Questa edizione americana del Mondiale di calcio continua a far discutere: dopo le polemiche sui prezzi, le proteste in Messico e i dati sull’inquinamento, c’è anche il clima a preoccupare. In una lettera indirizzata al consiglio Fifa, al suo team medico e ai rappresentanti delle nazionali partecipanti, un gruppo di ricercatori da diversi Paesi del mondo, dalla Francia all’Australia, ha espresso forte allarme per la salute di giocatori e tifosi per via delle temperature estreme previste per l’estate. Il Seasonal Temperature Outlook del Servizio meteorologico nazionale degli Stati Uniti indica infatti un quadro critico, con picchi di calore ai massimi storici tra giugno e luglio 2026, proprio quando sono in programma le partite.

I cooling break potrebbero non bastare
Le principali preoccupazioni sollevate dai ricercatori riguardano le temperature elevate e l’umidità che caratterizzano molte delle località dove è in programma il Mondiale 2026. Il parametro chiave per valutare i rischi è il Wet bulb globe temperature (Wbgt), un indice che misura lo stress termico sul corpo umano considerando temperatura dell’aria, umidità, vento e radiazione solare. Secondo le linee guida Fifa, con un Wbgt pari a 32° (corrispondente a circa 45 gradi Celsius e al 20 per cento di umidità relativa) diventano obbligatorie quattro pause per rinfrescarsi (i cooling break che anche la Serie A ha imparato a conoscere) da tre minuti ciascuna durante i match, mentre l’eventuale sospensione della partita è lasciata alla discrezione degli organizzatori. I ricercatori giudicano questo protocollo insufficiente e rischioso, chiedendo che il limite venga abbassato a 26° Wbgt e che la durata delle pause sia raddoppiata.
Altri rischi ambientali: incendi e temporali
Oltre al caldo estremo, la stagione degli incendi boschivi negli Stati Uniti è iniziata con largo anticipo, creando un pericolo concreto per la qualità dell’aria: il fumo può infatti raggiungere località molto distanti dal punto dell’incendio, compromettendo la salute degli atleti e del pubblico. I temporali estivi, frequenti e improvvisi, rappresentano un ulteriore elemento di criticità per la sicurezza e la continuità delle partite.

Pronte le misure per sopravvivere all’afa sugli spalti
Le temperature estreme non riguarderanno solo i giocatori: anche i tifosi dovranno fare i conti con caldo e umidità elevati. Per tutelare il pubblico, la Fifa ha proposto una serie di misure di mitigazione dell’afa: possibilità di introdurre in stadio bottigliette chiuse, creazione di zone d’ombra, uso dell’aria condizionata e disponibilità di autobus climatizzati. Negli stadi di Houston e Dallas sono stati inoltre costruiti tetti retrattili per ridurre l’esposizione al sole diretto. L’organizzazione cercherà anche di programmare le partite evitando le ore più calde della giornata. Le soluzioni proposte, se da un lato mirano a garantire la sicurezza, dall’altro potrebbero avere ripercussioni pratiche sui tifosi. Gli eventuali ritardi causati da condizioni meteorologiche imprevedibili possono creare problemi nelle prenotazioni di voli e hotel per chi segue le nazionali in presenza. Anche chi guarderà le partite da casa rischia una maggiore incertezza sugli orari.

Un quadro diverso dal Mondiale del 1994
Il contesto attuale è lontano da quello dell’ultimo Mondiale negli Usa, datato 1994. Le cose sono peggiorate. Friederike Otto, membro del World Weather Attribution, ha ricordato che circa metà dei cambiamenti climatici causati dall’uomo si è verificata proprio negli ultimi 32 anni, aumentando drasticamente i pericoli legati al caldo estremo. C’è però chi ritiene che l’impatto non sarà così drammatico. Chris Mullington, consulente anestesista e docente all’Imperial College London, ha detto che le temperature elevate influenzeranno soprattutto lo stile di gioco, rendendolo più “conservativo”, più che provocare emergenze mediche tra i giocatori. Un assist al calcio speculativo e difensivo, dunque. Che sarebbe piaciuto all’allenatore del Milan Max Allegri. O alla timorosa Italia che non è riuscita a superare i playoff e dunque non ci sarà. E probabilmente non è un caso che per questo tipo di calcio non ci sia più spazio, se non a temperature estreme.
