80° Anniversario della Festa della Repubblica a Sarno

Questa mattina, in Piazza IV Novembre, Sarno ha celebrato l’80° anniversario della Festa della Repubblica con una cerimonia istituzionale dedicata alla nascita della Repubblica e ai valori della Costituzione.
Accanto al Sindaco Francesco Squillante e all’Amministrazione Comunale, hanno partecipato le rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Municipale, delle Guardie Agroforestali, delle Associazioni “Combattenti e Reduci” e “Mutilati e Invalidi di Guerra”, dell’ANPI, dei volontari della Croce Rossa Italiana, dell’AVIS e delle associazioni di Protezione Civile “I Sarrasti” e “Il Saro”.
Dopo l’esecuzione dell’Inno Nazionale e la deposizione della corona d’alloro in memoria dei caduti e dei dispersi italiani di tutte le guerre, è stato osservato un minuto di raccoglimento, accompagnato dalle note del “Silenzio” eseguite dal trombettiere.
Dopo gli interventi delle Associazioni “Combattenti e Reduci” e “Mutilati e Invalidi di Guerra”, con Aniello Sirica e Nicola Esposito, e dell’ANPI, con Claudio Pagano, il Sindaco Francesco Squillante ha dedicato il proprio intervento al significato storico degli 80 anni della Repubblica, richiamando il valore del voto del 1946 e ponendo al centro soprattutto il ruolo delle donne nella nascita della democrazia italiana.
“Ci fu chi, allora, definì la Repubblica un “salto nel buio”. Ma quel voto fu il momento in cui l’Italia scelse di lasciarsi alle spalle l’autoritarismo, la guerra e il silenzio imposto, per ritrovare libertà, democrazia e pace”, ha detto durante l’intervento.
Il Sindaco ha poi ricordato il significato della partecipazione popolare al referendum del 1946: “Dentro quel voto c’era un’Italia povera, ferita, ma non rassegnata. Le generazioni che ci hanno preceduto andarono alle urne perché sentivano che da quella scelta passava il futuro dei figli e del Paese”.
Il Sindaco ha sottolineato soprattutto il ruolo delle donne nella nascita della Repubblica: “Con il voto delle donne la democrazia italiana divenne più completa, più vera, più vicina alla vita reale del Paese. Quel voto portò dentro la nascita della Repubblica una parte d’Italia che fino ad allora era stata tenuta ai margini delle decisioni pubbliche”.
“Una democrazia non si perde soltanto quando qualcuno la nega. Si indebolisce anche quando i cittadini smettono di sentirla propria, a noi spetta il compito di non lasciare la Repubblica ferma al 1946, ma di rinnovarla ogni volta che scegliamo, partecipiamo, votiamo”. Ha concluso il Sindaco.
La cerimonia si è conclusa nel segno della memoria, della partecipazione e del valore costituzionale del 2 Giugno

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