Ripascimento a Cetara, il gip convalida il decreto di sequestro

Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Salerno ha convalidato il decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura, confermando lo stop ai cumuli di “sabbia” e materiali provenienti da cave terrestri destinati al ripascimento dell’arenile di Largo Marina, ai piedi della Torre Vicereale di Cetara.

Le motivazioni del blocco e gli esiti degli accertamenti evidenziano diverse criticità strutturali.

Le motivazioni del GIP

Il provvedimento nasce dalle indagini della Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Salerno e dai rilievi tecnici dell’ARPAC (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale). I giudici hanno riscontrato il rischio di “danni irreversibili” per la spiaggia a causa di una totale incompatibilità del materiale versato:

  • Incompatibilità geomorfologica e cromatica: Le analisi hanno certificato una marcata differenza di colore e una non sovrapponibilità delle classi granulometriche (la dimensione dei granelli) tra la sabbia nativa del posto e il materiale di riporto arrivato dalle cave.

  • Compattazione e “cementificazione”: Le verifiche hanno svelato che il materiale versato stava subendo preoccupanti fenomeni di compattazione e indurimento anomalo, alterando la natura stessa della spiaggia e rischiando di trasformarla in un consolidamento innaturale.

  • Il rischio per la stagione: Portare a termine il lavoro con quelle modalità avrebbe compromesso definitivamente il litorale. Di conseguenza, l’Autorità Marittima ha evidenziato il venir meno dei presupposti legati alle vecchie autorizzazioni, imponendo di avviare l’iter daccapo.

Le altre criticità nel mirino: Oltre ai materiali, la Procura e gli investigatori stanno valutando il rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza e la sicurezza legata alle barriere soffolte (le scogliere sottomarine) rimaste incomplete a pelo d’acqua, considerate un potenziale pericolo per i bagnanti e la navigazione costiera.

La situazione ha inevitabilmente congelato il cantiere a ridosso dell’estate, creando forte preoccupazione tra i cittadini e gli operatori balneari del borgo costiero.

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