La famiglia De Santis e il giro di armi e munizioni

Salerno/Savona. Pistole a salve modificate per utilizzare proiettili veri: 4 arresti 3 indagati tra la provincia di Salerno e quella di Savona. Si tratta di Modestino De Santis, 52 anni di Castiglione del Genovesi, del figlio Riccardo 28 anni, di Riccardo De Santis 79 anni padre di Modestino e nonno di Riccardo, Michele Scafuro di 73 anni di Mercato San Severino. Operazione eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Salerno con i colleghi del Nord di Savona ad Albenga, cittadina ligure della riviera di ponente, su input della procura salernitana guidata da Raffaele Cantone. Per loro provvedimento di fermo di indiziato di delitto in carcere emesso con accuse di alterazione, fabbricazione e detenzione di armi e munizioni clandestine in concorso. L’attività investigativa ha consentito di ricostruire l’esistenza di un sistema illecito finalizzato alla trasformazione di pistole a salve modello 84 in armi perfettamente funzionanti, idonee all’esplosione di munizionamento per arma comune da sparo nonché alla loro successiva commercializzazione. Nel corso delle perquisizioni svolte nei confronti di nove persone, sono stati rinvenuti 2 fucili monocanna, 2 fucili clandestini, 1 pistola clandestina modificata e circa 2000 munizioni e sono stati arrestati in flagranza di reato ulteriori tre soggetti, sia sul territorio salernitano che nel savonese, anche per detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina, sempre rinvenuta nel corso della perquisizione. Secondo la ricostruzione, i quattro indagati svolgevano ognuno compiti precisi. Un primo (Modestino De Santis) si occupava di acquistare pistole a salve presso diverse armerie della provincia di Salerno, provvedendo alla loro modifica sostituendo le canne originali con manufatti in acciaio appositamente realizzati. Si occupava, inoltre, anche della produzione del munizionamento, assemblando bossoli, ogive e polvere da sparo mediante l’utilizzo di un macchinario appositamente predisposto. Un secondo soggetto (Michele Scafuro), tornitore e titolare di un’officina, realizzava le canne “boccole” e silenziatori secondo precise caratteristiche tecniche indicate dal primo soggetto. Un terzo soggetto Riccardo junior) curava i contatti con gli acquirenti e la gestione delle cessioni. L’ultimo (De Santis senior), invece, si occupava del reperimento del munizionamento, intrattenendo rapporti con soggetti già noti alle Forze di Polizia per reati in materia di armi. Nel corso delle perquisizioni estese ad amici e parenti venivano rinvenute armi e quindi venivano colti in flagranza di reato e risultano indagati Orlando Di Gennaro, 54enne residente ad Albenga, Giovanni di Cunzolo 24enne di Eboli e il 56enne Aniello D’Amore di Salerno. Avevano armi e droga oltre che precedenti per i reati contestati in questa inchiesta. Le posizioni sono al vaglio della magistratura inquirente salernitana dopo essere stati colti in flagranza fi reato. Ulteriori 5 arresti erano stati effettuati a gennaio scorso.

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