Cala la crescita in Italia: nel secondo trimestre del 2023 il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente (quando era cresciuto dello 0,6 per cento) ed è aumentato dello 0,6 per cento in termini tendenziali. Lo comunica l’Istat diffondendo la stima preliminare. «Alla discontinuità dell’andamento congiunturale nel secondo trimestre», commenta l’Istituto di statistica, «fa fronte l’evoluzione positiva del Pil in termini tendenziali in misura dello 0,6 per cento, che rappresenta la decima crescita trimestrale consecutiva».
Calano il settore primario e l’industriale, crescono moderatamente i servizi
La flessione del Pil registrata nel secondo trimestre dell’anno è dovuta a «una flessione sia del settore primario, sia di quello industriale, a fronte di una moderata crescita del comparto dei servizi». Dal lato della domanda, invece, il calo «proviene dalla componente nazionale al lordo delle scorte, con la componente estera netta che ha fornito un apporto nullo».
Nell’Eurozona il Pil è aumentato dello 0,3 per cento
Meglio l’economia nell’Eurozona. Come evidenzia l’Eurostat, nel secondo trimestre 2023 il Pil è aumentato dello 0,3 per cento ed è rimasto stabile nell’Ue, rispetto al trimestre precedente. Su base tendenziale, invece, nell’area dell’euro il Pil ha registrato un aumento dello 0,6 per cento mentre, nella Ue, l’incremento è stato dello 0,5 per cento.
Serata da dimenticare per Piqué dopo le celebrazioni per la fine della Kings League. Durante i festeggiamenti parte un coro sgradito. Continua a leggere
L’amministrazione Rocca propone di chiudere l’agenzia e riportare la Protezione Civile sotto il controllo diretto della Regione. Massimiliano Valeriani, promotore della legge che ha istituito l’Agenzia: “Come dimostrato dal cambiamento climatico, Covid, terremoti, incendi: cancellare uno strumento di aiuto tempestivo è una scelta sbagliata”. Continua a leggere
Sui prezzi dei carburanti nelle ultime due settimane c’è stata un’accelerazione fino a valori medi per la benzina di 1,91 centesimi e per il gasolio di 1,76, con un aumento di circa 4 centesimi. «Quello che sta avvenendo, sta avvenendo nella stessa direzione del mercato internazionale. Da questo punto di vista registriamo che non ci sono speculazioni». Lo afferma il garante per la sorveglianza dei prezzi Benedetto Mineo, in conferenza stampa. Mineo annuncia nei prossimi giorni la pubblicazione di un vademecum per il consumatore sulle novità per quanto riguarda i carburanti e sui cartelli con il prezzo medio.
Gazzetta.it ha incrociato i dati contenuti nei rapporti di luglio stilati dall’Agenzia internazionale per l’Energia, dall’Opec e dall’Us Energy Information Administration. La tesi è che l’aumento dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio sia dovuto alla crescita della domanda a livello mondiale. Si parla di 102 milioni di barili al giorno, destinati alla vendita soprattutto sul mercato asiatico. Ma la capacità giornaliera di raffinazione è di 83 milioni di barili, circa 20 meno di quanto servirebbe. E intanto i livelli delle scorte di petrolio non sono mai stati così bassi negli ultimi 5 anni. Ad aumentare durante tutto il 2023 sono state la domanda di benzina e quella di carburanti per aerei.
Urso: «Aumento conseguenza dei prezzi internazionali»
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato alla stampa: «In questa ultima settimana il prezzo medio dei carburanti è aumentato di 4 centesimi in conseguenza dell’incremento dei prezzi internazionali». Poi ha anticipato che ci sarà un «quadro normativo che intendiamo presentare per dare un assetto organizzativo al settore della distribuzione dei carburanti dando risposte che si aspettavano da tempo». Si attendono le nuove disposizioni del governo dopo la riunione al Mit del 31 luglio.
Un benzinaio eroga il carburante (Imagoeconomica):
All’inizio di agosto si terranno in Arabia Saudita negoziati per una soluzione pacifica della guerra in Ucraina, a cui parteciperanno rappresentanti di Kyiv appunto, così come di Stati Uniti, Unione europea e importanti Paesi in via di sviluppo come India e Brasile. La Russia, però, non è stata invitata al vertice. «Stiamo preparando il prossimo incontro dei consiglieri dei leader degli Stati in merito all’attuazione della formula di pace del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, che si svolgerà presto in Arabia Saudita», ha dichiarato Andriy Yermak, capo dell’ufficio presidenziale. Sebbene non siano state fornite date specifiche per il vertice, il Wall Street Journal scrive che l’incontro si terrà a Gedda il 5 e 6 agosto.
Dubbi sulla presenza dei rappresentanti della Cina, ma l’invito è stato recapitato
Al vertice sono stati invitati funzionari di alto rango e consiglieri per la sicurezza nazionale di oltre 30 Paesi, scrive il Financial Times. Voleranno in Arabia Saudita rappresentanti di una dozzina di Stati Europei e dell’Ue, così come del Giappone e della Corea del Sud, che sostengono apertamente l’Ucraina. Confermata la presenza di Regno Unito e Sudafrica. Tra i Paesi invitati figurano poi Cina, Brasile, India, Indonesia, Argentina, Egitto, Messico, Cile e Zambia. Dubbi sulla presenza dei rappresentanti di Pechino, ma l’invito è stato recapitato. I colloqui a Gedda saranno la continuazione di un incontro simile tenutosi a giugno a Copenaghen, a cui ha preso parte anche la Turchia.
Volodymyr Zelensky (Getty Images).
Il Cremlino ha detto di accogliere con favore «ogni tentativo di promuovere una soluzione pacifica»
L’addetto stampa del Cremlino Dmitry Peskov, commentando la notizia, ha affermato che Mosca seguirà da vicino l’incontro perché, ha sottolineato il portavoce di Vladimir Putin, le autorità russe accolgono con favore «qualsiasi tentativo di promuovere una soluzione pacifica» del conflitto. Resta un problema, dal punto di vista russo: sarebbe l’Ucraina a non volere la pace. «È possibile raggiungere un accordo con la partecipazione del regime di Kyiv e la sua posizione attuale? La risposta è inequivocabile: no, non è possibile. Non ci sono prerequisiti per questo… Il regime di Kiev non vuole e non può volere la pace fintanto che verrà utilizzata esclusivamente come strumento nella guerra dell’Occidente collettivo con la Russia», ha detto Peskov in un briefing con la stampa.
Simone Riccioni, nato a Hoima (Uganda) il 5 settembre 1988, è un attore, scrittore, sceneggiatore e produttore. È nato in Africa perché i genitori lavoravano per un’organizzazione non governativa. Nella sua carriera ha recitato in diverse fiction e spot pubblicitari.
Simone Riccioni: biografia e carriera
Riccioni è arrivato in Italia quanto aveva sette anni e ha iniziato a recitare nei teatri parrocchiali. Dal 2009 ha cominciato ad apparire in diverse pubblicità come quelle di Omino Bianco, Enel, Diesel, Gillette, Fiat e Borotalco. Ha esordito al cinema nel 2011 con il film Pipì Room di Jerry Calà, proseguendo con pellicole come Com’è bello far l’amore, regia di Fausto Brizzi (2012), e Universitari – Molto più che amici, regia di Federico Moccia (2014). Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo, Eccomi, mentre due anni dopo ha fondato assieme all’imprenditrice Anna Laura Pesallaccia la società Linfa Crowd, con la quale ha iniziato a produrre film. La prima pellicola realizzata è stata Come saltano i pesci, regia di Alessandro Valori, con cui ha vinto il premio come attore rivelazione al Gold Elephant Festival di Catania.
Simone Riccioni e la moglie Marianna Fazzino (Facebook).
Nel 2017 è stato nel cast del film internazionale Voice of the Wolf – La Voce del Lupo come co-protagonista insieme a Christopher Lambert e Maria Grazia Cucinotta. L’anno seguente ha recitato in Che Dio ci aiuti5. Nel 2019 è stato produttore e protagonista maschile de La Mia Seconda Volta insieme a Luca Ward, Aurora Ruffino, Daniela Poggi, Isabel Russinova e con la regia di Alberto Gelpi. Ha inoltre recitato e prodotto L’Anima Salvaassieme a Paolo Calabresi, Claudia Potenza, Arianna Becheroni e Gisella Burinato (2022).
Simone Riccioni: la vita privata
Nel 2022 si è sposato con Marianna Fazzino, insegnante originaria di Grosseto. I due si sono conosciuti perché lei ha iniziato a frequentare la scuola di recitazione fondata da lui nel 2020. A farli incontrare sarebbe stata una delle insegnanti dell’accademia, Paula Boschi.
Judi Dench, 88enne attrice premio Oscar, sta perdendo la vista. L’interprete britannica ha nuovamente parlato della maculopatia, malattia degenerativa che colpisce l’occhio al centro della retina, responsabile della visione distinta centrale. «Non riesco a vedere più nulla sul set», ha spiegato Dench al Sunday Mirror. «Soprattutto non riesco a leggere». Sebbene non porti alla cecità totale, la malattia può compromettere diverse attività quotidiane tanto da rendere complesso conviverci. «Bisogna semplicemente abituarsi alla cosa», ha proseguito l’attrice, che ha poi parlato dei problemi maggiori sul set di un film. «È complicato se ho una parte lunga, anche perché mi sono sempre affidata alla memoria fotografica».
Judi Dench assieme a Re Carlo III il 18 luglio 2023 (Getty Images),
A febbraio, parlando al The Graham Norton Show, Judi Dench aveva anche spiegato come intende muoversi sui prossimi set cinematografici. «Ho bisogno di un macchinario che non solo mi insegni le battute, ma mi dica anche dove sono sulla pagina», aveva precisato l’attrice. «Una volta avrei potuto recitare anche l’intera Dodicesima notte di Shakespeare senza problemi». Nel 2019 ha dovuto anche rinunciare alla patente di guida, evento che come ha dichiarato più volte ha segnato una profonda crisi emotiva. Nonostante le difficoltà, tuttavia, Dench non sembra intenzionata ad abbandonare la recitazione. «Cercherò di lavorare il più possibile», ha concluso l’interprete. Fra le migliori della sua generazione a Hollywood, ha ottenuto ben otto nomination agli Oscar, vincendo nel 1999 per Shakespeare in Love. L’ultima candidatura risale al 2022 per Belfast, film di Kenneth Branagh in cui ha recitato accanto a Jamie Dornan (50 Sfumature di grigio) e lo stesso regista.
Judi Dench, le performance più celebri dell’attrice britannica
Oltre ai già citati Shakespeare in Love, che le valse anche il Golden Globe, e Belfast, Judi Dench ha recitato in decine di pellicole famose. Indimenticabile la sua performance ne La mia regina, dove ha vestito i panni della regina d’Inghilterra Vittoria, in Chocolat o in Diario di uno scandalo. Dama dell’ordine dell’Impero britannico dal 1987, fra le massime onorificenze del Regno Unito, ha legato la sua carriera anche alla saga di 007. Ha vestito infatti per 20 anni i panni di M, il capo dei servizi segreti inglesi, da Goldeneye (1995) fino a Spectre (2015), quarto film con protagonista Daniel Craig nei panni di James Bond.
Stasera 31 luglio 2023 andrà in onda sul canale Rai Movie alle ore 21.10 il film L’ultimo Apache. Si tratta di una pellicola del 1954 diretta da Robert Aldrich e scritta da James R. Webb. All’interno del cast ci sono Burt Lancaster, Jean Peters, Charles Bronson e John Dehner.
Burt Lancaster in una scena del film (Twitter).
L’ultimo Apache, trama e cast del film in onda stasera 31 luglio 2023 su Rai Movie
La trama della pellicola racconta la storia di Massai (Burt Lancaster), un guerriero nativo americano che vuole continuare a combattere contro le forze militari degli Stati Uniti. Infatti, Massai non condivide la decisione del suo capo Geronimo (Monte Blue) di arrendersi e perdere la guerra contro gli statunitensi: lui vuole continuare a far valere il suo onore e difendere la sua terra. Tuttavia, anche se riesce a dare battaglia, gli statunitensi sconfiggono lui e i suoi uomini. Dopo aver perso la battaglia, Massai viene trasferito in una terra lontana per essere esiliato ma il guerriero indiano mostra la sua solita resilienza e riesce a liberarsi durante il trasferimento fuggendo sui monti.
Lì però trova la situazione totalmente cambiata, ormai gli indiani si sono arresi agli invasori e sono sotto il dominio dei bianchi. Sui monti, Massai si riunisce anche con la sua fidanzata Nalinle (Jean Peters), ma dopo poco viene arrestato nuovamente. Dopo essersi convinto che la sua fidanzata l’abbia tradito e denunciato, Massai la rapisce e scappa nuovamente. Questa volta però si riappacificherà con la sua fidanzata e insieme metterà su famiglia, dicendo addio alla guerra e al suo spirito combattivo.
L’ultimo Apache, 5 curiosità sul film
L’ultimo Apache, il film tratto da un romanzo
La pellicola L’ultimo Apache non ha un soggetto originale ma è tratta da un romanzo. Nel dettaglio, il film prende ispirazione dal libro Broncho Apache di Paul I. Wellman.
L’ultimo Apache, le pressioni della casa di produzione sul regista
La casa di produzione United Airlines fece pressioni sul regista Robert Aldrich verso la fine delle riprese. Questo perché Aldrich voleva dare al film un finale cupo e triste, ma la produzione voleva invece un finale ottimistico. Alla fine, il regista si convinse e la pellicola ha un finale non drammatico.
L’ultimo Apache, la vera storia di Massai
In realtà è esistito davvero un nativo americano chiamato Massai. Si trattava di un guerriero assetato di sangue che era un killer e un rapinatore. Massai riuscì a fuggire dalla sua prigionia in Florida e scappò nella sua terra natia. Non si sa cosa abbia fatto poi, ma quel che è certo era che non somigliava affatto all’attore scelto dalla produzione per interpretarlo, Burt Lancaster, alto 1,80 centimetri e con gli occhi azzurri.
L’ultimo Apache, la seconda volta per Burt Lancaster
Non è la prima volta che Burt Lancaster interpreta un nativo americano. Infatti, l’attore aveva interpretato anche lo sportivo Jim Thorpe nel film Pelle di rame, un campione di football americano e baseball nato in territorio indiano.
L’attore Burt Lancaster (Getty Images).
L’ultimo Apache, lo scontro tra due attori sul set
Il regista Robert Aldrich ha raccontato che sul set del film ci furono diverse animosità tra l’attrice Jean Peters e il protagonista Burt Lancaster.
Stasera 31 luglio 2023 andrà in onda sul canale Rete 4 il film intitolato Nico, alle ore 21.25. Si tratta di una pellicola d’azione diretta da Andrew Davis, regista che ha collaborato anche alla sceneggiatura collaborando con Steven Pressfield e Ronald Shusett. All’interno del cast ci sono attori come Steven Seagal, Pam Grier, Henry Silva e Ron Dean.
Steven Seagal in una delle scene del film (Twitter).
Nico, trama e cast del film in onda stasera 31 luglio 2023 su Rete 4
La trama di Nico racconta la storia del siciliano Nico Toscani (Steven Seagal), un esperto di arti marziali che viene reclutato dalla CIA per prendere parte a una missione speciale tra Cambogia e Vietnam. Tuttavia, nel 1973, dopo aver assistito a numerose torture e agli orrori delle forze speciali, Nico è deciso ad abbandonare quella vita e lasciarsi alle spalle quel mondo. Decide quindi di tornare negli Stati Uniti e vivere a Chicago, città che ama e dov’è cresciuto. Sono passati 15 anni da quella missione e Nico è un uomo totalmente cambiato: è sposato, ha un figlio e lavora come poliziotto incorruttibile nella divisione narcotici della Polizia di Chicago.
Insieme ai suoi colleghi, Nico combatte la criminalità a Chicago e in particolare lo spaccio di stupefacenti. A causa di un evento che coinvolgerà la sua cugina, tuttavia, si ritroverà di nuovo faccia a faccia con la CIA, ma questa volta anche con alcuni membri dell’FBI. In particolare, indagando su un grosso carico di stupefacenti, Toscani scoprirà che dietro le quinte un malvagio personaggio sta cercando di conquistare il sottobosco criminale di Chicago: il dottor Kurt Zagon (Henry Silva).
Nico, 5 curiosità sul film
Nico, la pellicola che ha lanciato la carriera di Steven Seagal
Questo film è stato il primo a essere interpretato da Steven Seagal come attore protagonista. La pellicola venne apprezzata all’epoca del suo debutto e lanciò la fortunata carriera del maestro di arti marziali e aikido. Inoltre, lo stesso Seagal ha affermato che il personaggio di Nico Toscani è uno dei suoi preferiti.
L’attore Steven Seagal oggi (Getty Images).
Nico, le immagini che si vedono nei titoli di testa appartengono al protagonista del film
Nei titoli di testa delle pellicola appaiono delle foto che ritraggono il piccolo protagonista Nico Toscani. In realtà si tratta delle vere foto dell’attore Steven Seagal quando era un bambino, una chicca che in molti non conoscevano quando il film debuttò al cinema.
Nico, un buon incasso al botteghino
Questa pellicola ha ottenuto un buon incasso al botteghino pari a 18,7 milioni di dollari, superando il budget speso di 7,5 milioni di dollari.
Nico, l’incidente sul set mentre si girava il finale
Mentre il regista stava girando lo scontro finale tra il personaggio di Steven Seagal e l’antagonista interpretato da Henry Silva, quest’ultimo ruppe involontariamente il naso a Seagal. Le riprese furono fermate ma il maestro di arti marziali si presentò sul set il giorno dopo pronto per recitare.
Nico, il provino particolare per un attore del cast
Durante i provini per scegliere i membri del cast, il regista Andrew Davis credeva che l’attore Daniel Faraldo fosse troppo minuto per interpretare uno degli antagonisti del film e dunque intimidire il personaggio di Steven Seagal. Tuttavia, durante il provino, Faraldo non si perse d’animo e per convincere il regista decise di rompere una sedia sulla schiena di Seagal. Grazie a ciò, ottenne subito il ruolo.
La rivoluzione rosa di Barbie continua a macinare incassi e rimane in vetta al box office per la seconda settimana consecutiva. Seppure in calo rispetto allo scorso weekend, la bambola in carne e ossa guadagna quasi 5 milioni e mezzo (portandosi a oltre 18 milioni), tenendo a debita distanza tutti gli altri in un quartetto di testa che non segna variazioni. Al secondo posto, infatti, con poco più di mezzo milione, c’è Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte uno, che in tre settimane ha superato i 4 milioni.
Stabili Indiana Jones ed Elemental al terzo e quarto posto
Al terzo posto stabile Indiana Jones e il quadrante del destinocon 240 mila euro (5,7 milioni in cinque settimane), mentre sul quarto gradino del podio c’è ancora Elemental con 218.109 (e 5,7 milioni in sei settimane). Seguono due nuove uscite, la commedia Papà Scatenato con protagonista Robert De Niro (110 mila euro) e Il castello nel cielo, il film di animazione del 1986 di Hayao Miyazaki (94 mila euro). Una novità anche in ottava posizione con Hai mai avuto paura?, un fantasy horror di Ambra Principato (62 mila euro). Rispetto a una settimana fa il botteghino ha segnato -27 per cento, passando dai 9 milioni 973 mila euro di incasso ai 7 milioni 288 mila di questo weekend.
Una palazzina di due piani, disabitata e in ristrutturazione in questi giorni, è crollata oggi nel centro di Matera. Gli operai impegnati nei lavori salvi perché erano in pausa pranzo, in corso accertamenti per stabilire se vi fossero altre persone. Continua a leggere
Nata a Milano e cresciuta nella comunità sannyasin, ispirata a Osho, la conduttrice Camila Raznovich ha avuto un'adolescenza diversa dalle coetanee. Per quanto riguarda la carriera, passando i provini per Mtv è stata una delle prime vee jay in Italia. A ottobre arriva in Rai con il programma Macondo. Continua a leggere
Tutto, o meglio molto, è rimandato a settembre. Mes, salario minimo, giustizia, riforme, Pnrr. Per non parlare dell’appuntamento con la manovra. Per governo e maggioranza rischia di trasformarsi in un mese da bollino rosso, come quei giorni in cui evitare di mettersi in macchina per il troppo traffico.
Salario minimo, la fuga in avanti di Forza Italia e la proposta che il Pd difficilmente potrà rifiutare
Il primo capitolo che si riaprirà è stato l’ultimo che si è chiuso. Dopo il rinvio approvato dalla Camera la scorsa settima, il 29 settembre il Parlamento tornerà a occuparsi di salario minimo. Nei giorni scorsi si è assistito alla fuga in avanti di Forza Italia che presentato una proposta autonoma, ma l’intenzione della maggioranza è arrivare a un testo unitario da contrapporre a quello delle opposizioni (unite, tranne Iv). Una delle ipotesi è che Lega e Fratelli d’Italia aggiungano le firme alla proposta azzurra che riprende a sua volta il progetto del dem Andrea Orlando quando era ministro del Lavoro: l’applicazione alle attività lavorative non coperte da un contratto collettivo nazionale del salario previsto dal Ccln leader per il settore di riferimento oppure, dove non vi sia uno specifico settore di riferimento, l’applicazione del salario equivalente alla media dei principali contratti collettivi applicati in settori lavorativi affini. Difficile per il Pd fare le barricate su una linea che aveva fatto propria. Ma i giochi sono aperti. Si vedrà.
Antonio Tajani (Imagoeconomica).
Dopo la pausa estiva entrerà nel vivo il ddl Nordio e da novembre si scalda il dossier Mes
Un capitolo ancora più delicato è quello relativo al Mes. Per questo però bisognerà aspettare almeno novembre. Come sul salario minimo, anche sul Fondo salva-Stati la maggioranza ha votato nelle scorse settimane una sospensiva che ha stoppato l’esame della ratifica del provvedimento presentata dall’opposizione. Un dossier di non poco conto visto che l’Italia è rimasta l’unica in Ue a non aver dato via libera. Con la fine dell’anno, si arriverà poi al termine ultimo per la ratifica pena il ritorno al vecchio Mes del 2012. Senza contare che l’avvicinarsi delle elezioni europee di giugno 2024 aumenterà la conflittualità tra i partiti. L’intenzione del governo è quella di inserire la ratifica in uno scenario ampio con il completamento dell’unione bancaria e il ritorno del Patto di stabilità. Ma anche qui la partita è aperta. Entrerà nel vivo dopo la pausa estiva anche l’esame del ddl Nordio sulla giustizia. Provvedimento arrivato al Senato dopo un lungo periodo di gestazione (il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è preso ben due settimane per la controfirma). Saranno i senatori, con in prima fila Giulia Bongiorno della Lega, a provare a sciogliere i nodi, primo fra tutti quello sull’abuso di ufficio che già tante fibrillazioni ha creato in maggioranza.
Il Guardasigilli Carlo Nordio (Imagoeconomica).
Entro il 27 settembre il governo dovrà inviare alle Camere la Nadef
Non va poi dimenticata la manovra finanziaria che entrerà nel vivo in autunno. Intanto, il governo dovrà inviare alle Camere entro il 27 settembre la Nota di aggiornamento al Def, la Nadef, che aggiorna le previsioni economiche e di finanza pubblica del Def in relazione alla maggiore disponibilità di dati e informazioni sull’andamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica. Tre settimane dopo, entro il 20 ottobre, Palazzo Chigi dovrà presentare alle Camere il disegno di legge di bilancio. Anche se formalmente sarà la seconda manovra del governo Meloni, si tratta del primo vero banco di prova per la politica economica del centrodestra. Il poco tempo a disposizione lo scorso anno – vista l’entrata in carica a fine ottobre – e le risorse quasi totalmente assorbite dal caro bollette avevano portato a una finanziaria caotica e con pochi capitoli. Quest’anno la storia dovrà essere diversa.
Riforme istituzionali? Manca una road map
Ricordate quando lo scorso maggio Giorgia Meloni dedicò un’intera giornata di consultazioni con le opposizioni alle riforme istituzionali? Da quel momento poco o nulla si è mosso. Una proposta dell’esecutivo era attesa per giugno ma non si è vista. Nei giorni scorsi il Senato, su spinta della maggioranza, ha approvato un ordine del giorno che impegna il governo ad approvare il ddl Calderoli sull’Autonomia differenziata «in tempi rapidi» mettendolo in relazione alle riforme costituzionali. In sostanza, il testo impegna Palazzo Madama «ad approvare il disegno di legge A.S.615 in materia di autonomia differenziata in tempi rapidi, tenendo conto delle indicazioni e delle proposte di modifica condivise nel corso dell’esame in commissione, nell’ambito delle riforme costituzionali, previste nell’accordo di programma di governo votato dagli italiani, incluso quella volta a realizzare la massima forma di democrazia attraverso l’espressione diretta della volontà popolare». Ma una road map non c’è e i tempi rimangono un’incognita. Come conferma il pronostico di Marcello Pera, ex presidente del Senato tornato in Aula tra le fila di FdI. «Ma quale riforme? Non credo proprio che si faranno ora. Aspetta e spera», ha detto recentemente al Foglio. «Non se ne riparlerà a settembre perché poi si entrerà nella sessione di bilancio e quindi se ne riparlerà nel 2024, ma prima ci saranno le Europee. Dunque…».
Roberto Calderoli (Imagoeconomica).
Pnrr, le proposte di modifica dovranno essere presentate entro il 31 agosto
Un ultimo cenno lo merita il Pnrr. Il governo ha messo a punto una proposta di modifica del Piano. Si chiede di cambiare 144 misure su 349 e definanziarne nove per 15,9 miliardi che saranno sostenute con altre fonti di finanziamento con scadenze più flessibili, come ha assicurato il ministro Raffaele Fitto. La risposta della Commissione Ue è attesa tra tre-sei mesi, anche perché le proposte di modifica devono essere presentate formalmente entro il 31 agosto.
Una guida alpina altoatesina, Diego Zanesco, è morta precipitando da una parete della Tofana di Rozes, a Cortina, che stava scalando in solitaria e in free, cioè senza corde. L’incidente è avvenuto domenica 30 luglio 2023 sullo spigolo Dimai.
Il corpo senza vita è stato ritrovato tra il Piccolo Anfiteatro e la Traversata.
Il corpo è stato recuperato nella mattinata di lunedì 31 luglio dal soccorso alpino dopo l’allarme lanciato nella serata precedente dai familiari. La moglie, preoccupata perché non aveva ricevuto sue notizie, aveva infatti contattato un amico che a sua volta aveva fatto partire la segnalazione al Soccorso Alpino. Si sapeva che lo scalatore, 62 anni e residente a Villarbassa (Bolzano), era diretto sulla Tofana di Rozes.
Inizialmente è stato ritrovato il suo furgone parcheggiato al Rifugio Dibona, con il cellulare rimasto all’interno. Poi un elicottero del Suem di Pieve di Cadore, mentre si preparavano una squadra del Soccorso di Cortina e una della Guardia di finanza, ha effettuato una ricognizione sul primo e terzo spigolo della Tofana di Rozes, senza esito. L’eliambulanza ha quindi tentato lungo la Via Eötvös – Dimai e qui ha individuato il corpo. Essendo ormai buio, l’elicottero è tornato in volo nella mattinata seguente con un tecnico del Soccorso alpino di Cortina e uno della Guardia di finanza. La salma si trovava in un punto del percorso alpinistico tra il Piccolo Anfiteatro e la Traversata. È stata quindi recuperata, con il verricello, e trasportata a valle.
A distanza di tempo dalla finale di Champions vinta dal Manchester City contro l'Inter emerge un video sul comportamento di Guardiola subito dopo il triplice fischio. Continua a leggere
Un giovane è stato salvato dalla Capitaneria di Porto di Ischia: addormentatosi sul materassino gonfiabile, era finito alla deriva. L'allarme da un traghetto. Continua a leggere
Il 19enne Omari Forson cerca il suo posto nel mondo e probabilmente non dimenticherà quello che è successo stanotte: una mortificazione in mondovisione dalla quale dovrà spremere una lezione di vita. Continua a leggere
Madonna ha condiviso alcune foto con i figli durante una festa in famiglia: per l'occasione la figlia Lola si è ispirata direttamente alla madre con un look total black. Continua a leggere
Nel dicembre del 2022 l'account di Kanye West era stato sospeso da Twitter per aver pubblicato una serie di post antisemiti. Ora il cantante è stato riammesso anche se non ha ancora pubblicato nessun contenuto. Continua a leggere
La vittima dell'incidente sul lavoro è un operaio 51enne dipendente di una ditta molisana. Per motivi tutti da accertare, è stato travolto da un mezzo guidato da un altro operaio ed è morto schiacciato. Continua a leggere
È morto precipitando dalla Tofana di Rozes, nella zona di Cortina d'Ampezzo Diego Zanesco, 62 anni e guida alpina esperta. Era da solo e senza protezioni. Nei giorni scorsi aveva accompagnato il regista americano Oliver Stone e la moglie Chong sul Lagazuoi. Continua a leggere
La maternità surrogata è un tema che spetta agli Stati membri, e dall'Ue non arriveranno linee guida. Ma tutti i Paesi devono rispettare i diritti umani, e "tutti i bambini indistintamente hanno gli stessi diritti". Lo ha ricordato una portavoce della Commissione europea. Continua a leggere
È stato siglato tra il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro Renato Brunetta un accordo interistituzionale grazie al quale il Cnel garantirà consulenza e supporto tecnico, nonché attività di analisi ed elaborazioni di proposte finalizzate anche a promuovere iniziative legislative, su alcuni temi fondamentali dell’agenda di governo e dell’azione politico-istituzionale del ministero per lo Sport e i Giovani.
I dettagli e i contenuti dell’intesa
In particolare, verrà assicurata priorità al monitoraggio della riforma del lavoro sportivo mediante la partecipazione e la fornitura di supporto tecnico-scientifico che il Cnel assicurerà all’Osservatorio dedicato allo studio e alla valutazione degli impatti della Riforma che sarà istituito a breve. Per quanto riguarda le politiche giovanili, la collaborazione è finalizzata a studiare e analizzare i contesti generazionali di riferimento, con l’obiettivo di elaborare ipotesi tecnico-legislative che favoriscano l’offerta di opportunità in ambito formativo, di qualificazione professionale e di raccordo con il mondo del lavoro.
Brunetta: «Sarà una delle riforme di maggior rilievo in ambito giuslavoristico»
«L’accordo con il Cnel», ha dichiarato il ministro Abodi, «ci consentirà di mettere a patrimonio tutta la capacità di questa prestigiosa istituzione di studiare, analizzare e proporre, mettendo a disposizione elaborazioni quali-quantitative che renderanno più efficaci gli strumenti che siamo chiamati a configurare e offrire per contestualizzare, sostanziare e rendere sempre più puntuali ed efficaci le politiche di governo dedicate a sport e giovani». «Si tratta di accompagnare e sostenere, attraverso le competenze e le esperienze che il Cnel ha maturato sul campo quale casa dei corpi intermedi e della rappresentanza del mondo del lavoro, una delle riforme di maggior rilievo in ambito giuslavoristico», ha sottolineato il professor Brunetta, «che costituisce la premessa per assicurare adeguate tutele a un numero significativo di operatori del settore».
Le banche si attendono un ulteriore calo della domanda di mutui. È quanto emerge dall’indagine condotta, a marzo scorso, dalla Banca d’Italia presso 244 istituti di credito secondo cui invece «si osserverebbe una lieve ripresa in quella di credito al consumo». «Dal lato dell’offerta le condizioni applicate ai prestiti alle famiglie diventerebbero ancora più selettive in tutte le aree del paese», sottolinea il rapporto.
Salita la durata media dei nuovi mutui negli ultimi anni
L’analisi di Via Nazionale evidenzia come il calo sia iniziato nel corso del secondo semestre 2022 «riflettendo sia l’aumento del costo della provvista» a causa del rialzo dei tassi della Bce «sia il maggior rischio percepito». A moderare il peso del rialzo dei tassi è stato «il potenziamento attuato nel biennio 2021-22 dell’operatività del Fondo di garanzia per la prima casa, di cui ha beneficiato soprattutto la clientela più giovane». È salita inoltre la durata media dei nuovi mutui negli ultimi anni, «superando ampiamente i 24 anni. Quest’ultimo andamento può in parte riflettere l’esigenza di contenere l’importo delle rate di rimborso, in un contesto caratterizzato dall’aumento dei tassi di interesse e dalla ripresa delle quotazioni degli immobili residenziali» e il maggior ricorso dei giovani a mutui con scadenze lunghe.
Niente Papeete per Matteo Salvini, passato da Milano Marittima ma non dal celebre stabilimento balneare diventato tabù. Sì invece al Twiga per i big di Italia Viva, che in Versilia sono stati ospiti di Daniela Santanchè. Come scrive il Corriere della Sera, durante il fine settimana Maria Elena Boschi, il deputato Francesco Bonifazi, il consigliere regionale del Lazio Luciano Nobili e l’ex parlamentare di Forza Italia Andrea Ruggieri, oggi direttore responsabile de Il Riformista, quotidiano guidato da Matteo Renzi, si sono ritrovati a cena con la ministra Santanchè nel locale di Marina di Pietrasanta, di cui la Pitonessa non è più formalmente comproprietaria (assieme a Flavio Briatore) dopo aver ceduto le quote al compagno Dimitri Kunz.
Daniela Santanchè (Imagoeconomica).
Presente anche Canio Mazzaro, ex marito della Pitonessa
A fare da «collante» per la serata di «sushi e bollicine» è stato, spiega il Corriere, Ruggeri. È grazie al direttore responsabile de Il Riformista, molto amico della ministra del Turismo, che venerdì sera sarebbero stati uniti il tavolo a cui erano seduti Boschi e Bonifazi, organizzato dall’avvocato tributarista Roberto Simoni, con quello a cui erano già sistemati Santanchè con alcuni amici e imprenditori, tra cui l’ex marito Canio Mazzaro, anche lui finito nel mirino dei pm con l’accusa di bancarotta fraudolenta.
Andrea Ruggieri (Imagoeconomica).
Grande assente della serata Flavio Briatore
In tutto alla tavolata, «allestita per consentire agli ospiti di godersi in prima fila a fine cena lo spettacolo di Alessandro Ristori, noto performer musicale della Versilia», hanno preso parte una ventina di persona. Presente al Twiga anche Kunz, seppur al lavoro tra i tavoli: il compagno di Santanchè, anche lui indagato nel caso Visibilia, alla fine del 2022 ha acquistato per circa un milione e mezzo di euro la partecipazione dell’11 per cento di cui la compagna-ministra era titolare nella società proprietaria del locale. Grande assente invece Briatore.
Ancora inconvenienti per Elon Musk e il rebranding di Twitter. Dopo lo stop ai lavori di rimozione della vecchia insegna sul quartier generale di San Francisco, giungono nuove lamentele da parte dei residenti nella zona. Gli abitanti di Market Street non hanno infatti gradito la potente insegna con il logo X sul tetto del palazzo, a loro avviso troppo luminosa tanto da costituire un pericolo per la circolazione e un disturbo continuo durante le ore notturne. Numerosi i commenti online, soprattutto sullo stesso Twitter, dove gli utenti hanno parlato di uno «spettacolo da circo» che non ha tenuto conto delle esigenze dei cittadini. Il Dipartimento di ispezione edile della città, come ha riportato il Guardian, ha aperto un’indagine in quanto l’insegna potrebbe violare le norme locali. Domenica 30 luglio il logo è rimasto spento, anche se non è certo ci sia un collegamento con le proteste.
I lavori di installazione della nuova insegna (Getty Images).
Twitter, l’ira dei residenti per l’insegna luminosa sul quartier generale
Comparsa dopo l’annuncio del nuovo logo di Twitter, l’insegna luminosa di un’imponente lettera X sul tetto del quartier generale ha subito accolto pareri negativi e critiche dai cittadini. A lamentarsi sono soprattutto i dirimpettai su Market Street, che si ritrovano la luce costantemente proiettata in camera da letto. «Nulla da immaginare», ha postato Christopher Baele dal suo profilo privato assieme a un video dell’insegna dalla sua abitazione. «Questa è la mia vita ora». Gli ha fatto eco un altro utente della piattaforma di Elon Musk, che ha spiegato come sia diventato quasi impossibile dormire da quando l’insegna campeggia sul palazzo. «Pensavo fossero un fulmine o le sirene della polizia», ha raccontato alla Cbs Patricia Wallinga, ricordandone l’accensione. «È anche un pericolo per la circolazione stradale». L’avvocato George Wolf ha invece spiegato come la nuova insegna rientri nel modus operandi di Elon Musk: «Rompe le cose e poi le sistema».
— Christopher J. Beale (@realchrisjbeale) July 29, 2023
Intanto Twitter ha definitivamente cambiato logo e simbolo anche sugli store online. Lo storico uccellino blu ha infatti abbandonato dal 31 luglio anche le pagine per il download dei device iOS e Android. La X nera troneggia anche all’apertura della piattaforma e accanto agli account di Elon Musk e della nuova Ceo Linda Yaccarino. Per un breve periodo, inoltre, il pulsante “Twitta” è diventato “Pubblica”, preannunciando nuovi e ulteriori cambiamenti in vista. Fra questi anche l’interfaccia solo con livrea scura per tutti, secondo Musk più adatta alla navigazione online.
È finito in carcere e dovrà rispondere di atti persecutori un 69enne che avrebbe chiamato ripetutamente e pedinato una donna conosciuta per caso in un locale. Continua a leggere