Un discorso all’insegna del realismo e del buonsenso, sui temi più attuali e spinosi dell’attualità politica, non solo interna, affrontati dal generale Vannacci, ieri a Salerno, in una manifestazione che ha segnato l’esordio di Futuro Nazionale. Una folla enorme, in un tempo di ordinario disimpegno, soprattutto a destra, con un entusiasmo che ormai non si vedeva da tempo in una certa area politica, ha caratterizzato la riunione, suscitando la certezza che il nuovo Movimento, appena agli inizi, abbia già una solidissima base di partenza e consolidando l’idea che gli stessi sondaggi misurino al ribasso l’ascesa di una destra definita, proprio da Vannacci, vera, autentica, identitaria, priva di compromessi. Altro dato da rimarcare è che la manifestazione, dai numeri davvero impressionanti, convocata senza neanche un adeguato battage promozionale, si è tenuta a Salerno dove il cdx è in palese difficoltà e in Campania ( a Napoli, in mattinata si era inaugurata con grande partecipazione di cittadini la Federazione del Partito) dove esso ha riportato cocenti e ripetute sconfitte: evidentemente ciò che non viene visto, e valutato, dai dirigenti nazionali dei partiti che formano quella coalizione, vengono percepiti da tanti delusi elettori di area che avvertono come sia urgente da Destra una svolta drastica e convincente dell’offerta politica se non si vuole consegnare il paese alla sinistra. Certo, una manifestazione con il suo massimo esponente che gode di una particolare attenzione ( incredibile la presenza di giornalisti e operatori dei media presenti), può determinare il “particolare” successo dell’iniziativa ma questo può solo suggerire una ulteriore, positiva, riflessione in chi ripone la speranza dell’affermazione di FN: il Generale da solo non basta. Occorre altro, occorre di più. Si illudono coloro che pensano possa bastare da solo il Generale (di solito sono i maggiordomi, sempre in agguato) aspettando che il consenso arrivi inevitabilmente grazie, appunto, al suo indubbio carisma. Dopo il bagno di soddisfazione viene la fase più difficile e complessa: accreditare, come strumento politico, il Partito, farne conoscere il programma, valorizzare le proposte, dare risposte, stare vicino ai bisogni della gente comune, articolare, anche organizzativamente, la presenza in maniera organica e capillare sui territori: qui non c’è, non vi può, essere il Generale e nemmeno servono maggiordomi. Il lavoro, duro, che attende quella folla entusiasta di ieri, è questo: l’impresa più importante ed esaltante che riguarda i sostenitori di Futuro Nazionale è inventarsi una nuova militanza che consenta nel paese la rinascita della destra sociale (di cui si avverte la mancanza ) che si costruisce e si presidia, giorno dopo giorno, con fatica e volontà. Non ci sono scorciatoie e furbizie, si sappia.
Sergio Valese
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