Di Erika Noschese
Nuova bufera sulla gestione del personale sanitario nel territorio salernitano. Le organizzazioni sindacali provinciali FIMMG e SUMAI, in rappresentanza dei medici di medicina generale e degli specialisti ambulatoriali, hanno notificato un atto di diffida e formale richiesta di riesame in autotutela ai vertici dell’ASL di Salerno. Al centro dello scontro c’è l’avviso pubblico finalizzato al reclutamento di infermieri in regime libero-professionale da impiegare presso le Case e gli Ospedali di Comunità, le nuove strutture di assistenza territoriale introdotte dalla riforma sanitaria. A innescare la dura reazione dei camici bianchi è la determinazione del compenso orario previsto per l’attività infermieristica, fissato dall’amministrazione aziendale a quaranta euro all’ora. Secondo i rappresentanti sindacali dei medici, tale tariffa risulta superiore o comunque non proporzionata rispetto ai compensi attualmente riconosciuti ai professionisti medici che operano nelle medesime strutture territoriali dell’ASL Salerno. I firmatari del documento, pur ribadendo il pieno rispetto per la categoria infermieristica e per l’apporto essenziale che essa garantisce al Servizio Sanitario Nazionale, contestano fermamente la scelta gestionale della direzione strategica. I medici evidenziano come la decisione dell’azienda non sia supportata da alcuna specifica motivazione tecnica, economica o organizzativa che possa giustificare una simile disparità di trattamento economico. La tesi giuridica e sindacale dei camici bianchi si fonda sulla potenziale svalutazione della funzione medica sul territorio. Nel testo della diffida viene ricordato che i medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali interni esercitano delicate funzioni diagnostiche, terapeutiche, prescrittive, certificative e di governo clinico dei percorsi assistenziali, assumendo responsabilità professionali e medico-legali di massimo rilievo. La scelta dell’ASL Salerno, secondo i sindacati, si pone in aperta contraddizione con il ruolo strategico attribuito dal legislatore nazionale alla componente medica nell’ambito del modello organizzativo delineato dal Decreto Ministeriale numero settantasette del 2022. Sul piano del diritto amministrativo, i sindacati richiamano i principi costituzionali di buon andamento e imparzialità sanciti dall’articolo novantasette della Costituzione. Tali norme impongono che ogni provvedimento della Pubblica Amministrazione sia sorretto da un’adeguata attività istruttoria e da una congrua motivazione. Inoltre, viene invocato il principio di ragionevolezza, in base al quale la valorizzazione economica delle diverse professionalità operanti nella sanità pubblica deve essere necessariamente coerente con il livello di formazione, le funzioni concretamente esercitate, le responsabilità assunte e il ruolo attribuito dall’ordinamento vigente. La mancata osservanza di questi parametri rischia, secondo le sigle firmatarie, di compromettere l’equilibrio organizzativo delle strutture e di generare effetti distorsivi nella programmazione del personale. Per queste ragioni, i segretari provinciali dei due sindacati medici, il dottor Elio Giusto per la FIMMG e il dottor Ferdinando Ferrara per il SUMAI, hanno formalmente diffidato l’ASL Salerno a procedere a un immediato riesame in autotutela dell’avviso pubblico e dei relativi criteri di quantificazione economica. Contestualmente, i rappresentanti dei medici chiedono la sospensione immediata dell’efficacia del bando in attesa delle verifiche amministrative, la convocazione urgente di un tavolo di confronto tra l’azienda e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della medicina territoriale e una complessiva revisione delle tariffe adottate. La vertenza sindacale è accompagnata da una formale istanza di accesso agli atti presentata ai sensi della Legge numero 254 del 1990. I sindacati chiedono il rilascio immediato della copia integrale di tutti i documenti presupposti all’avviso, inclusi gli atti istruttori, le relazioni tecniche ed economiche, i pareri espressi dalla Direzione Strategica e l’intera documentazione contabile utilizzata per quantificare la tariffa oraria di quaranta euro. In chiusura del documento, le organizzazioni sindacali avvertono che, in caso di mancato riscontro da parte dei vertici dell’ASL Salerno entro i termini previsti dalla legge, si riserveranno di adire le competenti autorità amministrative e giurisdizionali per tutelare i diritti e gli interessi collettivi della categoria medica rappresentata.
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