di Erika Noschese
La partita per il futuro del Porticciolo di Pastena entra nella sua fase cruciale, riaccendendo il dibattito cittadino sulla tutela dei beni comuni e sulle grandi trasformazioni urbanistiche della costa salernitana. La scorsa settimana è stata infatti pubblicata la corposa documentazione integrativa depositata dalla società Polo Nautico Srl nell’ambito del controverso progetto per la realizzazione del nuovo Porto Turistico Marina di Pastena. Si apre così una finestra temporale decisiva per la cittadinanza e per le associazioni ambientaliste, che avranno tempo fino al prossimo 26 giugno per presentare osservazioni formali e tentare di arginare un’opera considerata fortemente impattante per l’equilibrio del quartiere e dell’intero litorale orientale. L’attuale fase di consultazione pubblica rappresenta il secondo round di una complessa battaglia burocratica e ambientale. Nelle settimane scorse, la mobilitazione popolare aveva già incassato un punto significativo. A seguito delle dettagliate eccezioni sollevate dal Comitato civico Giù le mani dal Porticciolo, da diverse sigle associative e da centinaia di residenti, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica aveva imposto una brusca frenata all’iter, esigendo dai promotori privati la produzione di ben ventisette integrazioni tecniche e controdeduzioni puntuali. Un quadro istruttorio ulteriormente appesantito dai rilievi sollevati dal Ministero della Cultura, che ha chiesto chiarimenti stringenti in merito alla compatibilità dell’infrastruttura con le tutele paesaggistiche vigenti nell’area interessata. I tecnici e i consulenti legali che affiancano il comitato di quartiere sono già impegnati nell’esame minuzioso dei nuovi elaborati depositati dalla società proponente, con l’obiettivo di strutturare un nuovo pacchetto di controdeduzioni entro la scadenza di fine mese. La strategia dei residenti punta a dimostrare come le risposte fornite dai progettisti non superino i nodi critici storicamente denunciati dalla comunità locale, legati alla perdita dell’accesso pubblico al mare, all’alterazione delle correnti costiere e alla cancellazione dell’identità storica di un borgo marinaro che resiste nel tessuto urbano della zona orientale di Salerno. La mobilitazione si sposta adesso dal piano prettamente tecnico a quello politico e sociale. Attraverso una nota ufficiale, il Comitato Giù le mani dal Porticciolo ha lanciato un forte appello alla partecipazione collettiva, invitando cittadini, comitati di quartiere e forze sociali a scaricare i documenti e formulare i propri rilievi scritti. La tesi sostenuta dai rappresentanti civici si fonda sull’idea che la partecipazione attiva al procedimento amministrativo non sia una mera formalità, bensì lo strumento più efficace per condizionare le scelte strategiche del territorio, incidendo direttamente sui processi decisionali dei ministeri competenti. L’attenzione si sposta inevitabilmente anche sui banchi del Consiglio Comunale. Il sodalizio civico ha rivolto un esplicito e severo richiamo a tutti quegli esponenti politici, inclusi candidati sindaci e consiglieri, che durante l’ultima campagna elettorale avevano espresso fermo sostegno alla salvaguardia del porticciolo, dichiarandosi contrari alla cementificazione dello specchio d’acqua. Secondo il comitato, è giunto il momento che le promesse elettorali si traducano in atti amministrativi concreti e conseguenti. La richiesta avanzata alle istituzioni locali è netta: avviare le procedure per la revoca del progetto del porto turistico, sulla scorta di un interesse pubblico che i residenti ritengono ormai del tutto inesistente, e procedere a una contestuale modifica della destinazione d’uso dell’area all’interno del Piano Urbanistico Comunale per blindare definitivamente lo status pubblico del sito. La vertenza sul porticciolo di Pastena incarna la storica tensione tra i modelli di sviluppo orientati alla privatizzazione della costa per scopi diportistici e la richiesta di spazi pubblici e vivibili da parte delle comunità residenti. Il comitato promotore rivendica con forza la propria legittimazione quale portatore di interessi diffusi e radicati, esigendo un confronto trasparente e aperto con l’amministrazione e i privati, lontano dalle stanze chiuse della burocrazia. I rappresentanti dei cittadini precisano tuttavia di non essere contrari a priori a un intervento sull’area, a patto che si parli di una riqualificazione autentica, finalizzata alla valorizzazione sociale, culturale e storica del borgo e non alla speculazione economica. Nelle intenzioni dei residenti, il porticciolo dovrebbe rimanere un presidio di biodiversità e un punto di aggregazione sociale accessibile a tutti, preservando la memoria storica delle attività marinare della zona. Per agevolare l’intervento dei non addetti ai lavori in una materia complessa come quella delle valutazioni ambientali, il movimento civico ha predisposto e diffuso tramite le proprie piattaforme digitali una guida pratica semplificata. Questo vademecum digitale punta a democratizzare l’accesso alle procedure burocratiche, offrendo a chiunque i modelli e le indicazioni necessarie per formalizzare la propria opposizione entro il termine perentorio del ventisei giugno, data in cui si capirà se il destino di questo storico scorcio di Salerno sarà deciso dalle esigenze del profitto privato o dalla volontà della comunità locale.
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