La Procura di Milano sta lavorando all’ipotesi che, nell’incontro del 2 aprile presso lo stadio di San Siro, in cui sarebbero state decise le designazioni di due incontri dell’Inter contestate a Gianluca Rocchi, abbia preso parte anche Giorgio Schenone, club referee manager della società nerazzurra. Rocchi, indagato per frode sportiva, si è autosospeso (al suo posto come designatore ad interim c’è Dino Tommasi), mentre Schenone non risulta iscritto nel registro: dovrebbe essere ascoltato l’8 aprile dai magistrati e dalla Guardia di Finanza.

Perché Rocchi è indagato per frode sportiva
Rocchi è indagato dal pm della Procura di Milano Maurizio Ascione perché avrebbe “combinato” le designazioni di due gare dell’Inter nel 2025: quella in trasferta a Bologna in campionato e il derby di ritorno di Coppa Italia col Milan, assegnandole rispettivamente a Andrea Colombo (gradito al club nerazzurro) e Daniele Doveri (sgradito). Nel secondo caso la designazione sarebbe avvenuta per «assicurare all’Inter direzioni di gara diverse per l’eventuale finale di Coppa Italia e per il resto delle partite di A»). Rocchi avrebbe inoltre violato il protocollo Var durante Udinese-Parma, sempre nella stagione 204/25: ma questo è un altro filone dell’inchiesta. Agli atti, tra le intercettazioni ce n’è una – sempre dell’aprile 2025 – tra Rocchi e Andrea Gervasoni, supervisore Var (anche lui indagato e autosospeso), su sospette pressioni e sul presunto incontro allo stadio “Giuseppe Meazza”, in cui si faceva riferimento a tale “Giorgio”.

Sentiti in procura Pinzaini e Butti: chi sono
Come è emerso dalle audizioni in Procura, nell’inchiesta sul sistema arbitrale ci sono intercettazioni, risalenti a poco più di un anno fa, tra Rocchi e Riccardo Pinzani (non indagato), oggi club referee manager della Lazio che fino alla scorsa stagione era l’incaricato Figc per i rapporti tra Aia e club, e pure tra lo stesso ex designatore e Andrea Butti (non indagato), responsabile ufficio Competizioni della Lega Serie A. Entrambi sono stati sentiti oggi in Procura a Milano come persone informate sui fatti. Il filone dell’inchiesta per frode arbitrale si concentra proprio su eventuali rapporti diretti tra Rocchi e le società e sull’influenza che le ‘pretese’ di quest’ultime avrebbero avuto nella scelta degli arbitri.
Perché la giustizia sportiva ancora non si è mossa
Insomma, la Procura intende capire se l’incontro allo stadio è avvenuto e su cosa verteva, oltre a fare luce sulla partecipazione di Schenone e dunque dell’Inter. L’indagine, ovviamente, punta anche stabilire se le ‘pretese’ avanzate nei confronti di Rocchi possano configurare la frode sportiva. Per quanto riguarda la giustizia sportiva, visto che l’indagine della Procura di Milano è ancora coperta da segreto investigativo, Ascione non può trasmettere gli atti alla Procura della Figc.
