
Il Passalacqua di Moltrasio è stato eletto miglior hotel del mondo dai 580 esperti del World’s 50 Best Hotels. Si tratta di un albergo ospitato in una residenza costruita nel 1787 sul lago di Como.
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«La presidente Von der Leyen non ha firmato l’avvio della procedura» contro l’Austria per i limiti al transito dei mezzi pesanti al Brennero. «A questo punto confidiamo sulla giustizia della Corte europea. Non si può pontificare a spese dell’Italia, cercando accoglienza e integrazione a Lampedusa, blindando il confine del Brennero. Questo governo porrà fine a questa vergogna». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, al question time alla Camera.
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Qui Roma, in diretta dalla Camera per rispondere al Question Time. https://t.co/59sIJuiAt7
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) September 20, 2023
«A ottobre il vicepremier e ministro Matteo Salvini» – secondo fonti del Mit rese note dall’Ansa – «sarà al valico del Brennero. Sarà l’occasione per verificare la situazione, anche dopo l’annuncio di Vienna sul rafforzamento dei controlli alla frontiera. L’Italia – sostiene Salvini – non può essere penalizzata da altri partner europei: senza un ritorno a una condizione di leale collaborazione, è pronto a suggerire un inasprimento dei controlli per i veicoli austriaci».




Io Capitano di Matteo Garrone è la pellicola che l’Italia ha designato per la corsa all’Oscar per il miglior film internazionale. L’opera, che ha vinto alla Mostra di Venezia il Leone d’argento per la regia, ha avuto la meglio su altri 11 film indicati per la selezione su cui si è riunita, mercoledì 20 settembre presso l’Anica, la commissione.
“Io Capitano” di Matteo Garrone rappresenterà l’Italia agli Oscar 2024 nella categoria Miglior Film Internazionale.
L’annuncio delle shortlist è previsto per il 21 dicembre, le nomination verranno annunciate il 23 gennaio 2024, la cerimonia degli Oscar si terrà il 10 marzo 2024. pic.twitter.com/Dum5F4K2zG
— RB Casting (@RBcasting) September 20, 2023
Il Comitato di Selezione per il film italiano da designare agli Oscar ha così motivato la scelta: «Per aver incarnato con grande potenza e maestria cinematografica il desiderio universale di ricerca della libertà e della felicità. Creando un’epica del sogno che mette in scena il coraggio e il dolore che segnano da sempre le migrazioni, in una dimensione di profonda umanità». Per la shortlist bisognerà attendere il 21 dicembre. Le nomination verranno annunciate il 23 gennaio prossimo. La cerimonia degli Oscar si terrà a Los Angeles il 10 marzo 2024.







Prosegue a New York l’Assemblea generale dell’Onu. In queste ore è in corso un Consiglio di sicurezza sul conflitto ucraino. Il presidente Volodymyr Zelensky, nel suo intervento, ha dichiarato che la presenza della Russia al Cds è «illegittima», e «il potere di veto in mano all’aggressore è quello che ha spinto l’Onu in questa situazione di stallo». Durante il summit, Zelensky ha sottolineato che «in caso di atrocità di massa il potere di veto dovrebbe essere sospeso e l’Assemblea Generale Onu dovrebbe avere il potere di superare il veto». Il leader ucraino ha rilanciato l’annunciato piano di Pace in 10 punti per mettere fine alla guerra, ribadendo come condizioni indispensabile il ritiro della Russia e il ripristino dei confini prima dell’invasione della Crimea nel 2014.
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Ukrainian President Volodymyr Zelensky called for the removal Russia’s veto power on the U.N. Security Council, a reform that would cut to the bones of the institution.
Follow for live updates: https://t.co/KwH97UZmAX
— The Washington Post (@washingtonpost) September 20, 2023
Alla riunione di alto livello stanno partecipando, tra gli altri, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, il segretario di stato Usa Antony Blinken (e non Joe Biden, come era stato ventilato inizialmente) e la ministra degli Esteri francese Catherine Colonna. Lunga la lista degli interventi, approvata dalla presidenza di turno del Consiglio di sicurezza, l’Albania: sono oltre sessanta dalle ultime indiscrezioni, perché sono ammessi a parlare anche altri Paesi che ne fanno richiesta, oltre ai quindici membri del Consiglio di sicurezza.
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Dear @EdiRamaal, today at the UNSC you showed the world how to correctly handle Russia, its lies, and its hypocrisy. I thank you for steering the Presidency in such a principled manner. pic.twitter.com/0wKca8xZon
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) September 20, 2023
«Sono state documentate prove di diffuse e scioccanti violazioni dei diritti umani, comprese violenze sessuali legate al conflitto, detenzioni arbitrarie, esecuzioni sommarie, per lo più da parte della Russia, e il trasferimento forzato di civili ucraini, compresi i bambini, nel territorio sotto il controllo russo o in Russia». Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres al Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina. «Questi documenti sono vitali per chiedere conto della responsabilità, fondamentale per tutte le violazioni dei diritti umani» ha aggiunto.
RUSSIA'S WAR IN UKRAINE 'AGGRAVATING GEOPOLITICAL TENSIONS,' UN CHIEF SAYS (Reuters)
United Nations Secretary-General Antonio Guterres told the Security Council on Wednesday that Russia's war in Ukraine is aggravating geopolitical tensions and divisions. pic.twitter.com/7IwLQ319Kq
— FXHedge (@Fxhedgers) September 20, 2023





Alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco contro un’auto del contingente di peacekeeper russi nel Nagorno Karabakh. Tutti i militari a bordo sono stati uccisi. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Mosca citato dall’agenzia Interfax.
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During the return of #Russian peacekeepers from an observation post in the #Nagorno_Karabakh region, a car with Russian #military personnel came under small arms fire.
The military personnel in the car died. pic.twitter.com/3oP6mu1qED
— Across The Line (@AcrossTheLine11) September 20, 2023
Secondo quanto reso noto, il mezzo è finito sotto il fuoco di armi leggere mentre rientrava da un posto di osservazione nell’area del villaggio di Janatag. In seguito all’attacco, i militari che erano a bordo sono stati uccisi, ha aggiunto il ministero, senza precisarne il numero. Rappresentanti delle autorità investigative russe e azere stanno lavorando sul posto per chiarire quanto accaduto.
A car with Russian peacekeepers came under fire in breakaway region of Nagorno-Karabakh. All of them died. The incident took place near village of Canyataq (Janyatag) in Martakert district. Russian and Azeri sides are investigating what happened. https://t.co/AcukWmQBcB
— Alex Melikishvili (@A_Melikishvili) September 20, 2023


Vicini, ma non troppo. Sia in vista delle Europee che degli altri appuntamenti elettorali importanti previsti nel 2024: su tutti, le Regionali in Piemonte. A livello nazionale il dossier migranti sta mostrando plasticamente come il Movimento 5 stelle continui a non volersi schiacciare sul Partito democratico. Il leader pentastellato Giuseppe Conte non manca naturalmente di attaccare il governo e Giorgia Meloni, ma ci tiene ad esaltare l’autonomia del proprio profilo politico: «Se ci sono punti di diverbio, di dissenso col Pd, io lo voglio dire. Noi siamo per esempio per la “terza via” sull’immigrazione. Il Pd è per l’accoglienza indiscriminata. Secondo noi non è possibile». D’altronde la competizione col proporzionale in vista delle Europee lascia prediligere la strategia del “marciare divisi e colpire divisi”, ma si sa che anche a livello territoriale il M5s coltiva in modo prudente la relazione con i dem.

In Piemonte fervono le manovre tra le opposizioni al governatore uscente di centrodestra Alberto Cirio. I democratici, dal marzo scorso guidati in regione da Mimmo Rossi, stanno provando a tenere unito tutto il fronte, ma il “campo larghissimo” al momento pare una chimera e sia i cinquestelle sia i centristi dell’ex Terzo polo restano alla finestra. Il documento presentato in vista delle Regionali vede l’adesione di Europa Verde, con l’ex M5s Giorgio Bertola, e della sinistra (Possibile, Sinistra italiana e Sinistra ecologista) che qui però marciano separati, a differenza di quanto accade in Parlamento. Ci sono pure Demos, i Radicali e +Europa, il Centro democratico, Volt e altre realtà civiche locali. Le minoranze che combattono Cirio dentro e fuori Palazzo Lascaris dettano gli obiettivi, ma i tempi restano fumosi in attesa di capire cosa faranno i convitati di pietra, M5s in testa: «Nei prossimi giorni costruiremo una carta dei valori, il punto di partenza per la costruzione di un programma condiviso così come condivideremo tempi e metodi per l’identificazione del candidato o della candidata presidente».

Il Pd regionale, insomma, cerca i trait d’union, punta a fare amalgama ed enfatizza le battaglie programmatiche che possono vedere un’ampia convergenza, in linea con lo sforzo della segretaria Elly Schlein a livello nazionale. «Cresce l’urgenza di mettere in campo un’alternativa credibile alle destre. Un’alternativa fondata sui diritti fondamentali che vanno garantiti a tutte e tutti, per evitare che, come sta accadendo in Piemonte, diventino privilegi solo per pochi, a partire dalla sanità», spiegano le forze di centrosinistra. Sul fronte centrista, comunque, le chance di intesa latitano: Renzi, a livello nazionale, pare veleggiare sempre più spedito verso il centrodestra, mentre il leader di Azione Carlo Calenda non sembra tenere il Piemonte in cima alle sue priorità. Peraltro, l’ex ministro ha un buonissimo rapporto con il presidente Cirio e ha piazzato l’ex forzista Enrico Costa, non esattamente un acerrimo nemico dell’attuale maggioranza, nel ruolo di commissario “azionista” in regione.

Sul versante pentastellato, invece, la plenipotenziaria di Giuseppe Conte per il dossier è naturalmente l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino, oggi parlamentare di spicco del cinquestelle, che al momento rimane sulle sue e non apre all’accordo. Quali i motivi di questa resistenza? Vecchi rancori con i dem non ancora smaltiti? Troppa distanza sui programmi? Divergenze sul nome del candidato o circa le procedure di scelta? Oppure pesa, appunto, il desiderio tattico di non appiattirsi troppo sull’alleato che in questa fase è, inevitabilmente, soprattutto un concorrente elettorale? Di certo, le forze di centrosinistra mordono il freno e in assenza di altre candidature per eventuali primarie, il designato dovrebbe essere Daniele Valle. Il 40enne democrat, che oggi è vicepresidente del Consiglio regionale, ha già gettato il cuore oltre l’ostacolo annunciando, nel giugno scorso, la sua candidatura contro Cirio. L’attuale governatore osserva dall’esterno e di sicuro si sfrega le mani per la solita discordia nel campo (largo?) di Agramante.
La sorte del processo per l’omicidio di Giulio Regeni, che vede imputati quattro 007 egiziani per il rapimento, la tortura e l’uccisione del giovane ricercatore friulano nel 2016 al Cairo, è da oggi nelle mani della Corte costituzionale. I giudici riuniti in camera di consiglio hanno cominciato l’esame della questione sollevata dal tribunale sulla costituzionalità dell’articolo 420 bis del codice di procedura penale, nella nuova formulazione frutto della riforma Cartabia.
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L’articolo per il gup Roberto Ranazzi e per i pm della capitale, è illegittimo nella misura in cui non consente il processo in contumacia quando è provato che l’assenza degli imputati sia dovuta alla mancata assistenza giudiziaria o al rifiuto di cooperazione da parte dello Stato di appartenenza o di residenza. Le autorità egiziane, a partire dalla procura generale del Cairo, non hanno mai veramente collaborato con i magistrati italiani. Hanno invece fatto muro alle loro richieste, rifiutandosi di dare gli indirizzi degli imputati, necessari per poter procedere alla notifica degli atti processuali, anche quando i recapiti sono stati chiesti per via diplomatica.

Il comportamento è la causa dello stallo del processo, che ora si potrebbe celebrare solo se la Consulta accogliesse l’eccezione dei magistrati romani, modificando con il suo intervento la norma con cui l’Italia ha inteso adeguarsi alla giurisprudenza della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e della Cassazione. Terminata nel primo pomeriggio, la camera di consiglio dei giudici costituzionali è stata aggiornata ai prossimi giorni per la decisione.
Tre le strade possibili, come spiega il presidente emerito della Corte Giovanni Maria Flick: «La Corte può ritenere fondata l’eccezione e accoglierla in base a una valutazione degli alti principi costituzionali che gestiscono la figura del giusto processo oppure ha la possibilità di ritenerla infondata o manifestamente infondata e motiverà le ragioni per cui lo ha fatto sia nell’uno sia nell’altro caso. Oppure, ancora, può dichiarare l’eccezione inammissibile nella misura in cui non ritenga che possa essere suo compito eliminare situazioni che richiedono un intervento legislativo».