticare certamente la sua amata Roma, quella che ha amministrato per cinque anni fino al 2013, prima che le indagini dell’inchiesta Mafia Capitale lo travolgessero.

Suggestione Rampelli in ottica 2027 per Roma

Con la mente già proiettata alle elezioni comunali del 2027, Alemanno ha annunciato che Futuro nazionale «sta già cercando un candidato». La nostalgia, però, si sa che è canaglia. Facile guardarsi indietro e ripensare ai vecchi amici di un tempo. Così l’ex sindaco è tornato su un vecchio amico di Colle Oppio: «Il candidato naturale che può esserci oggi a Roma è Fabio Rampelli, non ci sono dubbi. Nel ballottaggio se c’è Rampelli, Rampelli tutta la vita».

Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?

Romano doc, classe 1960, il cofondatore di Fratelli d’Italia e oggi vicepresidente della Camera è stato più volte considerato per assumere la carica di primo cittadino della Capitale. Ipotesi, però, sempre mandate in fumo. È accaduto, per esempio, per le elezioni del 2021, quando al suo nome fu preferito quello dell’avvocato Enrico Michetti. Nella tornata precedente, quella del 2016, nessuna discussione. Fu lui stesso a farsi da parte per dare spazio alla leader Meloni che decise di candidarsi. Andando ancora indietro nel tempo, per la corsa alla presidenza della Regione Lazio nel 2013 il nome di Rampelli venne invece scartato in favore di Francesco Storace. Tutti, peraltro, sconfitti.

Quelle «spaccature interne di Fratelli d’Italia»

Secondo Alemanno il motivo che ha finora impedito l’emergere di questa candidatura sta nelle «spaccature interne di Fratelli d’Italia». Il riferimento è all’ala dei cosiddetti Gabbiani guidata da Rampelli che in diverse occasioni si è dimostrata in contraddizione con i vertici di partito. Valga a titolo di esempio lo scontro, rientrato in extremis, al congresso provinciale romano del 2024, con i Gabbiani a spingere per la candidatura di Massimo Milani e il veto contrario dei meloniani, riusciti poi a far convergere l’interesse su Marco Perissa. Fonti tra le fila di Fratelli d’Italia, comunque, sottolineano a Lettera43 che il «partito non ha mai cristallizzato delle correnti» e che sul nome da scegliere per le elezioni romane del 2027 «adesso come adesso non ci sono veti, l’ipotesi di una candidatura di Rampelli sta sul tavolo».

La rottura con la presidente del Consiglio è sanabile?

In ambiente FdI, l’idea comune è che le recenti dichiarazioni di Alemanno puntino a voler “seminare zizzania” all’interno del partito per polemizzare, indirettamente, con la presidente del Consiglio. Nel corso dell’intervista televisiva, l’ex sindaco ha in effetti detto che «Meloni vede Roma e l’amministrazione di Roma come un peso», motivo per cui tenderebbe ad avere difficoltà nell’individuare il suo candidato. Non solo. Secondo Alemanno, l’attuale destra al governo avrebbe la colpa di aver tradito il suo profilo sovranista, abbandonandosi a un centro liberale che avrebbe lasciato uno «spazio enorme» da dover riempire.

Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Giorgia Meloni e Fabio Rampelli (Imagoeconomica).

Attacchi, questi, che hanno radici lontane. Dopo aver militato nella stessa area politica – Movimento sociale italiano prima, Popolo della libertà dopo, passando per Alleanza nazionale – già dagli anni di Mafia Capitale i rapporti tra i due si erano incrinati. La rottura si è poi consumata definitivamente nel 2022 per i differenti posizionamenti sulla guerra in Ucraina, con l’abbandono di Fratelli d’Italia da parte di Alemanno e l’avvio del suo movimento “Indipendenza!” nel 2023.

Alemanno tra Vannacci e la suggestione Rampelli per Roma: cosa c’è dietro?
Gianni Alemanno e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

E se oggi Meloni ha scelto la strada del silenzio rispetto alle critiche mosse dal vecchio alleato, chissà che non sia proprio Vannacci a farli riavvicinare. Riferendosi a un possibile ingresso di Futuro nazionale in coalizione, Alemanno in fondo lo ha detto: «Essendo il capo della coalizione, è lei che deve chiamare per costruire un rapporto».