Make Italy Healthy Again. Il movimento no-vax legato al segretario della Salute Usa Robert F. Kennedy è sbarcato anche in Italia. E a portare il verbo non è stato un personaggio qualsiasi. Il giornalista e producer Del Bigtree ha infatti fatto capolino a fine maggio nel nostro Paese. Un tour che lo ha visto presentare a Roma, Milano, Venezia, Padova e in Sardegna il suo ultimo film-documentario no-vax An Inconvenient Study. Il viaggio di Bigtree non si è però limitato alle sale cinematografiche. Il produttore ha rilasciato interviste, incontrato giornalisti, attivisti e cercato nuovi proseliti. Spingendosi persino anche a dare “consigli” al nostro ministro della Salute.
Dai documentari no-vax all’Informed Consent Action Network
Bigtree è un personaggio di prim’ordine nel panorama no-vax legato al mondo MAGA. La sua fama è iniziata nel 2016, anno di uscita del documentario da lui prodotto, Vaxxed: From Cover-Up to Catastrophe. Il film era diretto da Andrew Wakefield, un ex medico inglese divenuto famoso alla fine degli Anni 90 per aver pubblicato uno studio che collegava direttamente l’autismo ai vaccini contro il morbillo, la parotite e la rosolia. Lo studio si era poi rivelato manipolato e Wakefield era stato espulso dall’ordine dei medici. Nonostante i trascorsi di Wakefield, Bigtree decise di dare voce alle sue opinioni. Da allora si è dedicato anima e corpo alla causa no-vax. E il suo interesse va ben oltre i film. Bigtree ha infatti fondato la sua personale ONG Informed Consent Action Network (ICAN). Organizzazione da anni attiva negli Stati Uniti per cercare di limitare ed eliminare l’utilizzo dei vaccini. E negli ultimi anni è cresciuta enormemente. Merito di due fattori: la vicinanza a Kennedy e lo scoppio del Covid-19.

La collaborazione con Kennedy e le politiche MAHA
Bigtree ha infatti soffiato abilmente sulle perplessità di parte dell’opinione pubblica attorno ai vaccini anti-Covid e alle misure anti-pandemiche. Nel giro di pochi mesi dallo scoppio della pandemia, il suo podcast, prima disponibile su YouTube e ora sulla piattaforma Rumble, ha visto triplicare gli ascolti. La pandemia ha anche unito maggiormente Kennedy e Bigtree. I due hanno condiviso gran parte delle teorie complottiste sulla gestione del Covid. Tanto che il produttore è stato il responsabile comunicazione della campagna presidenziale di Kennedy nel 2024. La lettera pubblicata da Bigtree in occasione della nomina era abbastanza chiara sui comuni intenti dei due. Nel testo il neo-responsabile comunicazione sosteneva che i vaccini contro il Covid fossero responsabili di numerosi casi di lesioni e decessi. Inoltre esortava i propri sostenitori a «fermare il Nuovo Ordine Mondiale dei globalisti» e a unirsi, al di là delle divisioni politiche, sotto la bandiera della «libertà medica». Bigtree ha poi seguito Kennedy nella decisione di ritirarsi dalla campagna e appoggiare Trump. E non a caso oggi è uno dei sostenitori più entusiasti delle politiche Make America Healthy Again (MAHA) portate avanti dall’amministrazione Trump e in particolare da Kennedy. Tra i pilastri della nuova sanità, secondo Kennedy, c’è infatti, neanche a dirlo, proprio la messa in discussione dei vaccini. Uno scetticismo che con Bigtree è sfociato addirittura nel voler favorire il contagio dei bambini da malattie mortali come la poliomelite. In un’intervista al The Atlantic, il produttore americano ha infatti detto che vorrebbe che suo figlio «si contagiasse con la poliomelite e il morbillo». Anzi, ha aggiunto di essere infastidito dal fatto che tanti bambini vaccinati rendano così difficile che questo avvenga.

Il gran tour italiano grazie al Popolo delle mamme
Le sue idee hanno a volte messo in imbarazzo anche lo staff dell’amministrazione Trump. Nel 2024 una portavoce cercò di mettere in chiaro che «le opinioni di Bigtree non rappresentano né quelle di Trump né quelle di Kennedy». Nonostante la presa di distanza, i rapporti tra Bigtree e Kennedy sembrano rimasti ottimi. Sotto la nuova amministrazione, l’ICAN ha anche visto le sue entrate toccare il record di 23 milioni di dollari. E ora il prossimo passo di Bigtree sembra essere quello di internazionalizzare la sua figura. Insieme a Francia, Polonia, Giappone e Australia, l’Italia è stata tra i Paesi prescelti per il nuovo progetto. Il viaggio è stato reso possibile anche grazie al contributo del Popolo delle mamme, un’organizzazione italiana da sempre impegnata nella lotta ai vaccini e per la «libertà sanitaria».
Gli incontri con Gasparoni e le ospitate da Foa
Nel suo tour, Bigtree ha incontrato volti noti del movimento italiano contro i vaccini, come Pietro Gasparoni, medico diventato simbolo dei no-vax per aver pubblicato nel 2022 una comunicazione ai pazienti in cui invitava a non vaccinarsi contro il Covid. Anche a livello mediatico Bigtree ha raccolto diverse ospitate. È stato ospite del programma social Giù la testa di Marcello Foa, ex presidente della Rai vicino alla destra. In quell’occasione, Bigtree ha ammesso di aver «saltato di gioia» alla notizia del ritiro dei fondi all’Oms deciso da Trump. Anche Eleonora Tomassi, volto social del Tempo, lo ha voluto ospite nella sua trasmissione online Como States.
Forse influenzata dal contesto – le riprese del programma si svolgono infatti davanti a Palazzo Chigi – Tomassi ha chiesto a Bigtree di dare qualche consiglio al ministro della Salute Orazio Schillaci. L’ospite non si è certo fatto pregare e ha chiesto, tra le altre cose, di «rivedere con grande attenzione» le politiche vaccinali in Italia. Chissà che ne pensano a Lungotevere Ripa…
