A poche ore dall’ultimo femminicidio, arriva il via libera definitivo dell’Aula della Camera al disegno di legge per l’avocazione delle indagini per i delitti di violenza domestica o di genere. Il testo è stato definitivamente licenziato a Montecitorio con 200 voti a favore, nessuno contrario e 61 astenuti (Pd e Avs).
Con 200 voti favorevoli, 61 astenuti e nessun contrario, via libera della Camera alla proposta di legge in materia di assunzione di informazioni dalle vittime di violenza domestica e di genere, già approvata dal Senato.#violenzadomestica #violenzadigenere #OpenCamera pic.twitter.com/vpBdRmkfSO
— Camera dei deputati (@Montecitorio) September 7, 2023
Cosa cambia: la norma
La norma si inserisce nell’ambito del cosiddetto Codice rosso: prevede un’ulteriore ipotesi di avocazione delle indagini preliminari da parte del procuratore generale presso la Corte d’appello, che ricorre quando il pm, nei casi di delitti di violenza domestica o di genere, non senta la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato.
Semenzato: «Passare dalle parole ai fatti in tempi brevi»
«In questo provvedimento ci poteva anche essere altro, ma bisognava passare dalle parole ai fatti in tempi brevi; aprire ora un dibattito su nuovi spunti di contenuto avrebbe allungato i tempi di approvazione», ha affermato la presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio e le violenze di genere, Martina Semenzato (Noi moderati), sulla proposta di legge approvata dalla Camera.
