di Marco De Martino
SALERNO – «Uno come lui poteva rappresentare tantissimo per la Salernitana e lo ha dimostrato, fin quando è stato disponibile. Se dovessimo recuperarlo per i playoff, sarebbe di sicuro un’arma in più»: queste parole, pronunciate da Serse Cosmi alla vigilia di Foggia-Salernitana per annunciare il ritorno tra i convocati di Roberto Inglese (nella foto US Salernitana 1919), oggi risuonano come una premonizione. La rete messa a segno a Ravenna ha riproposto all’attenzione generale, dopo mesi di oblio, Bobby English. L’attaccante granata si è finalmente sbloccato dopo sette mesi e mezzo di digiuno assoluto. Era il 5 ottobre del 2025, 227 giorni or sono, quando Inglese firmò il gol del definitivo 3-2 nel derby vinto all’Arechi contro la Cavese. Da quel momento la parabola di Bobby English e della Salernitana ha iniziato a curvarsi verso il basso. Prima il big match perso malamente a Catania davanti ai propri ex tifosi che l’hanno fischiato sonoramente, poi una serie di prestazioni deludenti dovute ad un problema di natura fisica che di lì a poco l’avrebbe fermato per cinque lunghi mesi. L’ultima apparizione di Inglese ci fu nel match con il Trapani all’Arechi, poi lo stop. Un autentico calvario per l’attaccante che, ad un certo punto, sembrava aver imboccato un tunnel senza via d’uscita. A metà gennaio il direttore sportivo Daniele Faggiano, colui che l’aveva fortemente voluto la scorsa estate strappandolo al Catania, dichiarò addirittura che la sua situazione era ‘’delicata’’: «C’è un problema con Inglese: fino a venti giorni fa ci era stato detto che doveva operarsi, poi è emersa una situazione che va oltre il calcio». Frasi allarmanti che costrinsero la Salernitana a cercare un altro bomber, tanto da arrivare a prendere un certo Facundo Lescano dall’Avellino. Insomma, per Inglese l’esperienza in granata sembrava chiudersi nella maniera più ingloriosa e negativa. Anzi, nelle battute finali del mercato sembrava che potesse addirittura partire, accettando la corte dell’Union Brescia che l’aveva già tentato nelle battute finali della campagna trasferimenti estiva. Il calvario del centravanti si concluse, come detto, alla vigilia dell’ultima gara di campionato a Foggia, match nel quale fece anche il proprio ritorno in campo giocando le battute finali. Dopo un altro spezzone, per la verità poco brillante, disputato al Pinto nel derby d’andata dei play off contro la Casertana, Inglese è tornato in campo al Benelli contro il Ravenna, squadra a cui aveva segnato il suo primo gol da professionista. Era il 7 marzo 2010 ed aveva 18 anni e 3 mesi quando portò in vantaggio il suo Pescara al Benelli alla 26ma giornata del campionato di Lega Pro Prima Divisione, girone B. Ironia della sorte, la sua rinascita calcistica è avvenuta proprio nel vecchio impianto romagnolo, grazie ad una rete di rara bellezza firmata grazie alle sue indubbie qualità di bomber: coordinazione, fiuto del gol e classe da rapace d’area di rigore. Ora che Bobby English è tornato in un reparto che può contare già su elementi del calibro di Achik, Ferraris, Ferrari e Lescano, senza dimenticare Antonucci ed il giovane Boncori, Serse Cosmi può davvero pensare in grande. La Salernitana, in queste semifinali, dovrà affrontare una delle difese più ermetiche della serie C, quella dell’Union Brescia. che è la seconda in assoluto, considerando tutti e tre i gironi di C, con soli 24 gol subiti, solo uno in più dell’Ascoli e meglio delle già promosse Vicenza, Benevento ed Arezzo. A Inglese e compagni il compito di scardinarla per proiettare la Salernitana verso l’atto finale di questi entusiasmanti play off.
L'articolo Salernitana, Cosmi si gioca il jolly Inglese proviene da Le Cronache.
