George Clooney smentisce di voler vendere la sua villa a Como

Si è di recente parlato della possibilità che George Clooney vendesse Villa Oleandra, la sua grande e lussuosa magione affacciata sul lago di Como. A riportare la notizia in anteprima era stato Page Six, noto magazine di gossip statunitense celebre per le sue esclusive. Ma cosa c’è di vero a riguardo? Proprio nulla, perlomeno stando alle dichiarazioni del padrone di casa.

George Clooney smentisce di voler vendere la sua villa sul lago di Como

Villa Oleandra, dunque, non è in vendita, almeno per il momento. A confermarlo è stato George Clooney in persona ai microfoni di AP Entertainment in occasione dell’evento di gala The Albies, organizzato dalla Clooney Foundation For Justice. In questa cornice, raggiunto dai cronisti, Clooney ha così risposto alle voci circolate online, mettendo le cose in chiaro con un pizzico di ironia: «Sto vendendo la mia casa per 107 milioni di dollari? Wow. Ma non è vero. Ogni volta è così: non c’è un frammento di verità». Gli ha fatto eco la moglie Amal, che ha spiegato come, dopo l’uscita della notizia, fossero stati in tantissimi ad averla raggiunta per dei chiarimenti: «Erano davvero sconvolti da questa ipotesi. Ma non è vero quello che è stato scritto».

Un colpo di fulmine tra l’attore e Villa Oleandra

L’indiscrezione, rivelatasi nient’altro che una fake news, era stata data per certa anche dal titolare dall’agenzia immobiliare Engels & Völkers Yasemin Baysal. Ma evidentemente Clooney è fin troppo affezionato alla sua residenza vacanziera per poterle dire addio. Leggenda vuole che nel 2002 la moto dell’attore lo abbandonò proprio di fronte al cancello della villa (ai tempi di proprietà della famiglia Heinz), un caso del destino che avrebbe subito fatto innamorare Clooney di quel posto così affascinante. Appena un anno dopo Villa Oleandra avrebbe così cambiato proprietario, per la cifra astronomica di 10 milioni di dollari. Il resto è storia.

Raoul Bova a Belve: «Io omosessuale? Ho sempre smentito, e non mi comporto da sex symbol»

C’è stato un momento, coinciso con la fine del suo matrimonio, in cui girava voce che Raoul Bova in realtà fosse omosessuale. L’interprete di Don Massimo in Don Matteo ha sempre smentito i rumor circolati, e in occasione dell’intervista Belve andata in onda martedì 3 ottobre 2023 ha ulteriormente avuto occasione di fare chiarezza nel merito della questione.

Raoul Bova a Belve: «Io omosessuale? Ho sempre smentito»

Tutto nasce, come anticipato, dalla separazione dall’ex moglie Chiara Giordano. I due si sono sposati nel 2000 e hanno avuto due figli, ma nel 2013 hanno deciso di divorziare. Tanto era bastato per scatenare voci e curiosità riguardo l’orientamento sessuale dell’attore romano, che già in passato aveva avuto occasione di negare tutto in varie interviste. La posizione di Bova non è comunque cambiata di una virgola: «Diciamo che in quel periodo non si ha la lucidità per dire sempre delle cose esatte. Ho semplicemente smentito quello che si diceva su di me. Perché si dicevano queste cose? Non lo so. Molti parlano di questo lato un po’ così, però vabbè ognuno la pensa come vuole». Al di là dei gossip spiccioli, la separazione da Giordano aveva scatenato anche altri tipi di reazioni, come quella dell’ex suocera Annamaria Bernardini de Pace che aveva parlato di Bova nei termini di un «genero degenero». Parole, quella della celebre avvocatessa, che però non sembrano aver scalfito più di tanto il diretto interessato, che ha così commentato: «Sono cose che fanno le persone che hanno un grosso dolore. Cercano di sfogare con la rabbia attraverso qualsiasi mezzo per danneggiare l’altro, pensando che il dolore poi si attenui. Ma penso che alla fine sia un boomerang, il dolore torna indietro».

Il rapporto con Rocío Muñoz Morales e il ruolo da sex symbol

L’intervista è stata anche un’occasione per parlare della sua attuale compagna, la modella spagnola Rocío Muñoz Morales:«Abbiamo superato a volte lo scetticismo sulla nostra storia, a volte qualche attacco, e devo dire che siamo andati avanti bene e credendo in noi stessi». Ma anche del suo ruolo da sex symbol, che però Bova in qualche modo ha sempre rifiutato: «Evito di creare situazioni che possono diventare ambigue. Non ci provo, ma neanche do l’opportunità di provarci ad alcune persone. Con amiche o conoscenti non cerco mai di creare una situazione ambigua».

Netflix, in arrivo nuovi aumenti per colpa dello sciopero degli attori

Netflix programma nuovi aumenti ai prezzi del suo abbonamento. Secondo un nuovo rapporto del Wall Street Journal, lo streamer è pronto a rivedere il costo dei piani Standard e Premium nel prossimo futuro per reagire allo sciopero degli attori di Hollywood. Rimarrà invariato il costo della versione con gli spot pubblicitari, sottoscrivibile in Italia per 5,49 euro al mese. A seguito dell’accordo già siglato con gli sceneggiatori, che verosimilmente ricalcherà quanto avverrà con gli interpreti, la società californiana e gli altri produttori hanno infatti concesso stipendi maggiorati, miglioramenti dei benefit e tutele ai lavoratori, incrementando così le spese. È dunque lecito immaginare, come ha sottolineato anche Collider, che le maggiori uscite possano giustificare l’incremento delle tariffe. Netflix non sarà la sola ad aumentare i prezzi delle sottoscrizioni. A settembre anche Amazon ha preannunciato rincari per Prime Video, mentre Disney+ si prepara a bloccare la condivisione delle password.

Si partirà da Usa e Canada, ma non sono noti data e cifra degli aumenti. Così Netflix vuole rispondere allo sciopero degli attori a Hollywood.
Il quartier generale di Netflix in California (Getty Images).

Netflix prepara nuovi aumenti: in arrivo dopo la fine dello sciopero a Hollywood

Come già fatto diverse volte in passato, Netflix sembra intenzionata ad avviare l’iniziativa negli Stati Uniti e in Canada prima di espanderla a livello globale. La tempistica precisa non è ancora nota, ma l’idea sarebbe quella di annunciare le nuove tariffe qualche mese dopo la fine dello sciopero degli attori. Un evento che, stando ai media americani, è atteso entro la fine di ottobre, sfruttando anche il recente accordo ottenuto dal sindacato degli sceneggiatori Writers Guild. Difficile prevedere a quanto ammonteranno gli aumenti, la cui cifra non è ancora stata resa nota, ma è possibile fare alcune congetture guardando ai recenti rincari. A marzo 2022, negli States Netflix ha infatti aggiunto un surplus pari a circa il 10 per cento per ogni tariffa, portando il costo del piano Standard da 13,99 a 15,49 dollari e del Premium da 17,99 a 19,99 dollari mensili.

Si partirà da Usa e Canada, ma non sono noti data e cifra degli aumenti. Così Netflix vuole rispondere allo sciopero degli attori a Hollywood.
Gli attori in sciopero con il logo di Netflix alle spale (Getty Images).

Quanto ai costi in Italia, Netflix prevede un pagamento di 5,49 euro per la versione Standard con pubblicità. A differenza degli Usa, dove è stato eliminato a marzo 2022, è ancora presente il piano Basic, che al costo di 7,99 euro al mese consente di guardare i contenuti su un solo dispositivo. L’abbonamento Standard senza pubblicità costa 12,99 euro mensili e permette di vedere e scaricare film e serie tivù su due device in Full HD. Con 17,99 si può sottoscrivere il Premium per vedere Netflix su quattro dispositivi in Ultra HD 4K e Audio spaziale. Dopo il blocco della condivisione delle password, occorre pagare altri 4,99 euro per aggiungere un utente estraneo al nucleo familiare. Se gli aumenti in programma dovessero aggirarsi attorno al 10 per cento come in passato, è probabile che i costi in Italia arrivino a 14,49 euro e 19,99 euro rispettivamente per Standard e Premium.

Tutte le prossime mosse di Amazon Prime Video e Disney+

L’annuncio di Netflix si inserisce in un momento di forti cambiamenti nelle tariffe delle piattaforme online. Amazon ha infatti previsto – dall’1 gennaio negli Usa ed entro il 2024 in Europa – l’inserimento delle pubblicità nell’attuale piano di abbonamento Prime Video, che in Italia ha il costo di 49,99 euro annuali o 4,99 mensili. Chi volesse continuare a guardare i contenuti senza gli spot, dovrà pagare un surplus di due o tre dollari al mese. Arriverà invece l’1 novembre 2023 la versione con pubblicità di Disney+, che costerà 5,99 euro invece dei tradizionali 8,99. Tutti i clienti con un abbonamento attivo potranno mantenere la tariffa attuale, che sarà rinominata Premium, oppure scegliere di passare al Piano Standard. In parallelo, partendo dal Canada, arriva anche un giro di vite sulla condivisione delle password. In caso di violazione scatterà la chiusura del profilo.

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Massimiliano Pani: età, biografia e carriera del compositore e produttore discografico

Massimiliano Pani, nato a Milano il 18 aprile 1963, è un compositore, arrangiatore e produttore discografico. Nella sua carriera ha firmato diverse sigle Mediaset ma anche musiche per film e fiction tv.

Massimiliano Pani: biografia e carriera

Il discografico è figlio della celebre cantante Mina e del suo primo compagno, Corrado Pani. Ha esordito come autore di due brani (Sensazioni e Il vento) all’età di 16 anni con Valentino Alfano, inclusi nell’album di Mina Attila (1979). Ha iniziato a lavorare stabilmente con la madre dal 1980 per l’album Kyrie come strumentista, alle tastiere, e come arrangiatore. I suoi maestri sono stati Mario Robbiani e Celso Valli. Oltre che con la madre, Pani ha collaborato con diversi artisti tra cui Adriano Celentano, Ivano Fossati, Fabrizio De André, Renato Zero, ma anche jazzisti come Toots Thielemans, Franco Ambrosetti, Brian Auger, Danilo Rea, Massimo Moriconi, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Alfredo Golino, Gabriele Comeglio, Antonio Faraò e Ugo Bongianni.

Massimiliano Pani, tra la carriera e la vita privata
Mina, Corrado Pani e il piccolo Massimiliano Pani (Facebook).

Ha scritto più di 15 canzoni insieme al paroliere Giorgio Calabrese e, in qualità di compositore di colonne sonore e sigle, ha lavorato e lavora per Mediaset, Rai, Medusa e Aran Endemol. Ha inoltre composto e prodotto musica per spot pubblicitari di, tra gli altri, Barilla, Wind Telecomunicazioni, Fisherman’s Friends, Fiat, Scavolini, Unicredit, Tassoni, Smart, Whiskey Jameson e TIM. Da più di 20 anni si occupa anche di marketing, distribuzione e comunicazione in relazione ai dischi di Mina per l’etichetta di famiglia PDU che dirige.

Massimiliano Pani: la vita privata

Il produttore discografico si è sposato due volte. La prima moglie è stata Ulrike Fellrath, dalla quale ha avuto il suo primo figlio Axel. La seconda è Milena Martelli, dalla quale ha avuto il secondo figlio Edoardo, nato nel 2004. Axel Pani è laureato in Economia e collabora con la nonna Mina scrivendo musica e testi di canzoni, e dal 2018 è anche padre. Edoardo, invece, studia Scienze politiche all’Università Sciences Po in Francia e si è diplomato nel 2022 in sassofono contralto alla Trinity Music School di Londra.

Carmen Russo: età, marito, figlia e carriera della ballerina e attrice

Carmen Russo, nome d’arte di Carmela Carolina Fernanda Russo, è nata a Genova il 3 ottobre 1959 ed è una ballerina, showgirl e attrice. Oltre ad aver partecipato a Miss Italia, negli Anni 80 è comparsa in diverse commedie, horror e polizieschi.

Carmen Russo: biografia e carriera

Appassionata fin da piccola di danza classica, ha cominciato la sua carriera come modella negli Anni 70. Dal 1974-1975 ha iniziato a lavorare in diverse produzioni cinematografiche, ottenendo grande visibilità negli Anni 80 con commedie sexy all’italiana come Mia moglie torna a scuola, di Giuliano Carnimeo (1981), Giovani, belle… probabilmente ricche, di Michele Massimo Tarantini (1982) e Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento di Nando Cicero (1983). In questo periodo ha cominciato a lavorare a teatro ed è proprio qui che ha incontrato il suo attuale marito, Enzo Paolo Turchi. Sempre negli Anni 80 ha affiancato Raimondo Vianello come spalla nella trasmissione Stasera niente di nuovo del 1981, prendendo parte anche a Colosseum su Rai 1 nell’estate 1983. L’anno seguente è entrata nel cast del fortunato Drive In, mentre dal 1985 ha partecipato alla seconda edizione di Risatissima condotto da Lino Banfi, e al varietà Grand Hotel.

Carmen Russo, tra la carriera e la vita privata
Enzo Paolo Turchi e Carmen Russo nel 2008 (Getty Images).

Negli Anni 90 ha partecipato all’edizione del 1990-1991 di Domenica In, condotta da Gigi Sabani, andando poi in Spagna e lavorando per Telecinco, la tv iberica del gruppo Fininvest. Nel 1994 ha registrato con Ric e Augusto Martelli due stagioni del programma sexy Notte italiana. La showgirl è tornata in Rai nell’estate 1995 con il varietà Stelle sull’acqua trasmesso su Rai 1. Negli anni successivi è apparsa come ospite in varie trasmissioni televisive, spesso assieme al marito Enzo Paolo Turchi, ed è tornata alla conduzione di un programma italiano nel 2003 su Rai 2 con la puntata pilota di Stupido Hotel, un varietà comico. Nello stesso anno è stata anche concorrente della prima edizione dell’Isola dei Famosi, vincendo nel 2006 l’edizione spagnola. Dal 2006 al 2008 è stata una delle protagoniste di Buona Domenica, su Canale 5, mentre nel 2012 è ritornata come concorrente nella nuova edizione dell’Isola dei famosi. Nel mese di ottobre del 2017 ha partecipato come concorrente alla seconda edizione del reality show Grande Fratello VIP, condotto da Ilary Blasi, ritornando nella casa più spiata d’Italia nell’edizione del 2021.

Carmen Russo: la vita privata

La ballerina e attrice è sposata dal 1987 con il ballerino e coreografo Enzo Paolo Turchi. Nel 2013 è nata la loro figlia Maria tramite fecondazione assistita.

Idris Elba ha rivelato di essere in terapia per combattere la dipendenza dal lavoro

Ospite del podcast Changes with Annie Macmanus, Idris Elba ha affermato di essere un workaholic, rivelando di essere in terapia da circa un anno per affrontare le sue «abitudini malsane». L’attore britannico ha detto che il mondo della recitazione premia chi, a causa del lavoro sul set, è disposto a non vedere i propri cari per diversi mesi, sottolineando però di non essere disposto «a creare una nuova famiglia per poi lasciarla»

L'attore e dj britannico Idris Elba ha rivelato di essere in terapia per combattere la dipendenza dal lavoro.
Idris Elba, star di Luther (Getty Images).

Non solo attore di successo: è anche dj

«Niente di troppo estremo è buono. Tutto ha bisogno di equilibrio», ha continuato Elba, scherzando poi sul fatto che, al momento, ciò che lo rilassa maggiormente finisce per diventare un lavoro. Chiudersi nel suo studio a casa, ha detto, gli regala più relax che stare «seduto sul divano a guardare la tv con la famiglia». Il riferimento è alla carriera musicale che da tempo porta avanti parallelamente a quella di attore. Elba, infatti, nelle vesti di dj (nome d’arte Big Driis) è arrivato a esibirsi a Glastonbury e al Coachella.

L'attore e dj britannico Idris Elba ha rivelato di essere in terapia per combattere la dipendenza dal lavoro.
L’attore inglese Idris Elba (Getty Images).

I tanti impegni di un artista poliedrico

Candidato sei volte al Golden Globe, Elba nel 2012 si è aggiudicato il premio nel 2012 di Miglior attore in una mini-serie o film per la televisione con Luther. Nel 2016 ha inoltre vinto lo Screen Actors Guild Award come miglior attore non protagonista per il film Beasts of No Nation. Ancora prima, nella serie televisiva The Wire, aveva interpretato il personaggio di Russell “Stringer” Bell. Nel corso della carriera si è anche cimentato come regista, dirigendo nel 2018 il lungometraggio Yardie. E pure come produttore, creando lo show televisivo In the Long Run, ispirato alla sua infanzia vissuta nella Londra degli Anni 80.

Gomorra e Romanzo Criminale, Sky annuncia le serie prequel

Gomorra e Romanzo Criminale stanno per tornare. Sky e Cattleya hanno infatti annunciato a Roma, durante il suo evento per celebrare il proprio ventennale, i prequel delle serie italiane più apprezzate anche all’estero. La trama e soprattutto il cast sono ancora avvolti nel mistero, ma è già certo il ritorno di alcuni protagonisti delle narrazioni originali. «Siamo pronti per annunciare i nuovi progetti», ha spiegato al Museo Nazionale Romano il produttore Nils Hartmann. «È una chiamata alle armi, abbiamo il materiale giusto e siamo già in fase attiva di scrittura». Ancora non è chiaro quando sbarcheranno in televisione e on demand, ma non è escluso un potenziale rilascio già entro la fine del 2024.

Sky e Cattleya hanno annunciato i prequel di Gomorra e Romanzo Criminale. Racconteranno le origini di alcuni dei personaggi principali.
Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo Criminale (Imagoeconomica).

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Gomorra, la serie prequel racconterà le origini di Pietro Savastano

Al quinto posto nella classifica delle serie non americane più importanti del decennio 2010-20 stilata dal New York Times. Tradotta ed esportata in 190 Paesi del mondo. Gomorra, adattamento del romanzo di Roberto Saviano, è la produzione italiana più amata all’estero. A quasi tre anni dalla conclusione delle avventure di Genny Savastano e Ciro Di Marzio, si tornerà di nuovo a Secondigliano e Scampia per scoprire le origini di Pietro Savastano. Ancora ignoto l’attore che interpreterà il boss che nella serie originale ebbe il volto di Fortunato Cerlino. La trama, ancora priva di dettagli, narrerà la sua vita partendo dall’adolescenza, quando era solo un ragazzo di strada, fino all’età adulta, che lo vide sorgere come uno dei nomi più pericolosi della Camorra. «È come entrare nella vecchia casa che ti mancava», ha detto Maddalena Ravagli, che tornerà alla sceneggiatura con Leonardo Fasoli. «Daremo corpo a quanto solo abbozzato prima».

«Il nostro focus sarà il 1977», ha proseguito Ravagli. «Racconteremo quell’alito di rivoluzione cha sempre ha permeato i personaggi di Gomorra. Alla base ci sarà una sola domanda: Come si diventa così?». La serie prequel si comporrà pertanto di cadute e risalite, ferite e incidenti che porteranno i protagonisti sempre più nel profondo dell’attività mafiosa. Fornendo così l’opportunità di capire come Secondigliano sia diventata il più «grande supermercato della droga in Europa».

Romanzo Criminale, indietro nel tempo per l’ascesa della Banda della Magliana

Ritorno alle origini anche per Romanzo Criminale, sviluppatosi in due stagioni fra il 2008 e il 2010 come adattamento del libro di Giancarlo De Cataldo. Difficile il ritorno dei protagonisti Edoardo Pesce, Francesco Montanari e Marco Bocci, dato che la storia dovrebbe svilupparsi qualche anno prima rispetto alla prima puntata della stagione iniziale. «Ci concentreremo sui fatti che avvengono in un periodo di poco precedente all’inizio del mio romanzo», ha detto De Cataldo. «Andremo a fondo nella psicologia dei personaggi, con una penetrazione del mondo basso nell’alto». La narrazione dunque racconterà gli sviluppi nella capitale degli Anni 70 che anticiparono l’ascesa della Banda della Magliana.

Pupi Avati: «Il cinema italiano si sta riprendendo»

«Ho la sensazione che il cinema italiano si stia riprendendo in modo straordinario per qualità e ambizione, c’è una nuova generazione di autori straordinari, ahimè, li invidio e li odio». Lo ha detto con un sorriso Pupi Avati nel panel di cui è stato protagonista con Michela Andreozzi e Walter Veltroni, Quali Storie Per Il Cinema Italiano?, che ha aperto la seconda giornata di Sky 20 anni, evento organizzato dalla piattaforma digitale satellitare in occasione del proprio ventennale. L’iniziativa, dal 2 ottobre 2023 al 4 ottobre 2023 al museo nazionale romano nelle terme di Diocleziano di Roma, comprende panel dedicati all’attualità, al cinema, alle serie tv, all’intrattenimento, allo sport e all’impegno sociale con ospiti nazionali e internazionali.

«Dimensione qualitative a autoriale forte»

«Dopo alcuni decenni di commediole molto ripiegate su stesse con una panchina molto corta», ha aggiunto il cineasta, «penso il cinema italiano sia tornato ad avere una dimensione qualitativa e autoriale molto forte». «Nel dopoguerra», ha osservato Walter Veltroni, «il cinema italiano ha fatto leggenda con il neorealismo, poi si passò alla commedia all’italiana e una parte della critica pensò fosse un tradimento mentre era una prosecuzione del neorealismo con altri mezzi. Entrambi volevano portare il maggior numero possibile di significati al maggior pubblico possibile. Il cinema non si fa per gli addetti ai lavori o una parrocchietta ma per il pubblico anche con l’ambizione di portarlo a fare un passo più avanti». Rispetto ai temi che si trattano, «c’è anche un giovane cinema italiano che sa raccontare molto bene la precarietà dell’esistenza».

Avati annuncia di voler fare un film in bianco e nero

Per Avati, che ha annunciato di voler fare un film in bianco e nero, non si dovrebbe pensare «a piacere solo a quell’amichetteria che determina ciò che si vede. C’è ad esempio una specie di diffidenza verso il genere, io invece li rivendico». Fare film di genere «mantenendo la propria identità vuole dire fare un prodotto interessante che arriva a un pubblico più vasto». Michela Andreozzi ha sottolineato che «il cinema bisogna prenderlo come una responsabilità, non è uno strumento per cambiare la società ma abbiamo la responsabilità di quello che facciamo rispetto alla società».

Zecchino d’oro 2023, tra gli autori anche Loredana Bertè

Tra i 35 autori che hanno firmato le tracce delle 14 canzoni in gara, per l’edizione 2023 dello Zecchino d’Oro presentata lunedì 2 ottobre 2023 negli studi Sony di Milano, ci sono esperti di brani per bambini ma anche grande artisti come Loredana Bertè e Max Gazzè. A interpretarle, come sempre dal vivo, saranno 17 giovanissimi tra i cinque e i 10 anni, accompagnati dal Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni.

Il direttore artistico sarà Carlo Conti 

Lo Zecchino d’oro 2023 sarà trasmesso in diretta dall’1 al 3 dicembre 2023 su Rai 1, sotto la direzione artistica di Carlo Conti che condurrà la serata finale. «Una grande soddisfazione vedere che tanti autori che portano canzoni in altri festival le hanno presentate allo Zecchino», ha detto Conti ribadendo di essere molto felice di continuare il suo impegno con questa manifestazione canora iniziato nel 2017 dopo il suo ultimo Festival di Sanremo, di cui ha escluso di tornare ad occuparsi.

Il brano della Bertè parlerà di bambini incollati al pc e che navigano in rete

Ad anticipare l’edizione 2023, l’album Zecchino d’oro 66esima edizione, disponibile dal 2 ottobre in digitale e su tutte le piattaforme streaming, con canzoni che si rivolgono ai più piccoli e che tramite il linguaggio dell’infanzia hanno trattato temi che coinvolgono tutti, dalle questioni ambientali all’importanza di abbattere muri e confini. «La mia l’ho scritta a metà Anni 90 e dopo 30 anni è quanto mai attuale perché parla di bambini incollati al pc e che navigano in rete», ha detto in collegamento telefonico con l’Ansa Loredana Bertè, il cui testo si intitolerà Rosso. La community dello spettacolo, inoltre, si è allargata con il canale ufficiale TikTok avviato in collaborazione con Magneto, la TikTok Agency del gruppo di comunicazione integrata Next14.

Raoul Bova: età, fidanzata, film e fiction dell’attore

Raoul Bova, nato a Roma il 14 agosto 1971, è un attore, regista ed ex nuotatore. Ha vinto un Nastro d’Argento speciale nel 2009 per il film Sbirri di Roberto Burchielli e un Globo d’Oro nel 2007 come miglior attore in Io, l’altro di Mohsen Melliti.

Raoul Bova: biografia e carriera

La sua carriera televisiva è iniziata nel 1991 come aiutante nel programma Scommettiamo che…?, esordendo al cinema in Mutande pazze di Roberto d’Agostino. Il successo dell’attore è arrivato nel 1993 con il film di Carlo Vanzina Piccolo grande amore. Nel 1996 è stato protagonista del cult poliziesco diretto da Claudio Fragasso Palermo Milano solo andata, raggiungendo la popolarità nazionale e internazionale con il film La lupa di Gabriele Lavia. Altro importante ruolo di Bova è stato nella fiction La piovra 7 – Indagine sulla morte del commissario Cattani di Luigi Perelli e in Ultimo – La sfida di Michele Soavi. Nel 2002 ha iniziato a lavorare anche all’estero, prima nel film Avenging Angelo, con Sylvester Stallone, e poi in Sotto il sole della Toscana di Audrey Wells con Diane Lane. Nel 2007 ha recitato con Michael Keaton nel telefilm The Company, trionfando poi con il film Io, l’altro per la regia di Mohsen Melliti. Nell’autunno dello stesso anno è tornato al cinema con il sequel di Claudio Fragasso Milano Palermo – Il ritorno, mentre nel gennaio 2008 è uscito il film campione d’incassi Scusa ma ti chiamo amore per la regia di Federico Moccia. Nello stesso anno ha anche preso parte al film diretto da Giuseppe Tornatore Baarìa.

Raoul Bova, tra carriera e vita privata
Raoul Bova e Rocio Munoz Morales alla Mostra del Cinema di Venezian nel 2022 (Getty Images).

Nella sua carriera ha recitato in altre serie tv e fiction come Karol – Un uomo diventato papa, regia di Giacomo Battiato (2005), Intelligence – Servizi & segreti, regia di Alexis Sweet (2009), Come un delfino, regia di Stefano Reali e Raoul Bova (2011-2013), Angeli – Una storia d’amore, regia di Stefano Reali (2014), I Medici – Lorenzo il Magnifico, regia di Sergio Mimica-Gezzan (2018) e Buongiorno, mamma!, regia di Giulio Manfredonia e Alexis Sweet (2021-2023). Al cinema invece, ha recitato in film come: Scusa ma ti voglio sposare, regia di Federico Moccia (2010), La nostra vita, regia di Daniele Luchetti (2010), Immaturi, regia di Paolo Genovese (2011), Immaturi – Il viaggio, regia di Paolo Genovese (2012) e Torno indietro e cambio vita, regia di Carlo Vanzina (2015).

Raoul Bova: la vita privata

Nel 2000 ha sposato la veterinaria Chiara Giordano. La coppia ha avuto due figli: Alessandro Leon (2000) e Francesco (2001). Nel 2013 i due si sono separati e nello stesso anno l’attore ha iniziato una relazione con l’attrice, showgirl e modella spagnolaRocío Muñoz Morales, conosciuta sul set del film Immaturi – Il viaggio. Il 2 dicembre 2015 a Roma è nata la loro prima figlia, Luna, e il 1º novembre 2018 è nata la loro seconda figlia Alma.

Ariadna Romero: età, biografia e carriera della modella e attrice

Ariadna Romero, nata a Fomento (Cuba) il 19 settembre 1986, è una modella, showgirl e attrice cubana naturalizzata italiana. È famosa per essere stata protagonista di campagne pubblicitarie come quella di Vecchia Romagna e Sammontana, entrambe nel 2010.

Ariadna Romero: biografia e carriera

L’attrice e showgirl è arrivata in Italia nel 2009 dopo un servizio fotografico svolto a Cuba. Nel 2009-2010 è stata una delle schedine di Simona Ventura nel programma domenicale di Rai 2 Quelli che il calcio. Dal 2009 al 2013 è stata anche conduttrice del programma Jukebox su Milan Channel. Nel dicembre 2011 ha esordito sul grande schermo nel film Finalmente la felicitàper la regia di Leonardo Pieraccioni.

Ariadna Romero, tra la carriera e la vita privata
Ariadna Romero e Julio Iglesias Junior (Instagram).

Nel 2012 ha partecipato al programma di Rai 1 Ballando con le stelle, mentre l’anno seguente è stata una concorrente di Pechino Express insieme a Francesca Fioretti, arrivando al secondo posto. Nel 2015 ha condotto, assieme a Fabio Tavelli, Studio EuroBasket su Sky Sport, in occasione degli europei di basket. Nella primavera 2019 è approdata a Mediaset, diventando una dei naufraghi del reality L’isola dei famosi condotto da Alessia Marcuzzi su Canale 5. Alcuni anni prima, nel 2017, aveva recitato anche nei film Ovunque tu sarai, regia di Roberto Capucci (2017) e The Broken Key, regia di Louis Nero (2017).

Ariadna Romero: vita privata

Il 20 dicembre 2012 si è sposata con il cestista Lorenzo Gergati con rito civile, mentre il rito cattolico è stato celebrato il 7 luglio 2013 a Cuba. In seguito alla separazione tra i due, l’attrice ha intrapreso una relazione con Pierpaolo Pretelli, modello ed ex velino di Striscia la notizia, da cui nel luglio 2017 ha avuto un figlio, Leonardo. Attualmente ha una relazione con Julio Iglesias Junior, figlio del noto cantante.

Peppa Pig, Orlando Bloom e Katy Perry nello speciale per i 20 anni

Orlando Bloom e Katy Perry saranno nel cast di Peppa Pig Wedding Party Special, episodio che celebrerà i 20 anni della serie animata. Atteso per la primavera 2024, si comporrà di tre parti che racconteranno tutti i preparativi per il primo matrimonio nella storia dello show Hasbro Entertainment. Convoleranno a nozze infatti il signor Bull e la signora Cow, che daranno vita a una cerimonia cui parteciperanno i protagonisti principali e alcune new entry. Bloom doppierà Mr. Raccoon, un gioielliere che assisterà Ms. Leopard, con la voce della popstar, durante i preparativi. Come ha riportato Deadline, sebbene annunciati durante lo sciopero del sindacato Sag-Aftra degli attori, gli accordi risalgono a un periodo antecedente.

Peppa Pig, cosa sappiamo sullo speciale per i 20 anni

«Orlando Bloom è un padre, un papà e un filantropo straordinario», ha spiegato in una nota Olivier Dumont, presidente di eOne’s Family Brands proprietaria dei diritti. «Siamo orgogliosi di averlo nel cast di Peppa Pig per festeggiare con i fan i 20 anni della serie». L’account ufficiale dello show ha già pubblicato in anteprima le immagini del suo Mr. Raccoon e di Ms. Leopard, personaggio doppiato da Katy Perry. «Siamo entusiasti di vantare una figura importante, perfetta per questo ruolo». Dumont ha poi annunciato ulteriori eventi che, assieme alla puntata speciale, commemoreranno l’uscita della serie, sbarcata in televisione nel maggio del 2004 grazie a un’idea di Neville Astley e Mark Baker.

Orlando Bloom e la compagna Katy Perry doppieranno due nuovi personaggi in Peppa Pig Wedding Special. La puntata uscirà in primavera 2024.
I protagonisti della serie animata (Peppa Pig, Facebook).

Per Katy Perry non sarà la prima incursione in una serie animata di successo. La popstar americana infatti aveva già preso parte a I Simpson, doppiando il ruolo di una fidanzata di Boe. Nel 2011 aveva poi prestato la sua voce a Puffetta nel film I Puffi con Neil Patrick Harris. Negli Usa, Peppa Pig va in onda su Nickelodeon e Paramount+, mentre in Italia lo show ha cambiato rete in varie occasioni. Dopo le prime due stagioni, Nickelodeon ha ceduto le altre cinque a Rai YoYo e al canale Disney Junior. Ottimo anche il riscontro sulle piattaforme social, tanto che su YouTube il canale ufficiale della serie conta oltre 32 milioni di iscritti. Diversi video, anche in italiano, hanno abbondantemente superato il milione di visualizzazioni.

Lorenza Cingoli: morta a 58 anni l’autrice della Melevisione e L’albero azzurro

«Autrice brillante, persona vivace e compagna di lavoro di grande professionalità» ricordandone «l’entusiasmo e la dedizione alla scrittura di racconti, libri e programmi dedicati ai più piccoli». In un comunicato Rai Kids e tutta la comunità della tv per ragazzi italiana piange la scomparsa della 58enne. Lorenza Cingoli, autrice de L’Albero Azzurro e la Melevisione aveva lavorato anche con Dario Fo, come co-sceneggiatrice del lungometraggio Johan Padan alla descoverta de le Americhe. L’ultima creazione che la vedeva impegnata fino agli ultimi mesi è il programma Calzino, registrato dalla sede Rai di Torino che, come si legge dal comunicato, è stata la sua «casa, il luogo dell’impegno e del confronto, il luogo delle amicizie e delle collaborazioni. I suoi programmi continueranno per anni a divertire ed educare le nuove generazioni».

La carriera

Lorenza Cingoli era nata il 13 marzo 1965 ad Ancona, per quanto milanese d’adozione. Autrice del programma per i più piccoli L’albero azzurro dal 1996 al 2003, e della Melevisione dal 2004 al 2015, tra i suoi lavori resta l’ideazione del coniglio della Junior Tv. La collaborazione con Dario Fo risale invece al 1999. L’autrice contribuì anche al lungometraggio Berni e il giovane faraone, ambientato nelle sale del museo Egizio di Torino, insieme a Martina Forti.

Autrice e scrittrice

Oltre a essere la firma di diversi programmi per ragazzi, Lorenza Cingoli scrisse anche libri e racconti per giovani e giovanissimi, tra cui: Le più belle storie dell’Iliade, sempre con Martina Forti (Ed. Gribaudo), L’isola che non c’era e James e lo sguardo del gigante (Lapis). Nel 2020, in occasione dei 500 anni dalla morte di Raffaello, scrisse il romanzo Raffaello e lo scorpione lucente.

 

Tiziano Ferro e l’uscita del primo romanzo: «Sognavo uno scenario diverso»

«Questa è una settimana speciale per me: esce il mio primo romanzo. Sognavo uno scenario diverso per il giorno della sua nascita ma non importa. La valanga d’affetto che sto ricevendo è così potente da far rumore. E quello, adesso, è tutto ciò di cui ho bisogno. Vi voglio bene!». È lo sfogo del cantante Tiziano Ferro sui social, che torna a parlare del periodo che sta attraversando, dopo l’annuncio del recente divorzio dal marito Victor, proprio nei giorni in cui esce il suo romanzo La felicità al principio.

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«Non ho mai conosciuto la vera solitudine», ha aggiunto l’artista. «Pure qui, a decine di migliaia di chilometri da chi mi conosce davvero, ho sentito l’abbraccio potente che solo i veri amici sanno concederti». Ad accompagnare queste parole pubblicate in un post sui suoi profili, una foto che lo ritrae seduto in terra a leggere con, in testa, orecchiette da coniglio, probabile dono dei suoi due figli, per i quali in questo momento non può lasciare gli Stati Uniti e fare promozione in Italia per il libro, come già aveva spiegato nei giorni scorsi.

Vasco Rossi in tour negli stadi di Milano e Bari a giugno 2024

Vasco Rossi ha annunciato sui social cinque date del nuovo tour 2024. Il 7, 8, 11 e 12 giugno il cantante si esibirà allo stadio San Siro di Milano (attesissimo il ritorno dopo il 2019) e il 25 giugno al San Nicola di Bari. «Super notizia del giorno», ha scritto il Comandante su Facebook e Instagram, raccogliendo subito migliaia di like e centinaia di commenti e condivisioni. I biglietti per il Vasco Live 2024 saranno disponibili dal 4 ottobre alle 12.00 per il Blasco fan club, dal 5 ottobre alle 12.00 per gli utenti iscritti a My Live Nation mentre dal 6 ottobre dalle 13.00 ci sarà l’apertura delle vendite su Vivaticket, Ticketmaster e TicketOne.

Il Live Aid diventa un musical teatrale grazie a Bob Geldof

Il 13 luglio 1985, circa 1,5 miliardi di persone si piazzarono davanti alla televisione per guardare il Live Aid. A distanza di quasi 40 anni, il concerto per alleviare la carestia in Etiopia diventerà un musical teatrale. Lo ha annunciato dal palco dell’Old Vic Theatre di Londra Bob Geldof, organizzatore con Midge Ure dell’evento benefico che riunì, tra gli altri, artisti del calibro di Queen, U2, Phil Collins e Paul McCartney. «Non sarà un tributo», ha spiegato l’artista durante la conferenza di presentazione. «Sarà una storia d’amore ispirata agli eventi reali che si svilupperà grazie alle canzoni». Il debutto è previsto per il 26 gennaio 2024, con repliche fino al 30 marzo. Il 10 per cento del ricavato dai biglietti sarà devoluto in beneficenza al Band Aid Charitable Trust, fondo britannico che finanzia missioni umanitarie per combattere la fame e la crisi sanitaria in Africa.

Il concerto del 1985 Live Aid sarà un musical a teatro nel 2024. Fra gli organizzatori Bob Geldof: «Non un tributo, ma una storia d'amore».
Phil Collins sul palco del Live Aid nel 1985 (Getty Images).

Bob Geldof sul musical: «Spero che l’eredità del Live Aid sopravviva»

Stando alle anticipazioni riportate dalla Bbc, il musical si chiamerà Just For One Day, prendendo in prestito un versetto del brano Heroes di David Bowie, presente all’evento originale. Protagonista sarà proprio Bob Geldof, che sul palco avrà il volto di Craige Els, già apparso in alcune serie televisive tra cui Dottor Who. «Voglio essere schietto, è già abbastanza brutto essere me stesso», ha spiegato l’artista. «Vedere qualcun altro che finge di essere me è ancora peggio, ma lui (Els, ndr.) ha una voce straordinaria quindi va bene». Eccezion fatta per Geldof, nessun altro cantante del Live Aid comparirà in scena. «Non aspettatevi una persona vestita da Freddie Mercury che indossa dei baffi schifosi», ha raccontato schiettamente l’artista. «Daremo spazio a persone che racconteranno la loro vera esperienza di quel giorno».

Il concerto del 1985 Live Aid sarà un musical a teatro nel 2024. Fra gli organizzatori Bob Geldof: «Non un tributo, ma una storia d'amore».
Bob Geldof, organizzatore del Live Aid (Getty Images).

Principale organizzatore e promotore del musical sul Live Aid, Bob Geldof non ne è l’ideatore. Il progetto infatti è nato grazie a John O’Farrell, già autore dell’adattamento teatrale di Mrs. Doubtfire, celebre film con protagonista Robin Williams. Assieme a lui lavorerà Luke Sheppard, regista del musical & Juliet con musiche originali del cantautore svedese Max Martin. «Sono venuti da me convinti che avrei detto di no», ha proseguito Geldof. «Quando mi hanno mostrato cosa avevano in mente, sono però rimasto stupefatto». Oltre a raccogliere ancora fondi per aiutare i più bisognosi, l’obiettivo del musical è quello di perpetuare l’eredità del Live Aid anche fra le generazioni future. «Il punto non sono i soldi», ha concluso Geldof. «Ci sarà mai un altro ragazzo che penserà di realizzare qualcosa del genere? Io spero di sì».

Dai Queen a Paul McCartney, chi c’era fra Londra e Philadelphia

Il Live Aid del 1985 riunì sul palco di Wembley a Londra e JFK Stadium di Philadelphia i più grandi artisti della scena musicale mondiale. Oltre a quella dei Queen, giudicata dai più come la migliore dell’evento e fra le più coinvolgenti di sempre («Freddie rubò la scena a tutti», disse Elton John in un’intervista), durante il live britannico suonò un cast di star indimenticabile. David Bowie interpretò Heroes, lo stesso Elton John si esibì con I’m Still Standing e Rocket Man, mentre gli U2 cantarono Bad e Pride (In the Name of Love). Negli States invece ci furono Phil Collins, ma anche Bryan Adams, Bob Dylan con la sua Blowin’ in the Wind, Tina Turner e i Rolling Stones. Sul palco americano anche Madonna, i Duran Duran, Eric Clapton, i Black Sabbath e tanti altri. In chiusura, la band USA for Africa cantò We Are the World sotto la direzione di Lionel Richie.

Alexander McQueen, l’ultima sfilata di Sarah Burton alla Paris Fashion week

«La sfilata è dedicata alla memoria di Lee Alexander McQueen, il cui desiderio è stato sempre quello di dare potere alle donne e alla passione, al talento e alla lealtà del mio team». Queste alcune delle parole contenute in una lettera lasciata sui posti degli ospiti della presentazione, alla Parigi Fashion Week, della collezione di pret a porter per la primavera/estate 2024 della Alexander McQueen. Un messaggio di addio di Sarah Burton, direttore creativo della maison del gruppo Kering che lascia il suo ruolo dopo 13 anni. La commozione è stata forte quando la designer britannica è uscita a fine defilè e ha abbracciato alcune persone tra cui François-Henri Pinault, numero uno del gruppo Kering. «Questa collezione si ispira all’anatomia femminile, alla regina Elisabetta I, alla rosa rosso sangue e a Magdalena Abakanowicz, un’artista trasgressiva e fortemente creativa che ha rifiutato di compromettere la sua visione», ha precisato nella lettera d’addio la riservata stilista succeduta al fondatore della maison.

Sulla passerella le amiche che l’hanno accompagnata nella sua carriera

Per la sua ultima sfilata sono salite in passerella alcune delle supermodelle amiche che l’hanno accompagnata durante la sua carriera, da Kaia Gerber che ha aperto il defilè a Naomi Campbell che lo ha chiuso. Tra le due top, Vittoria Ceretti, Mariacarla Boscono e Adut Akech. La sfilata è stata un insieme di outfit che hanno riassunto gli stilemi della maison fondata dall’enfant terrible della moda britannico, morto suicida a 41 anni, nel 2010, ma vissuto il tempo necessario a lasciare un segno indelebile nella moda globale. Pennellate di ricami rosso sangue, rose rosse, colori cupi, sensualità sottolineata da corsetti-armatura che hanno celebrato lo stile dark della maison.

Fabrizio Corona: «Belen? Se non fossi andato in carcere De Martino non sarebbe esistito»

Fabrizio Corona torna a parlare della sua storica ex Belen Rodriguez durante l’intervista concessa a Domenica In l’1 ottobre 2023. Come è sua abitudine, il re dei paparazzi si è espresso senza filtri raccontando alla padrona di casa Mara Venier nuovi dettagli sul suo rapporto naufragato da anni con la showgirl argentina.

Fabrizio Corona su Belen: «Non sta bene»

«Anche Belen è molto fragile, in questo momento non sta bene. Io le voglio talmente bene che metà basta. Avrebbe bisogno di un aiuto ora. Ma non entriamo nelle sue cose», ha dichiarato senza però entrare più di tanto nel merito della questione. Corona ha dimostrato invece maggior trasparenza rispetto a ciò che aveva condotto, ai tempi, alla fine della loro chiacchierata relazione sentimentale.

Intervistato a Domenica In Fabrizio Corona ha parlato della sua ex Belen Rodriguez e di cosa sarebbe successo se non fosse stato arrestato.
Belen Rodriguez e Stefano De Martino (Instagram).

«Per me Belen può recuperare e riprendere le sue doti di artista. Oggi lei ha accettato i miei errori. E poi c’è da dire che anche lei mi ha lasciato di fronte a 13 anni di galera. E se io non fossi entrato in galera, forse De Martino non sarebbe mai nato, anzi mai esistito», ha affermato Corona che, con la sincerità che lo contraddistingue, ha poi precisato: «Se non fossi andato in carcere saremmo stati insieme. Per me poi iniziò un periodo assurdo, sapevo che avevo un conto alla rovescia, sapevo che mi condannavano. Ho fatto tutto, divertimento, rapporti di letto, lavoro. Tutto. Come mi sono lasciato con Belen? Di colpo non l’ho mai più vista. Poi a dicembre, lei era incinta, capitiamo sullo stesso volo. Mi guarda con la faccia triste: ha pianto tutto il volo. De Martino era a prenderla all’aeroporto, io sono andato via col mio autista e basta, più visti».

Mara Venier conferma le voci su Belen Rodriguez a Domenica In

Il riferimento alla soubrette argentina da parte di Corona ha offerto il gancio a Mara Venier per confermare l’indiscrezione di una sua imminente partecipazione al programma domenicale in veste di ospite. «Sai che doveva venire qui proprio oggi? Le voglio bene, so anche io chi è in profondità, ma comunque verrà prossimamente», ha spiegato la conduttrice.

Nicola Rignanese: età, biografia e carriera dell’attore

Nicola Rignanese, nato a Foggia il 6 dicembre 1965, è un attore e cabarettist italiano. Nel 1992 ha esordito in televisione nel programma Su la testa! e nel 1995 in Mai dire gol.

Nicola Rignanse: biografia e carriera

Rignanese si è diplomato alla Scuola di arte drammatica Paolo Grassi di Milano insieme ad Antonio Albanese, con sui si è anche esibito come cabarettista in diversi villaggi turistici. Dopo il diploma ha cominciato la sua carriera da attore di teatro, per poi recitare nel film tv Italia Germania 4-3 di Andrea Barzini e nella pellicola per il grande schermo Vesna va veloce di Carlo Mazzacurati. Insieme ad Antonio Albanese ha lavorato nei film Qualunquemente e Tutto tutto niente niente, diretti entrambi da Giulio Manfredonia. Al cinema è apparso anche in Marpiccolo di Alessandro Di Robilant (2009), Il paese delle spose infelici di Pippo Mezzapesa (2011) e La pecora nera di Ascanio Celestini, presentato alla Mostra di Venezia nel 2010. Nel 2014 è stato diretto ancora da Giulio Manfredonia in La nostra terra, ritornando sul grande schermo nel 2019 con il film di Alessandro Siani, Il giorno più bello del mondo.

Nicola Rignanese, tra carriera e vita privata
Nicola Rignanese (Facebook).

Nella sua carriera ha recitato anche in diverse serie tv e fiction come Padre Pio, regia di Alberto Rondalli (1997), Questo nostro amore, regia di Luca Ribuoli (2012 – in corso), Pietro Mennea – La freccia del Sud, regia di Ricky Tognazzi (2014), Le nozze di Laura, regia di Pupi Avati (2015), La mafia uccide solo d’estate, regia di Luca Ribuoli (2016), Il paradiso delle signore (2018-2019 e 2020-2021), Romulus (2020), Bang Bang Baby, regia di Michele Alhaique (2022) e The Good Mothers, regia di Julian Jarrold e Elisa Amoruso (2023).

Nicola Rignanese: la vita privata

Della vita privata dell’attore si sa poco. Nel 2020, in occasione di un furto ai suoi danni, aveva dichiarato: «Ad Arezzo ho solo una gioia ed è mia figlia, per il resto è una tragedia».

Chi è Sara Penelope Robin, attrice e tiktoker con milioni di visualizzazioni

Sara Penelope Robin, 32 anni, di Caivano, è un’attrice e tiktoker che conta quasi 270 mila follower, e 115 mila su Instagram. Nella bio si descrive ironicamente come «un’anima principesca in cerca di giustizia». Adesso sta spopolando anche su Twitter. A diventare virale su TikTok è stato un video girato mentre l’influencer fa il contouring, una diffusa tecnica di trucco mirata a valorizzare le linee del viso. «La mia anima, la parte femminile, si chiama Penelope. Il mio spirito, la parte maschile, si chiama Saverio, ma Penelope lo chiama Robin perché è raffinata e sostiene che il nome “Saverio” sia volgare. La terza parte, in realtà, non si chiama Sara. È la mente, è un computer, è un ricevitore di input che emette output. Sara è la mia identità integrale, è il nome che mi hanno dato i miei genitori e che mi rappresenta in tutte le mie persone», ha detto parlando del suo nome d’arte in un’intervista a La Stampa.

Spazia tra diversi temi, dalla politica alla vita quotidiana

Nel monologo in napoletano tenta di rappresentare quello che pensa davvero una donna mentre applica il correttore su occhiaie e imperfezioni della pelle. «Che fai non te lo metti il correttore aranciato? Si na femmn’ e merd’. Fino al giorno prima nun me ne futtev’ proprio, poi all’improvviso mi sono detta: cosa penserà di me Jennifer Lopez? Che song’ ‘na femmn’ e merd», dice nel video che ha raccolto oltre due milioni di visualizzazioni su TikTok. «Chi me l’ha mis ‘ncap?», aggiunge. Ma la 32enne è anche un’attrice e si destreggia tra recitazione, canto, chitarra classica e danza. Ha collaborato anche con i 99 Posse, con cui ha cantato in occasione del concerto all’Arena Flegrea. Ha partecipato anche a programmi televisivi, in Rai e su La7 con Propaganda Live. Nei suoi video tratta numerosi temi, dalla politica a spaccati di vita quotidiana. Sulla sua terra d’origine, Caivano, aveva detto ad aprile: «Caivano non è una realtà difficile, lo risulta solo perché c’è molta inettitudine di fondo. Nonostante io non rinneghi mai le mie radici e, quindi, i miei primi diciotto anni di vita, non posso essere ipocrita e non riconoscere che i problemi dell’hinterland napoletano provengono soprattutto da una mancanza di volontà. Tuttavia, c’è un fascino dietro il grigiore di questi posti, una malinconia che fa pendant con la pioggia, che può arrivare a essere quasi stimolante, d’ispirazione. Lo è stato per molti musicisti, colleghi attori e content creators, persino nello sport».

Antonio Albanese: età, biografia e carriera dell’attore

Antonio Albanese, nato a Olginate (Lombardia) il 10 ottobre 1964, è un attore, comico, cabarettista, imitatore e regista. Nel 2018 ha vinto un Nastro d’argento come miglior attore in un film commedia per Come un gatto in tangenziale, di Riccardo Milani, seguito nel 2023 da un altro Nastro d’argento sempre come miglior attore in un film commedia per Grazie ragazzi dello stesso regista.

Antonio Albanese: biografia e carriera

Albanese ha iniziato la sua carriera in alcune radio private della provincia di Lecco negli Anni 80, poi si è iscritto alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano conseguendo il diploma nel 1991. Poco dopo ha iniziato a esibirsi al Zelig di Milano come comico, ottenendo diversi consensi. Dopo questo esordio come attore di cabaret, ha partecipato nel 1992 al Maurizio Costanzo Show. In seguito è stato ospite fisso del varietà condotto da Paolo Rossi Su la testa! (1992), con i personaggi Alex Drastico ed Epifanio portati anche nella trasmissione della Gialappa’s Band Mai dire gol. Tra il 2004 e il 2005 ha partecipato a Mai dire Domenica e Mai dire Lunedì, ideati ancora una volta dalla Gialappa’s Band ma condotti dal Mago Forest. Ha esordito al cinema nel 1996 con il film Uomo d’acqua dolce, diretto da lui stesso. Nello stesso anno ha continuato a essere presente sul grande schermo con Vesna va veloce per la regia di Carlo Mazzacurati, e nel 1999 ha scritto, diretto e recitato nel film La fame e la sete. L’anno seguente ha girato con Fabrizio Bentivoglio La lingua del santo di Carlo Mazzacurati. Ma la sua consacrazione è giunta con il film di Pupi Avati La seconda notte di nozze.

Antonio Albanese, tra la carriera e la vita privata
Antonio Albanese con Maria Maddalena Gnudi alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2015 (Getty Images).

Nel 2007 ha recitato nel film di Silvio Soldini Giorni e nuvole, mentre due anni dopo è stato accanto a Kim Rossi Stuart in Questione di cuore. Nel 2011 è uscito nelle sale il suo film Qualunquemente, uno dei maggiori successi dell’anno al botteghino, seguito nel 2012 dal sequel Tutto tutto niente niente, entrambi di Giulio Manfredonia. Nel 2016 ha recitato accanto a Carlo Verdone nel film L’abbiamo fatta grossa, mentre nel 2017 è stato protagonista di Mamma o papà? e Come un gatto in tangenziale con Paola Cortellesi. Nel 2018, 16 anni dopo la sua ultima regia, è ritornato dietro la macchina da presa per dirigere il film Contromano e nel 2019 è stato distribuito nelle sale il suo film Cetto c’è, senzadubbiamente, che chiude la trilogia.

Antonio Albanese: la vita privata

Per quanto riguarda la sua vita privata, Antonio è legato sentimentalmente a Maria Maddalena Gnudi, donna lontana dal mondo dello spettacolo. I due si sono conosciuti dopo il divorzio di Albanese dalla moglie, che lo aveva reso padre della sua prima figlia Beatrice. Dall’unione tra Antonio e Maria Maddalena è nato, nel 2010, Leonardo.

Beyoncé come Taylor Swift: arriva il film-concerto sul tour

Con un’esibizione a Kansas City, è calato il sipario sul Renaissance World Tour di Beyoncé. Prima dei saluti finali, però, la popstar ha deliziato i suoi fan del Missouri e di tutto il mondo con un annuncio speciale. Ha svelato infatti il primo trailer di un film-concerto che racconterà la tournée mondiale dalla prima data di Stoccolma, in Svezia, fino alle ultime esibizioni americane. In prima linea ci sarà però il live di Houston, in Texas, sua città natale. «State attenti a cosa chiedete, perché potrei accontentarvi», ha postato Beyoncé su Instagram assieme alle prime immagini dell’evento. L’uscita è prevista per l’1 dicembre negli Usa, in Canada e in Messico, ma è già certo il suo arrivo in Europa in una data ancora da ufficializzare.

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Beyoncé, cosa sappiamo sul film-concerto e i numeri del tour

Come si legge nel comunicato ufficiale che accompagna il film-concerto, l’obiettivo è porre l’attenzione sul «duro lavoro, il coinvolgimento emotivo e la mente creativa di Beyoncé durante il tour». Distribuito da AMC Entertainment e Parkwood Entertainment, Renaissance World Tour replicherà «il santuario per la libertà e l’accettazione di sé» che l’artista ha creato durante i 12 mesi di esibizioni in tutto il mondo. Come riportano Deadline e Hollywood Reporter, Queen B ha cantato davanti a un pubblico di oltre 2,7 milioni di spettatori totali, incassando una cifra di poco superiore ai 460 milioni di dollari (circa 435 milioni di euro) in tutto il mondo. Il film-concerto in arrivo l’1 dicembre sarà il secondo documentario musicale di Beyoncé, che nel 2018 realizzò per Netflix Homecoming incentrato sulla sua esibizione al Coachella dello stesso anno.

L'1 dicembre negli Usa uscirà il film-concerto di Beyoncé sul Renaissance Tour. Presto anche in Europa. Volano le prevendite di Taylor Swift.
I fan in attesa di uno dei concerti di Beyoncé (Getty Images).

L’annuncio è arrivato a cinque giorni di distanza da quello di Taylor Swift, il cui The Eras Tour sbarcherà in tutto il mondo il 13 ottobre. Secondo le prime stime, soltanto le prevendite statunitensi e canadesi hanno totalizzato 65 milioni di dollari (circa 61 milioni di euro), alzando ancor di più le previsioni per l’apertura. Deadline infatti ritiene che il docufilm della popstar 33enne potrebbe sfondare il tetto dei 125 milioni di dollari (120 milioni di euro) nel primo weekend. Un impatto talmente importante da spingere Blumhouse ad anticipare di una settimana l’uscita de L’esorcista: il credente, nuovo capitolo della saga horror inaugurata nel 1973 da William Friedkin. «L’unica cosa che mi spaventa a morte è Taylor Swift», ha scherzato ai media americani Jason Blum, Ceo della casa di produzione. «Ci siamo dovuti inchinare a lei per evitare l’Exorswift (gioco di parole che ricorda il Barbenheimer».

Il boom dei film-concerto è frutto dello sciopero degli attori

L’annuncio ravvicinato dei due film-concerto di Taylor Swift e Beyoncé non è, almeno secondo gli analisti statunitensi, un evento casuale. Deadline ha infatti spiegato che il boom improvviso dei docufilm musicali sarebbe una conseguenza diretta dello sciopero degli attori, che ha rallentato le uscite di Hollywood. In attesa di un accordo fra il sindacato Sag-Aftra e l’associazione dei produttori Amptp, i cinema starebbero cercando di salvare la stagione da un cartellone scarno e privo di grandi titoli. Anche se la protesta degli interpreti dovesse concludersi presto, le riprese dei lungometraggi non riprenderebbero prima del 2024, mettendo a serio rischio gli ultimi mesi dell’anno. Nel suo weekend di uscita, il docufilm di Beyoncé non avrà avversari di spessore, secondo gli esperti americani. Sono attesi in sala The Bikeriders con Tom Hardy e Austin Butler e Silent Night di John Woo, che potrebbero anche cambiare data sulla scia de L’esorcista.

È morto Tommasino Accardo, la storica spalla di Fiorello

È morto Tommaso Accardo, meglio conosciuto come Tommasino. La storica spalla di Fiorello sia in televisione sia in pubblicità aveva 84 anni. L’artista ha interpretato per anni piccoli diversi ruoli al cinema e negli spot.

La notorietà nel 2001 con Stasera pago io

Ad annunciarlo è stato lo stesso showman siciliano su X, salutando l’amico scrivendo «Ciao Tommasino». Era nato a Gibellina, in Sicilia e viveva a Mentana, in provincia di Roma. Prima ancora di cominciare a lavorare in piccoli ruoli nella pubblicità e nel cinema, aveva partecipato anche film comico «Mezzo destro e mezzo sinistro – due calciatori senza pallone», con protagonisti Gigi e Andrea e ha recitato anche in alcuni episodi di Boris. La notorietà arriva grazie alla scoperta di Fiorello che lo volle con sé nel varietà Stasera pago io, nel 2001.

Ketty Roselli morta a 51 anni: addio all’attrice di CentoVetrine e Don Matteo

È morta l’attrice Ketty Roselli, volto della dottoressa Flavia Cortona nella soap opera CentoVetrine. Il decesso è avvenuto a Roma, all’età di 51 anni, dopo una lunga malattia. Il triste annuncio è stato postato sul suo account Instagram, inattivo da tempo: «Ketty è partita per il suo nuovo viaggio, dopo aver lottato fino all’ultimo senza mai mollare per la vita che tanto amava. Ricorderemo sempre il suo sorriso, la sua risata, la sua comicità, il suo talento, la sua empatia, il suo preoccuparsi per gli amici, la sua voglia di vivere, di viaggiare e di scoprire nuove cose». I funerali si terranno con cerimonia buddista presso il Teatro Marconi di Roma lunedì 2 ottobre 2023 alle ore 11.00.

Aveva esordito nello spettacolo negli Anni 90

Nata a Torino, Ketty Roselli aveva debuttato nel mondo dello spettacolo negli Anni 90 come ballerina, partecipando a vari programmi tv. Si era poi dedicata alla recitazione in teatro con parti in Jesus Christ Superstar, Grease, Serata d’onore con Gigi Proietti e Sweet Charity con Lorella Cuccarini. Nel 2009 era entrata nel cast ricorrente di CentoVetrine e negli anni seguenti aveva recitato anche in Don Matteo e Nero a metà.

Enrique Iglesias, nuovo singolo con la star argentina Becerra

È uscito Así Es La Vida, il nuovo singolo dell’icona della musica latina Enrique Iglesias con la star argentina Maria Becerra, brano che anticipa l’uscita dell’attesissimo album Final vol. 2.

Una nuova bachata rivisitata con influenze contemporanee

Il brano, dalle sonorità tropicali, segna il ritorno sulle scene della superstar mondiale che in autunno partirà con il Trilogy Tour, l’attesissima tournée con Ricky Martin e Pitbull che li vedrà esibirsi dal vivo per 25 date tra Stati Uniti e Canada. Grazie alla collaborazione con il talento de La Nena de Argentina, Enrique Iglesias con Así Es La Vida reinventa la bachata, celebrandone l’essenza e fondendola con influenze contemporanee. Queste le parole del cantautore: «La bachata ha un ritmo che ha catturato il mio cuore dal primo momento in cui l’ho sentita. Sono felice di tornare a questo genere così potente e di farlo accompagnato dal grande talento di Maria, che è unica nel suo genere».

Il brano anticipa l’uscita del nuovo album 

Prodotto da Carlos Paucar e masterizzato da Randy Merrill, Así Es La Vida anticipa l’uscita del nuovo album che arriva a due anni di distanza da Final Vol. 1 che ha avuto un grande successo in tutto il mondo, ricevendo un ottimo riscontro da parte della critica e del pubblico.
Enrique Iglesias vanta straordinari record con ben 154 singoli al primo posto delle classifica di Billboard. È anche l’artista con il maggior numero di singoli che hanno raggiunto la vetta della classifica Hot Latin Songs di Billboard, motivo per cui la rivista lo ha definito come il più grande artista latino della storia. Con Así Es La Vida celebra ora un importante capitolo della sua carriera musicale, in attesa della cerimonia dei Latin Billboard Awards 2023 dove è finalista nella categoria Latin Pop Artist of the Year.

Blue, la data al Fabrique di Milano sold out in 10 minuti: la band ne aggiunge un’altra

Sono stati venduti in 10 minuti, venerdì 29 settembre 2023, tutti i biglietti per quella che doveva essere l’unica data italiana dei Blue, ossia Antony Costa, Duncan James, Lee Ryan e Simon Webbe, il 14 aprile al Fabrique di Milano. Gli organizzatori del concerto, prodotto da Artist First, hanno dunque annunciato il raddoppio del live, il 15 aprile. I Blue hanno affermato: «Non vediamo l’ora di portare il nostro Greatest Hits show al Fabrique di Milano. L’Italia è sempre stata, per noi, come una seconda casa, dove abbiamo avuto molto successo sia come band sia con i nostri progetti solisti. Abbiamo recentemente suonato all’Arena di Verona per un fantastico programma televisivo e non vediamo l’ora di tornare l’anno prossimo». Nati a Londra nel 2000, i Blue hanno venduto 15 milioni di dischi, posizionato numerosi singoli al primo posto della classifica UK, collaborato con star come Elton John e Stevie Wonder e vinto numerosi premi tra cui due BRIT Awards per Best British Breakthrough Act e Best British Pop Act.

Regno Unito, nel 2024 un organismo anti-molestie nello spettacolo

Lucy Frazer, segretaria di Stato per il digitale, la cultura e i media nel Regno Unito, ha annunciato la nascita del CIISA, un organismo indipendente che vigilerà sulle denunce di molestie e bullismo nello spettacolo britannico. Attivo a partire dal 2024, era atteso da tempo, soprattutto alla luce del recente caso che ha coinvolto il presentatore Russell Brand, accusato di abusi e violenze da alcune ex partner. Acronimo per Creative Industries Independent Standards Authority, il CIISA accoglierà le denunce e indagherà personalmente in maniera confidenziale. «Chiunque deve sentirsi sicuro nell’ambiente di lavoro», ha spiegato Frazer in una nota riportata da Deadline. «Perché il settore rimanga ai vertici mondiali, occorre che l’industria si unisca per affrontare ogni discriminazione».

Denominato CIISA, indagherà sui casi tra cinema, musica e tv del Regno Unito. Soddisfatte star come Keira Knightley e Rebecca Ferguson.
Lucy Frazer fuori Downing Street (Getty Images).

Da Barbara Broccoli a David Puttnam, il sostegno delle star del Regno Unito

«L’organismo anti-molestie CIISA ha uno scopo molto chiaro», ha spiegato all’Hollywood Reporter Jen Smith, ex dirigente del British Film Institute nominato Ceo ad interim. «Bisogna rendere le industrie dello spettacolo un ambiente sicuro e confortevole per chi realizza film, prodotti televisivi, musica e teatro che tutti noi amiamo». Riferendosi ai recenti casi di cronaca, tra cui quello di Russell Brand, ha sottolineato come ci siano «prove schiaccianti della necessità di un organismo simile nel Regno Unito» che dovrà impegnarsi ad agire nel più breve tempo possibile. «Massimizzeremo il potenziale delle nostre aziende creative creando nuovi posti di lavoro», ha proseguito la sottosegretaria Frazer. «Solo così potremo restare ai vertici mondiali per molto tempo».

Denominato CIISA, indagherà sui casi tra cinema, musica e tv del Regno Unito. Soddisfatte star come Keira Knightley e Rebecca Ferguson.
L’attrice Keira Knightley ha manifestato il suo sostegno al CIISA (Getty Images).

Entusiaste anche le star britanniche di musica e cinema. Immediato infatti il sostegno di Keira Knightley, Stephen Graham e Ruth Wilson, ma anche di Varadu Sethu, Naomie Harris e Sule Rami. Si sono uniti poi la cantante Rebecca Ferguson, il regista David Puttnam e la produttrice Barbara Broccoli, nota per essere dietro le quinte della saga di James Bond. «Ho perso il conto di quante volte avrei voluto, negli ultimi 20 anni, potermi rivolgere a un organismo come il CIISA per consigli e supporto», ha ricordato Wilson. «Ci sono momenti estremi in cui avresti bisogno di un confronto esterno per raccontare cattivi comportamenti che si verificano sui set. Sono certa che avrà un valore inestimabile anche per molti colleghi». Ferguson, che in Italia raggiunse la vetta delle classifiche musicali con Nothing’s Real But Love, ha parlato di un «modo per fare la storia, incidendo positivamente sulla vita della gente».

Non solo Russell Brand, sotto accusa anche lo chef James Martin

Il caso che ha coinvolto il conduttore Russell Brand è solo l’ultimo di una lunga serie. A fine luglio infatti era finito nell’occhio del ciclone anche un altro volto noto del Regno Unito, lo chef James Martin, presentatore di vari programmi di cucina. In sei anni con la rete televisiva Itv avrebbe maltrattato più volte la sua troupe, costringendola a orari di lavoro impossibili tanto da spingere alcuni dipendenti alle lacrime. Come riporta Deadline, nel 2017 e nel 2018 si è reso protagonista di «svariati episodi di comportamento intimidatorio e inappropriato, nonché di bullismo». Sempre a luglio era finito su tutte le pagine di cronaca l’anchorman della Bbc Huw Edwards, che diede per primo in diretta l’annuncio della morte di Elisabetta II. È stato infatti accusato di aver pagato un ragazzo di 17 anni per inviargli foto sessualmente esplicite.

Frank Carpentieri morto a 47 anni: addio al dj e autore delle musiche di Made in Sud

Il mondo dello spettacolo piange Frank Carpentieri, morto prematuramente all’età di 47 anni dopo una vita passata dietro ai giradischi da dj. Era diventato noto in modo particolare per la sua partecipazione alla trasmissione Rai Made in Sud.

Ha lottato a lungo contro un tumore

L’artista era malato da diverso tempo e stava combattendo contro un tumore maligno che l’aveva costretto a un ricovero all’ospedale Monaldi fin dall’inverno 2023, come riportato da Napoli Today. Nel suo ultimo messaggio social, ci aveva tenuto a ringraziare tutto il personale medico che lo stava seguendo nella sua ora più buia con queste parole: « Un ringraziamento agli Ospedali dei Colli fatti di tanti eroi medici come il dottor Ciro Battiloro del Monaldi, un luminare dell’oncologia il quale mi tiene in cura, il mio riferimento fisico e morale per combattere questa battaglia. Un ringraziamento al dottor Umberto di Serio, al dottor Andrea Petraio del Monaldi e al dottor Mario Guarino del Cto. Voglio dire loro grazie per come si adoperano giorno dopo giorno per salvare vite umane. Un ringraziamento alla direttrice, dottoressa Iervolino e al direttore dottor Giuseppe Fiorentino. Grazie a tutti voi combatterò fino alla fine. Un grazie anche alla Società Calcio Napoli nella figura di Edo de Laurentiis e ai calciatori tutti, per avermi dimostrato la loro vicinanza. Infine, grazie alle migliaia di persone che sia pure con un semplice messaggio, mi hanno dimostrato la loro vicinanza. Viva la vita. Il vostro Frank Carpentieri».

Il ricordo di Clementino

Tanti gli artisti con cui Carpentieri aveva avuto l’occasione di collaborare nel corso della sua carriera, da Rocco Hunt a Enzo Avitabile, passando per gli Almamegretta, i Subsonica o ancora Clementino. Quest’ultimo in particolare, venuto a conoscenza della scomparsa dell’amico, ha voluto dedicargli un toccante omaggio social. Qui le parole dell’artista campano.

Chiara Maci, lo sfogo: «Da mamma single mi sono dovuta giustificare in questura»

La foodblogger Chiara Maci ha messo mano al suo profilo Instagram per raccontare, con amarezza, un brutto episodio nel quale si è trovata suo malgrado coinvolta insieme alla figlia Bianca.

«Da mamma single mi sono dovuta giustificare»

La disavventura è legata a una visita in questura dove si è recata per rinnovare il passaporto della figlioletta di nove anni. A quanto pare, l’influencer si è trovata costretta a giustificare il fatto che al momento di presentarsi di fronte alle autorità non si trovasse in compagnia del padre della piccola. «L’ho buttata sul ridere, davanti a mia figlia. Perché le lacrime agli occhi io le trattengo quando devo», ha commentato Maci, che si è poi lasciata andare sfogandosi con i follower e raccontando l’accaduto. «In questura per rinnovare un passaporto nel 2023 ancora bisogna giustificarsi per essere monogenitore, sentendosi quasi in colpa per qualcosa. Il tutto davanti a un bambino. Che grande Paese che siamo», ha scritto la foodblogger, che ha poi aggiunto: «Hanno fatto male a lei, prima che a me».

«Mi hanno fatto male le istituzioni e le pubblicità delle famiglie perfette»

Nel suo j’accuse social, Chiara Maci ha poi proseguito raccontando della sua difficile esperienza di mamma single della piccola Bianca. «A me hanno fatto male in nove mesi di ecografie senza qualcuno che mi stringesse la mano, mi hanno fatto male all’anagrafe, a ogni festa del papà, a ogni modulo con doppia firma dove il mio era sempre mancante di qualcosa. Mi hanno fatto male le istituzioni, le pubblicità delle famiglie perfette, la normalità comunicata che è sempre stata solo una». Ha poi concluso il suo sfogo con un messaggio in apparenza dedicato più a se stessa piuttosto che a chi l’ha ferita: «È da quando ho partorito da sola che la diversità non mi fa più paura. Perché diversa sono anche io».

A oggi Chiara Maci ha due figli: oltre a Bianca (nata dalla relazione con Riccardo Rossi), la foodblogger ha avuto nel 2018 anche un altro figlio dallo chef Filippo La Mantia, di nome Andrea.

Milly Carlucci presenta la giuria di Ballando con le stelle: «C’è anche Selvaggia»

Si è definitivamente chiuso il cerchio sul cast della nuova edizione di Ballando con le stelle, in programma su Rai 1 a partire da sabato 21 ottobre. Con un video social pubblicato giovedì 28 settembre, Milly Carlucci ha svelato l’ultimo tassello mancante al quadro generale, ovvero la composizione del tavolo dei giurati.

Ballando con le stelle 2023 nella giuria anche Selvaggia Lucarelli

Per mesi il nome di Selvaggia Lucarelli è sembrato essere in bilico. La stessa giornalista aveva dichiarato di aver sentito la sua «sedia scricchiolare» e, rispondendo alle domande di un fan su una Instagram Stories, proprio poche ore prima dell’annuncio, aveva lasciato intendere che la sua partecipazione fosse in forse. Milly Carlucci e la produzione, tuttavia, hanno alla fine scelto di riconfermarla, così come tutti gli altri giurati storici. Al tavolo della giuria siederanno dunque, ancora una volta, anche Carolyn Smith, Fabio Canino, Ivan Zazzaroni e Guillermo Mariotto. Quando si dice «squadra che vince non si cambia».

Tutti i concorrenti di Ballando con le stelle 2023

Per l’edizione 2023, Milly Carlucci è stata in grado di mettere in piedi un cast di tutto rispetto con numerosi personaggi molto amati da parte del pubblico. Il primo nome ad essere stato confermato era stato quello dell’attore Ricky Tognazzi. Giorno dopo giorno gli account social del programma hanno annunciato anche la partecipazione di Giovanni Terzi e Simona Ventura, Sara Croce, Vincenzo Caprarica, Paola Perego, Lorenzo Tano (il figlio di Rocco Siffredi), Teo Mammucari, Lino Banfi, Carlotta Mantovan (ex moglie di Fabrizio Frizzi) e Rosanna Lambertucci. La ciliegina sulla torta è stata la conferma definitiva dell’ultima concorrente di Ballando 2023, la chiacchierata Wanda Nara, imprenditrice, opinionista e attuale compagna di Mauro Icardi.