Fin dal momento in cui ha accettato la candidatura a sindaco, ha puntato a ricostruire fiducia e partecipazione. Raffaele Giordano, 44 anni, cardiochirurgo e docente universitario, è un civico sostenuto anche dalle forze politiche di centrodestra. La sfida al ballottaggio lo vedrà contrapposto a Luigi Petrone, che ha confermato la sua base elettorale già consolidata cinque anni fa. Giordano parte da un consenso largamente più ampio ottenuto al primo turno, ma decisivo sarà il voto anche di chi in precedenza ha sostenuto candidati esclusi dal ballottaggio. Giordano ha scelto di puntare, in questa seconda fase della campagna elettorale, su un rapporto diretto con gli elettori. «Queste due settimane di campagna elettorale in più – afferma il candidato sindaco – sono state un tempo prezioso che stiamo utilizzando per dialogare anche con chi non ci ha votato al primo turno e spiegare il valore dei nostri progetti per la città. Mi rivolgo a chi ha legittimamente sostenuto altri candidati, ma soprattutto a chi ha scelto di non votare. Purtroppo l’astensionismo cresce e sappiamo che al ballottaggio l’affluenza rischia di calare ancora. Mi piacerebbe, invece, vedere una grande partecipazione alle urne: ogni singolo voto conta e serve a dare forza, autorevolezza e legittimità a chi sarà chiamato ad amministrare Cava». Il progetto amministrativo si articola attorno al concetto di “cura”, utilizzato come chiave politica oltre che programmatica: attenzione ai servizi alla persona, rafforzamento del welfare locale, sostegno allo sviluppo economico attraverso commercio, imprese e turismo. Una piattaforma che mira a coniugare interventi immediati e visione di medio periodo, con particolare attenzione alla riqualificazione urbana e all’efficienza infrastrutturale. «In questi anni, insieme ad altri consiglieri di opposizione, ho girato per le frazioni e sono rimasto colpito dalla disillusione delle persone che sfiora la rassegnazione. Da candidato sindaco ho sentito il dovere di restituire speranza e fiducia a questa città, puntando su priorità reali come la salute, la sicurezza e il decoro urbano. Devo dire che, settimana dopo settimana, ho visto crescere tra la gente la convinzione che un vero cambiamento sia possibile. Il merito va soprattutto ai tanti candidati delle nostre liste, che si sono spesi senza sosta per incontrare le persone e spiegare un programma fatto di obiettivi concreti e realmente raggiungibili, formulati tenendo ben presenti le reali condizioni di partenza del nostro Comune». Tutto questo si traduce in un articolato programma che tiene conto delle possibilità concrete di un’amministrazione che è vincolata dal piano di rientro finanziario approvato dalla maggioranza uscente. «Le nostre priorità sono la rigenerazione degli spazi pubblici, il decoro e la manutenzione costante, la vivibilità tanto in centro quanto nelle frazioni. Vogliamo una città più efficiente, anche grazie a interventi mirati sulla mobilità. Ma per realizzare tutto questo servono due condizioni fondamentali. Da un lato, una riorganizzazione dei servizi comunali basata sulla digitalizzazione; un’innovazione che sarà inclusiva, affiancata dai canali tradizionali per non lasciare indietro nessuno, e che valorizzerà le professionalità dei dipendenti comunali, i quali in questi anni hanno fatto i salti mortali a causa di organici ridotti. Dall’altro lato, crediamo fortemente nella partecipazione attiva dei cittadini: il loro coinvolgimento diretto nelle scelte del Comune è determinante per costruire una città condivisa e vicina ai bisogni reali». Un’attenzione particolare è data alle condizioni per creare sviluppo. L’idea di fondo è quella di valorizzare le risorse e i settori tradizionali, agendo in modalità nuove e aprendosi alle opportunità delle nuove tecnologie. «Commercio, artigianato e turismo sono i pilastri della nostra economia che oggi richiedono massima attenzione e strategie di rilancio. L’Amministrazione deve fare la sua parte: sostenere l’iniziativa dei privati e del nostro straordinario tessuto associativo, senza ingessarne la libertà, ma creando una rete. Una delle prime applicazioni pratiche di questa visione sarà la programmazione degli eventi. Dobbiamo superare la logica degli “appuntamenti spot” per costruire un calendario integrato che metta al centro l’identità del territorio, le sue feste civili e religiose e la grande tradizione del folklore, un mondo che, com’è noto, porto nel cuore. Infine, vogliamo valorizzare i nostri talenti, anche in questo caso cercando di creare un network: con il progetto “Cava Eccellenza Digitale” vogliamo trasformare la nostra città in un vero e proprio polo dell’innovazione. L’idea è quella di creare una rete che metta in contatto tutte le aziende e i professionisti del settore hi-tech già attivi sul territorio. Unendo le competenze in campo tecnologico, i servizi digitali e le potenzialità dell’intelligenza artificiale, potremo attrarre nuovi investimenti e generare concrete opportunità di lavoro». Sul piano istituzionale, emerge la volontà di rafforzare il ruolo della città nel sistema territoriale. Per Giordano, il tema non è soltanto amministrativo ma politico: dotare Cava di un peso negoziale adeguato nei rapporti con Governo, Regione, Provincia e Comuni del comprensorio, al fine di attrarre risorse e gestire i servizi comuni in maniera ottimale. «Dobbiamo tornare ad essere un punto di riferimento per il territorio», conclude.
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