Giovedì 26 ottobre inizieranno i live di X Factor che, mai come quest’anno, hanno rischiato di avere dei protagonisti diversi rispetto alla prima fase di selezione. Il motivo è strettamente legato a uno dei giudici del talent show, Fedez, che solo qualche settimana prima era stato ricoverato d’urgenza per un’emorragia interna figlia dell’intervento di rimozione del tumore al pancreas cui si era sottoposto l’anno precedente. Sono state settimane di grande apprensione per la salute del rapper che, infatti, secondo diverse voci avrebbe potuto lasciare in corsa il programma. Così non sarà, come annunciato dallo stesso Fedez durante la conferenza stampa di lancio della trasmissione in cui si è detto molto contento di poter continuare il suo percorso da giudice.
Fedez: «Sono felice di essere qui»
All’evento erano presenti tutti i protagonisti del talent show, dalla conduttrice Francesca Michielin, ai giudici, Fedez, Morgan, Ambra e Dargen D’Amico, passando per i cantanti che si contenderanno l’ambita vittoria. Fedez ha risposto così alle domande dei molti che gli chiedevano conto del suo stato di salute: «Sono felice di essere qui. Sto meglio, sennò non sarei qua». E poi sulla sua squadra, tutta al femminile, ha scherzato:«Sono io che do energia a loro. Io cerco di dare delle canzoni giuste in modo che non escano da questa competizione».
A tenere banco, nei giorni precedenti al ricovero, era stata un’altra questione legata sempre a Fedez, ovvero la sua esclusione dal roster di invitati del programma di Rai 2Belve condotto da Francesca Fagnani. A non volerlo nella tv di Stato era stata la dirigenza dell’azienda, con la conduttrice che aveva preso le distanze da questa decisione. La situazione, tuttavia, ora sembrerebbe essersi risolta, almeno stando alle parole dette dal rapper: «Mi sono sentito con l’ad, è stata una conversazione molto piacevole. Ci siamo confrontati e ci siamo chiariti. Non ho assolutamente idea di quale sia la posizione della Rai attualmente, ma mi è piaciuto ricevere una chiamata dall’amministratore delegato. È stata una cosa inaspettata, piacevole».
Alessandra Ferri succederà a Martin Schläpfer alla guida del Balletto di Stato di Vienna a settembre 2025. Ad annunciarlo, il direttore dell’Opera di Vienna Bogdan Rošcic e la direttrice della Volksoper Lotte de Beer. Ferri si è distinta su altri 39 candidati grazie alla sua concezione artistica e ai suoi piani per il futuro sviluppo del Balletto di Stato di Vienna, è stato detto in una conferenza stampa.
She has just danced with us as Romola in John Neumeier´s "Nijinsky", and now there's #GoodNews from Vienna: we congratulate #AlessandraFerri, designated director of the Viena State Ballet In Hamburg, #nijinsky can be seen in a new cast on Oct. 31 & Nov. 2. @kiranwestpic.twitter.com/zAwx999uzz
«I colloqui con lei sono stati particolarmente stimolanti per me e Lotte de Beer», ha dichiarato Rošcic. «L’abbiamo trovata incredibilmente analitica durante i colloqui». Ferri ha dichiarato di sentirsi «incredibilmente onorata» del nuovo incarico. «È come se tutti i miei sogni si fossero avverati e che ora fosse il momento giusto per condividere la mia esperienza».
Dalla carta al grande schermo, fino al palcoscenico. Hunger Games, best seller di Suzanne Collins adattato nei quattro film con Jennifer Lawrence, sbarcherà a teatro. Il debutto è previsto per l’autunno 2024 nel West End di Londra per la regia di Matthew Dunster. La sceneggiatura invece sarà curata da Conor McPherson, cinque volte vincitore del Tony Award, l’Oscar del teatro, grazie ai suoi Girl From the North Country e The Seafarer. La pièce adatterà il primo romanzo della saga, in cui la protagonista Katniss Everdeen, per proteggere la sorella minore, dovrà combattere in uno spietato gioco mortale. «Non sarà una replica fedele, ma una versione personale», ha detto McPherson a Deadline. «Faremo immergere i fan nel libro e nel film di Hunger Games, con la benedizione di Suzanne Collins». Sarà solo l’ultimo esponente di una tendenza in ascesa che sta coinvolgendo diversi film e serie tivù di successo.
Mare Fuori, Alessandro Siani dirige l’adattamento teatrale della serie
Fra i grandi successo del piccolo schermo che approderanno a teatro ci sarà l’italiana Mare Fuori. Dopo il record di visualizzazioni su RaiPlay ma soprattutto Netflix, la serie diventerà un musical grazie alla regia di Alessandro Siani. Prodotto da BestLive, debutterà all’Arcimboldi di Napoli il 14 dicembre, dove resterà in varie repliche fino al 7 gennaio. Come la narrazione principale, seguirà le vicende dei giovani detenuti nel carcere minorile di Nisida che, dietro le sbarre, costruiscono legami e alimentano i loro sogni. Confermata la presenza dei brani originali della serie, tra cui probabilmente anche ‘OMar For cantato da Matteo Paolillo. Nel cast torneranno anche alcuni attori originali, come Maria Esposito, che riprenderà i panni di Rosa Ricci, e Antonio Orefice in quelli di Totò.
«Ci saranno anche tante new entry», ha spiegato Siani in un comunicato ufficiale sul sito dell’Arcimboldi. «Racconteremo una realtà cruda di Napoli, ma anche molto altro. Gli occhi dei ragazzi, ma anche le loro voci e la musica tingeranno l’anima, pronte ad abbracciare il pubblico». Fra i volti nuovi del musical di Mare Fuori spicca Mattia Zenzola, vincitore dell’ultima edizione del talent show Amici. Nel cast anche Giulia Molino, Sveva Petruzzelli, Bianca Moccia, Antonio Rocco, Pasquale Brunetti e Christian Roberto. Dopo gli spettacoli napoletani, per cui sono ancora disponibili i biglietti, il musical si sposterà al Teatro Duemila di Ragusa, dove rimarrà il 20 e il 21 gennaio.
Stranger Things e Burlesque, film e serie Usa sbarcano a teatro
Prima di Hunger Games, il West End londinese accoglierà First Shadow, atteso prequel inedito della serie Netflix Stranger Things. In arrivo 14 dicembre 2023, parallelamente a Mare Fuori in Italia, riavvolgerà il nastro degli eventi nella cittadina americana di Hawkins al 1959. Al centro della storia ci saranno un giovane Jim Hopper, che nella serie ha il volto di David Harbour, ma anche Joyce e la sorella di Bob Newby, che su Netflix era interpretato da Sean Astin. La loro vita di liceali cambierà definitivamente con l’arrivo di un nuovo e oscuro studente. «Ci sarà un cast a dir poco fenomenale», hanno detto all’Hollywood Reporter i fratelli Duffer, creatori della serie. «Non potremmo essere più entusiasti». Broadway invece accoglierà una pièce teatrale ispirata a La regina degli scacchi, omonimo romanzo di Walter Tevis adattato nella serie con Anya Taylor-Joy, premiata con un Golden Globe. Ignoto ancora il debutto.
Christina Aguilera ha invece annunciato di voler realizzare una versione teatrale di Burlesque, film del 2010 in cui esordì al cinema recitando al fianco di Cher. Il racconto si concentrerà, come nel lungometraggio, sul trasferimento a Los Angeles di un’ambiziosa ragazza che vive nell’Iowa sognano la fama. Troverà l’amore e il successo in un locale burlesque della metropoli californiana. Sceneggiato dal regista del film Steven Antin, lo spettacolo teatrale vanterà brani inediti della stessa Aguilera, ma anche di Sia e di Diane Warren, autrice delle colonne sonore di oltre 70 film.
Intervistata nella cornice del programma televisivo 60 Minutes, la celebre cantante Pink ha avuto l’occasione di raccontare uno dei momenti più bui della sua vita, quello in cui per poco non ha rischiato di morire a causa di un’overdose.
«Avevo preso di tutto e sono quasi morta»
La cantante di Just like a pill e Get the party started ha ricordato in modo particolare un episodio più grave degli altri, il giorno del Ringraziamento del 1995, in occasione del quale ha abusato di sostanze stupefacenti. Pink ha raccontato di aver provato in una sola notte tutte le droghe possibili in circolazione («Ecstasy, polvere d’angelo, cristalli… ogni genere di cose») tanto da finire in overdose. Il rischio concreto di morire la mise però sull’attenti: da quella notte, la cantante decise di smettere di assumere droghe pesanti per sempre, cambiando così radicalmente il suo stile di vita. Proprio poche settimane dopo il tragico evento, l’artista (il cui vero nome è Alecia Moore) firmò il suo primo vero contratto discografico con il suo gruppo, dando così il via a una carriera che sarebbe proseguita presto con il suo album di debutto solista, Can’t take me home.
Pink reveals she almost died of a drug overdose weeks before signing her first record deal. pic.twitter.com/FjpTB2twph
Pink, reduce dal suo fortunato tour estivo (il Summer Carnival 2023), ha poi spiegato di essere stata capace di canalizzare meglio le sue personali energie in attività più sane che le hanno regalato molte soddisfazioni: «Continuo a pretendere sempre di più da me stessa fisicamente, emotivamente, spiritualmente, vocalmente. Voglio alzare sempre l’asticella. Quando dicono che una donna deve rallentare, diventare più piccola, occupare meno spazio, calmarsi…io dico di no. Assolutamente no».
In occasione dell’ultima puntata della terza stagione di Belve, Francesca Fagnani ha intervistato anche Isabella Ferrari, attrice nota in particolar modo per aver prestato il volto al commissario Giovanna Scalise per le prime due stagioni della serie Distretto di Polizia. Stando alle anticipazioni sulla loro chiacchierata apparse online, si evince che Ferrari tornerà a parlare, tra le altre cose, del rapporto che in passato ha avuto con le sostanze stupefacenti.
Isabella Ferrari a Belve: «Droghe? Ho provato canne e cocaina»
«Le ho provate tutte, ma mai quelle pesanti. Ho provato canne, cocaina…» ha dichiarato l’attrice. Frasi alle quali però la padrona di casa ha controbattuto, stuzzicandola: «Beh è un po’ pesante la cocaina». Ferrari a questo punto ha precisato: «Sì, ma fermandomi sempre a un dosaggio veramente omeopatico», con Fagnani che ha replicato, ironicamente: «La cocaina pediatrica». Nel corso dell’intervista, Ferrari ha poi ammesso di aver controllato il telefono del suo compagno alla ricerca di possibili indizi di un tradimento («Chi cerca trova è tremendo…abbiamo trovato…», ha commentato, con tono sibilino), confermando che anche sul suo telefono sono state effettuate verifiche che hanno poi fatto venire a galla altarini e segreti inconfessabili. Non è dato sapere, ad ogni modo, se si stesse parlando del suo attuale compagno, Renato De Maria, con cui è sposata dal 2002.
La misteriosa malattia
Nella stessa cornice, l’attrice ha infine avuto la possibilità di parlare di una patologia di cui è affetta ma della quale non ha mai voluto fornire dettagli. «Credo che non rivelerò mai il nome di questa malattia perché internet è tremendo, ci inganna. Quando io l’ho fatto io mi sono molto spaventata, non l’ho detto nemmeno ai miei figli per tanto tempo perché non volevo che andassero a leggere», ha spiegato l’ospite di Belve.
Brutta notizia per i fan della saga di Mission: Impossible. L’arrivo al cinema dell’ottavo capitolo è stato infatti posticipata di un anno a causa dello sciopero degli attori di Hollywood. La Paramount Pictures ha spostato la data di uscita dal 28 giugno 2024 al 23 maggio 2025. Il film, filtra da fonti losangeline, dovrebbe anche cambiare titolo rispetto a Mission: Impossible – Dead Reckoning Part Two, pur essendo direttamente collegato alla pellicola precedente.
Tom Cruise durante il tour promozionale di Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One (Getty Images).
La lavorazione del film è ferma al 40 per cento delle riprese
La produzione del seguito di Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One è stata sospesa a luglio, prima per il tour promozionale che ha visto impegnati Tom Cruise e il resto del cast, poi per lo sciopero degli sceneggiatori WGA e infine per quello degli attori SAG-AFTRA, che non si è ancora concluso. Da allora i lavori non sono più ripartiti: la lavorazione era ferma al 40 per cento delle riprese.
Tom Cruise: nella saga di Mission: Impossible interpreta Ethan Hunt (Getty Images).
Il 28 giugno 2024 Paramount farà uscire A Quiet Place – Day One
“Schiacciato” tra fenomeni cinematografici come Oppenheimer e Barbie, il blockbuster interpretato da Tom Cruise nei panni di Ethan Hunt ha incassato “solo” 567 milioni di dollari in tutto il mondo. L’ottavo capitolo della saga di Mission: Impossible uscirà nel 2025 in occasione del Memorial Day, giorno nel quale gli Stati Uniti commemorano i soldati americani caduti in tutte le guerre. Paramount ha deciso di occupare la data di uscita stabilita inizialmente con A Quiet Place – Day One, thriller horror di fantascienza con protagonista Lupita Nyong’o, inizialmente previsto in sala a marzo del 2024.
Il mondo di Hollywood si muove ancora una volta in sostegno di Israele. Centinaia di attori, cantanti, registi e produttori del cinema hanno infatti scritto una nuova lettera aperta, la seconda dopo quella per mostrare il proprio supporto a Tel Aviv, stavolta indirizzata al presidente americano Joe Biden. «Siamo rincuorati dal rilascio dei due ostaggi americani e di altrettanti israeliani», hanno sottolineato le star. «Il sollievo però è mitigato dalla schiacciante preoccupazione per altre 220 persone innocenti, tra cui 30 bambini, ancora in mano ai terroristi dal feroce massacro del 7 ottobre». Confidando in un impegno collettivo, Hollywood ha chiesto al mondo di «non darsi tregua finché ogni ostaggio, qualunque sia la sua cittadinanza, sia in salvo». Tra i firmatari spiccano Gal Gadot, nata a pochi chilometri da Tel Aviv, e Amy Schumer, attiva su Instagram dai primi giorni del conflitto.
Hollywood elogia Biden: «Grazie per l’incrollabile convinzione morale»
Il documento integrale, disponibile sul sito apposito No Hostage Left Behind (Nessun ostaggio sarà lasciato indietro), ha ricordato gli attacchi compiuti dai militari di Hamas il 7 ottobre. «Sono stati massacrati oltre 1400 israeliani», hanno scritto le star di Hollywood. «Le donne sono state violentate, le famiglie sono state bruciate vive e i bambini decapitati». Confermando il pieno sostegno a Tel Aviv, le celebrità hanno poi spiegato di voler combattere esclusivamente per la libertà, affinché «israeliani e palestinesi possano vivere fianco a fianco in pace, liberi dalla violenza brutale di Hamas». Nel corso della lettera aperta, elogiato anche l’impegno del presidente Biden e la sua «incrollabile convinzione morale, leadership e sostegno agli ebrei».
Un cartellone con il volto di Joe Biden a Gerusalemme (Getty Images).
Già in precedenza, come ha ricordato Deadline, diversi dirigenti delle più importanti case cinematografiche di Hollywood avevano espresso il proprio sostegno in favore di Israele. Fra questi figurano il cofondatore di Dreamworks Jeffrey Katzenberg, il Ceo di Mattel Ynon Kreiz e Brian Robbins di Paramount: «Siamo solidali nella lotta globale contro il terrorismo». Bob Iger e Dana Walden della Disney hanno invece contattato i loro dipendenti, così come David Zaslav della Warner Bros. Discovery per progettare un’iniziativa. A livello aziendale, Disney, Comcast e Skydance, solo per citarne alcune, hanno donato milioni di euro a Magen David Adom, il servizio nazionale di primo soccorso in Israele. Ha condannato gli attacchi anche il sindacato Sag-Aftra degli attori, che sta guidando lo sciopero negli Usa, ma non la Writers Guild degli sceneggiatori, sollevando alcune polemiche.
Da Gal Gadot a Bella Thorne, i principali firmatari della lettera aperta
Tra le centinaia di firmatari figurano diversi nomi di spicco del cinema e della musica mondiale. Oltre alle già citate Gal Gadot e Amy Schumer sono presenti infatti Noah Schnapp di Stranger Things, Chris Rock, Constance Wu, Jack Black, Jeff Goldblum e Jessica Biel. Presenti anche Bella Thorne, Ben Stiller, Bradley Cooper, Ewan McGregor, Gwyneth Paltrow, Josh Brolin e Justin Timberlake. Figurano anche Laura Dern, Mila Kunis, Olivia Wilde, Sacha Baron Cohen, Zoe Saldana e Sharon Stone. Senza dimenticare decine di cantanti, tra cui Madonna, Katy Perry assieme a Orlando Bloom, David Gilmour, Lana Del Rey e l’israeliana Noa Kirel, che ha rappresentato il suo Paese all’Eurovision 2023. Non mancano infine i registi come Zack Snyder, Eli Roth, Shawn Levy (Deadpool 3) e Neil Druckmann (The Last of Us).
Meryl Streep ha annunciato il divorzio dal marito Don Gummer dopo 45 anni di matrimonio, quattro figli e cinque nipoti, rivelando di aver intrapreso «vite separate da sei anni». In una dichiarazione congiunta, l’attrice premio Oscar e l’ormai ex marito, scultore, hanno spiegato che nonostante la separazione si prenderanno «sempre cura l’uno dell’altro».
Meryl Streep (Getty Images).
I due si erano conosciuti e sposati nel 1978
Streep e Gummer erano sposati nel 1978, dopo essersi conosciuti grazie al fratello di lei nello stesso anno. La coppia ha avuto quattro figli: Henry (nato nel 1979), musicista conosciuto col nome di Henry Wolfe, Mamie (1983), Grace (1986) e Louisa (1991). Come detto, sono cinque i nipoti.
L’ultima volta insieme agli Oscar del 2018
Come riportano i tabloid, l’ultima apparizione pubblica di coppia dei due risale alla cerimonia degli Oscar del 2018. Come per Will Smith e Jada Pinkett, il matrimonio era finito da tempo, ma non ne era stata data notizia. La lunga assenza della coppia in pubblico non aveva creato pettegolezzi, dato che i due sono sempre rimasti lontano dai riflettori, vivendo prevalentemente sulla costa orientale degli Usa, in Connecticut, anziché in California. E ai Princesa de Asturias Awards, che si sono svolti il 20 ottobre, l’attrice, non accompagnata dal marito, ancora indossava la fede.
Per i fan dei Blink-182, One more time è l’album più rassicurante che la band potesse produrre. Dopo scioglimenti, reunion e varie vicissitudini, compresi la battaglia contro il cancro vinta da Mark Hoppus e l’incidente aereo cui è miracolosamente sopravvissuto Travis Barker nel 2008, c’è stato l’agognato ritorno a casa di Tom De Longe, e ora di nuovo insieme con la formazione che ha rappresentato un mito per la Mtv Generation che sul finire degli Anni 90 impazzì per questo trio californiano e i loro video ironici che davano voce alla rabbia giovanile e rappresentavano un’alternativa al pop plastificato. I Blink-182 sono, insieme ai Green Day, gli Offsprings e i Rancid, i padri fondatori del pop punk, un mix di ritmi super veloci, a volte vicini all’hardcore, e ritornelli orecchiabili che in realtà è molto lontano dallo spirito anarchico e iconoclasta del punk originale che, infatti, non ha mai avuto il successo commerciale dei suoi nipotini.
L’ultimo album ha siglato il ritorno sul palco della band pop punk
Sono passati 24 anni da Enema of The State, l’album che ha proiettato i Blink-182 in testa alle classifiche di mezzo mondo. Ora che si ritrovano di nuovo insieme, hanno dichiarato esplicitamente che non c’è alcun motivo per modificare la rotta di sempre: ci sono solo diversi anni in più e gli inevitabili segni che si porta dietro chi è scampato alla morte. Ma sul piano musicale poco è cambiato dai dischi e dai brani dei tempi d’oro: ci può essere solo un po’ di consapevolezza musicale in più e la forza dell’esperienza, ma la musica rimane quella. Il motore della band resta Travis Barker, batterista tecnicamente dotatissimo, l’unico a concedersi delle divagazioni dal ruolo che la tradizione e le regole del genere assegnano ai vari strumenti. I Blink-182 con il loro recente tour mondiale e con l’album One More Time hanno solo un obiettivo: ritrovarsi con gli amici dopo una lunga separazione e fare le cose di una volta con una sicurezza: la musica di sicuro non è cambiata.
Haydn Gwynne, attrice britannica nota per aver recitato nella sitcom in onda su Netflix The Windsorsnei panni di Camilla, è morta all’età di 66 anni. A settembre si era ritirata dalle scene, rivelando al mondo di avere il cancro. «Con grande tristezza, Haydn si è spenta la mattina del 20 ottobre circondata dall’affetto dei suoi cari», ha detto il suo agente in una dichiarazione alla Bbc. «Ringraziamo i medici per le preziose cure che le hanno riservato nelle ultime settimane». In carriera ha recitato in diverse produzioni per il piccolo schermo, tra cui la serie Romadove ha prestato il volto a Calpurnia, ultima moglie di Giulio Cesare. È apparsa anche nella quinta stagione di The Crownnei panni di Lady Susan Hussey, dama di compagnia della regina Elisabetta II. Star del teatro, ha recitato in spettacoli di William Shakespeare e Bertold Brecht.
Haydn Gwynne, le nomination a Tony e Bafta e il ricordo dei colleghi
Dal debutto negli Anni 80 con il drama The Work, Haydn Gwynne ha preso parte a decine di film e serie tivù britanniche. È apparsa in Peak Practice e Merseybeat, prima di entrare nel cast di Roma. Il ruolo che le ha consegnato i riflettori dello spettacolo è stato però in Drop the Dead Donkey, dove interpretò la giornalista Alex in una performance che le valse la sua prima e unica nomination ai Bafta. Recentemente ha vestito i panni della regina Camilla nella sitcom The Windsors, serie comica che racconta la vita quotidiana della Royal Family e, soprattutto, di Re Carlo III e sua moglie. Ben più lunga la sua carriera a teatro, dove esordì nel 1984 con His Monkey Wife di Sandy Wilson. Fra i ruoli più celebri quello di Margareth Thatcher in The Audience e dell’insegnante di danza in BillyElliott, per cui venne nominata ai Tony Awards.
Haydn Gwynne nei panni di Camilla nella sitcom The Windsors (X).
Tre le sue nomination ai Laurence Oliver Awards, fra i riconoscimenti più importanti del teatro britannico. Nel 1994 fu lodata la sua performance nel musical City of Angels su libretto di Larry Gelbart. Nel 2015 la seconda candidatura con Donne sull’orlo di una crisi di nervi e, due anni dopo, la terza per L’opera da tre soldi basata sull’omonima opera di Bertold Brecht. Tanti gli omaggi dal mondo dello spettacolo inglese. L’amico e collega Jack Thorne, autore con J.K. Rowling della sceneggiatura di Harry Potter e la maledizione dell’erede, l’ha ricordata su X come «l’anima più gentile e adorabile nonché un’interprete meravigliosa». Per l’attore Samuel West invece la sua scomparsa segna «una perdita terribile».
Haydn was the kindest, loveliest soul and a wonderful performer. She gave everything to everything.https://t.co/9XdL6SQ9aY
Alessandro Basciano è pronto a raccontare la sua versione dei fatti rispetto alla tormentata fine della relazione con l’ex Sophie Codegoni, che l’ha accusato di averla tradita (e non solo). Il dj al centro di un polverone mediatico utilizzerà la medesima arma della madre della figlia Céline Blue, vale a dire un’intervista al vetriolo che concederà a Silvia Toffanin.
Alessandro Basciano a Verissimo per parlare della rottura con Sophie Codegoni
L’annuncio è arrivato tramite i profili social ufficiali della trasmissione, che hanno confermato Basciano come uno degli ospiti del salotto di Canale 5 di sabato 21 ottobre.
Basciano ha già ampiamente anticipato via social (e tramite i suoi portavoce) che ha ancora molto da dire sulla questione e che quando finalmente vuoterà il sacco «saranno ca**i amari per tutti quanti». Il diretto interessato infatti non ci sta a farsi dare del fedifrago e ha sempre negato categoricamente ogni coinvolgimento in qualsivoglia tradimento ai danni di Sophie Codegoni (lei ha raccontato, tra le altre cose, di essere stata tradita quando ancora era incinta della loro prima figlia). La resa dei conti, insomma, sembra essere alle porte, anche se Codegoni non pare in alcun modo voler darsi per vinta, nonostante le smentite di Basciano.
Sophie Codegoni torna a Verissimo
La conduttrice di Casa Chi, dopo l’intervista di un paio di settimane prima, sarà infatti nuovamente ospite del salotto di Silvia Toffanin a poche ore di distanza dall’ex, in occasione di un’altra attesissima puntata di Verissimo in onda domenica 22 ottobre. Sembra infatti che l’influencer e imprenditrice abbia ancora molte cose da raccontare rispetto a tutto quello che le è accaduto dal lato sentimentale.
Fabio Leoni è nato nel 1963 ed è uno sceneggiatore cinematografico e attore. Cresciuto amando il cinema, diventando poi anche regista, è sposato da più di 30 anni con l’attrice Rosanna Banfi, dalla quale ha avuto due figli, Virginia e Pietro.
Fabio Leoni: la carriera e il matrimonio con Rosanna Banfi
Oltre a lavorare nell’ambiente cinematografico, dove è molto apprezzato, Leoni è anche un soggettista, autore di diverse fiction. Nel 1992 si è sposato con Rosanna che, in occasione dell’ultimo anniversario di matrimonio, ha così scritto: «Tra queste due foto 30 anni sono passati…non in un lampo ma ,veloci abbastanza da metterci dentro due figli, malattie, gioie, lutti, risate, dolori, paure, cani, gatti, traslochi, successi e insuccessi, cambi di vita e tanto ancora. Sempre insieme, auguri Fa’ buon trentesimo anniversario!».
Come ha raccontato la stessa Banfi, il marito le è stato molto accanto soprattutto quando nel 2009 l’attrice ha avuto un tumore al seno. Parlando della malattia e del marito, ha dichiarato: «Lui è stato bravissimo perché mi ha dato tantissima forza e mi è stato vicino nel momento più difficile dove ero veramente brutta. Non mi ha mai fatto notare questo, lo vedevo io allo specchio. La cosa più importante è che la vita procedeva come prima anche quando dovevamo litigare. Quello che ci lega probabilmente è proprio il fatto che ci pizzichiamo in continuazione. Siamo 24 ore su 24 insieme e non è sempre facile».
Non che ci fosse realmente bisogno di un evento simile, ma Monica Bellucci e Tim Burton alla fine hanno (ulteriormente) confermato la solidità della loro relazione ai media sfilando insieme per la prima volta su un red carpet prestigioso come quello del Festival del Cinema di Roma 2023.
Tim Burton e Monica Bellucci insieme alla première di Diabolik, chi sei?
Monica Bellucci ha presenziato alla manifestazione in occasione dell’anteprima della pellicola Diabolik, chi sei?, dove recita la parte di Altea al fianco del personaggio di Ginko, suo compagno nella pellicola. Ecco dunque che insieme a lei era presente anche l’attuale compagno, il celeberrimo regista americano considerato da molti il re del gotico cinematografico con alle spalle capolavori del calibro di Edward Mani di Forbice o ancora Big Fish. Sul tappeto rosso capitolino i due si sono tenuti per mano tutto il tempo, sorridendo ai fotografi e ai fan presenti e firmando autografi. Lui, tra l’altro, sembra essere innamoratissimo. «È la cosa più bella che mi sia mai successa», ha commentato ai microfoni Rai parlando dell’occasione di sfilare sul red carpet del Festival di Roma insieme all’affascinante compagna, tra le top model più famose nella storia della moda internazionale e da anni lanciatissima nel mondo della recitazione.
Tim Burton and Monica Bellucci attend a red carpet for the movie "Diabolik Chi Sei?" during the 18th Rome Film Festival at Auditorium Parco Della Musica in Rome, Italy.
Bellucci sarà anche una delle protagoniste di Beetlejuice 2, il secondo capitolo del film con protagonista il celebre “Spiritello Porcello”. I due si sono conosciuti nel dietro le quinte della pellicola, essendo lo stesso Tim Burton ancora una volta dietro alla macchina da presa. «Sono molto felice di aver incontrato l’uomo, prima di tutto. È uno di quegli incontri che capitano raramente nella vita. Conosco l’uomo, lo amo, e ora conoscerò il regista, inizia un’altra avventura. Io amo Tim. E ho un grande rispetto per Tim Burton», aveva commentato Monica Bellucci in un’intervista concessa a Elle France.
Tra i personaggi del mondo dello spettacolo che per il momento mancano ancora all’appello di Belve, la trasmissione di interviste cult di FrancescaFagnani, c’è indubbiamente Barbara d’Urso. Si potrebbe però trattare di un’assenza momentanea, visto che la giornalista è già attivamente al lavoro per far sedere “Carmelita” al suo sgabello prima di quello che molti potrebbero pensare.
Francesca Fagnani: «Barbara d’Urso a Belve? Appena torna in Italia verrà»
Nel corso di Aspettando Viva Rai 2 di Fiorello, Fagnani ha confermato le sue intenzioni di avere Barbara d’Urso presto in studio con lei. «Appena mette piede in Italia viene», ha anticipato la conduttrice che già diverse settimane prima aveva pubblicato via social un’immagine in compagnia dell’ex volto Mediaset, di recente lasciata a casa dalle reti di Pier Silvio Berlusconi senza troppi complimenti. Almeno per ora, ad ogni modo, bisognerà per l’appunto attendere: D’Urso si trova attualmente all’estero, impegnata in non si sa bene che progetti (prima ha seguito un corso di inglese a Londra, ora si trova a Parigi, domani chissà?). In ogni caso il ritorno di Barbara in Italia è imminente: come confermato dalla diretta interessata con un post, il 3 novembre sarà a Torino per il debutto del suo nuovo spettacolo teatrale.
L’ultima frecciatina a Mediaset
Alla luce degli ultimi sviluppi lavorativi, sono in tanti ad attendere con impazienza l’intervista di Barbara d’Urso a Belve, in occasione della quale la diretta interessata potrebbe finalmente avere l’opportunità di vuotare il sacco rispetto al trattamento a lei riservato da parte dell’azienda di Cologno Monzese, casa sua per 20 anni. Proprio di recente, confermando il suo ritorno in Italia, la conduttrice si è sentita in dovere di lanciare l’ennesima frecciatina a Mediaset rivolgendosi così al suo affezionato pubblico: «Il 3 novembre debutto a Torino. Ne approfitto per scusarmi coi direttori dei teatri e col pubblico che mi avrebbe voluto nelle loro città, ma avevo un impegno televisivo che avrei dovuto e voluto rispettare e il calendario teatrale viene chiuso circa un anno prima». Di carne al fuoco per un’intervista al vetriolo, insomma, ce n’è parecchia.
Il 3/11 debutto a Torino!Ne approfitto per scusarmi coi direttori dei teatri,e col pubblico,che mi avrebbero voluto nelle loro città ma avevo un impegno televisivo che avrei dovuto e voluto rispettare e il calendario teatrale viene chiuso circa 1anno prima. Ma arriverò..#colcuorepic.twitter.com/GvCpZqJbsg
Da giorni gli appassionati di rap non parlano d’altro: sembra infatti che sia più imminente che mai il tanto atteso ritorno dei Club Dogo, la crew composta da Don Joe, Guè e Jake La Furia ferma a livello discografico dal 2014, Dopo una lunga attesa pare proprio che il trio sia pronto a tornare con nuovo materiale discografico inedito.
I Club Dogo stanno tornando? Tutti gli indizi
Il percorso di avvicinamento alla nuova fatica in studio di registrazione dei tre è iniziato a inizio ottobre 2023, quando Emi Lo Zio della DogoGang ha pubblicato su Instagram una vecchia foto del gruppo scrivendo «Non succede, ma se succede», lasciando per l’appunto intendere delle grosse novità in arrivo dal lato Club Dogo. A breve distanza temporale, sempre su Instagram, è apparso un post con il logo della band, il Cerbero, un nuovo evidente teaser relativo al loro imminente ritorno. Nelle ultime ore, come se non bastassse, in giro per Milano (la città dove i tre sono cresciuti) sono iniziati a spuntare una serie di indizi decisamente inequivocabili: il primo è un cartellone che riportava la scritta «3 novembre, il nuovo album», senza però nessuna copertina né riferimenti di sorta all’artista che avrebbe pubblicato il relativo progetto. Si era pensato si potesse trattare del progetto congiunto di Geolier e Luchè, o ancora del nuovo disco di Sfera Ebbasta. Poi però sono arrivati nuovi manifesti, questa volta ancora più espliciti, che riportavano proprio il nome della crew.
A confermare i rumor e le supposizioni dei follower del gruppo è arrivata anche la creazione di una nuova pagina Instagram ufficiale dei Club Dogo, almeno per il momento priva di contenuti. Sono stati in tanti, in ogni caso, a notare come il profilo segua solo altre tre persone, proprio i tre artisti fondatori della crew.
Prosegue senza sosta lo sciopero degli attori di Hollywood. In attesa di scoprire quando potranno tornare a recitare davanti a una cinepresa, gli interpreti hanno ricevuto nuove indicazioni dal sindacato Sag-Aftra, guidato da Fran Drescher, in merito alla festa di Halloween. Ai membri sarà proibito infatti indossare costumi che richiamino personaggi di film e serie tivù di proprietà delle major e degli streamer. Le star dunque non potranno indossare abiti di Barbie oppure di Mercoledì Addams, ma anche dei supereroi Marvel, né potranno condividere foto sui social. La scelta dovrà ricadere su figure standard del genere horror come fantasmi, zombie, ragni e simili. «Vogliamo assicurarci che nessuno infranga inavvertitamente le regole dello sciopero», ha spiegato il Sag-Aftra.
Halloween, i personaggi vietati e consentiti per gli attori di Hollywood
Fra i costumi interdetti per gli attori di Hollywood ci saranno dunque i due film più popolari del 2023 che hanno dato vita al Barbenheimer. Proibiti infatti gli abiti rosa di Barbie con Margot Robbie e Ryan Gosling, ma anche il look di Oppenheimer con Cillian Murphy e Robert Downey Jr. «Usiamo il nostro potere per mandare un messaggio forte e chiaro ai nostri datori di lavoro», si legge ancora nel comunicato del Sag-Aftra. «Non promuoveremo i loro contenuti senza un equo contratto». L’Hollywood Reporter ha tuttavia citato il problema relativo ai diritti di alcuni personaggi, tra cui la bambola Barbie, in mano a Mattel. Non è invece il caso dei supereroi che, sebbene abbiano radici nei fumetti Marvel Comics, sono sotto la gestione di Disney. Banditi anche costumi di Mercoledì, Stranger Things e Squid Game di Netflix.
Lauren Miller e Seth Rogen nel 2016 (Getty Images).
Gli attori potranno però utilizzare costumi legati a progetti indipendenti, grazie a una deroga che ha visto per esempio la presentazione di alcuni film americani nei festival internazionali. Un caso singolare riguarda il personaggio di Elvis Presley. Gli attori di Hollywood potranno scegliere per Halloween il look visto nel film Priscilla di Sofia Coppola, distribuito da A24, ma non quello portato al cinema da Austin Butler in Elvis, che appartiene a Warner Bros. Non sono mancate sui social le prime reazioni, tra cui quella di Ryan Reynolds, interprete del supereroe Deadpool. «Non vedo l’ora di parlarne con mio figlio di otto anni», ha scritto su X pubblicando la notizia. «Non fa parte del sindacato ma ha bisogno di imparare». Il sindacato Sag-Aftra non ha scritto nulla in merito a possibili ripercussioni in caso di violazione delle regole.
I look forward to screaming “scab” at my 8 year old all night. She’s not in the union but she needs to learn
Il sindacato Sag-Aftra tende la mano agli Studios di Hollywood per finire lo sciopero
Intanto presto potrebbero ripartire le trattative per cercare un accordo. Il sindacato Sag-Aftra, con un post pubblicato sui canali social, ha teso la mano all’Amptp, l’associazione dei produttori, per ritornare al tavolo quanto prima. «La nostra chiamata è semplice», si legge nel comunicato rivolto agli studios. «È il tempo di negoziare sinceramente, valorizzando i nostri contributi e consolidando il settore. È l’ora di condividere il successo che abbiamo costruito insieme». Ricordando il successo degli sceneggiatori dopo una protesta di 148 giorni, il Sag-Aftra ha sottolineato come «la perseveranza romperà le barriere più difficili portando a un cambiamento di cui tutti hanno bisogno».
Rosanna Banfi, nome d’arte di Rosanna Zagaria (vero cognome di Lino Banfi), è nata a Canosa di Puglia il 10 aprile 1963 ed è un’attrice. Recentemente ha partecipato come concorrente ai programmi tv Il cantante mascherato e Ballando con le stelle (2022).
Rosanna Banfi: biografia e carriera
Nata in Puglia ma cresciuta a Roma, Rosanna ha frequentato fin da subito numerose scuole e accademie di teatro finché negli Anni 80 ha iniziato a lavorare al cinema nel film Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986), seguito dal film diretto sempre dai due registi Saint Tropez – Saint Tropez. Sul grande schermo ha recitato anche in Bellifreschi, regia di Enrico Oldoini (1987), accanto al padre e a Christian De Sica, La trasgressione, regia di Fabrizio Rampelli (1988) e i più recenti Ameluk, regia di Mimmo Mancini (2015) e Le frise ignoranti, regia di Antonello De Leo e Pietro Loprieno (2015).
Fabio Leoni e Rosanna Banfi nel 2014 (Getty).
Negli Anni 90 e 2000 ha recitato ancora a fianco al padre e non in fiction televisive come Il vigile urbano, regia di Castellano e Pipolo (1989), Un medico in famiglia, registi vari (1998-2016), Compagni di scuola, regia di Tiziana Aristarco e Claudio Norza (2001), Lo zio d’America, regia di Rossella Izzo (2002-2006), Capri, regia di Francesca Marra e Enrico Oldoini (2006-2010), Il commissario Zagaria, regia di Antonello Grimaldi (2011), Provaci ancora prof!, di Rossella Izzo, Tiziana Aristarco, Francesca Marra, Enrico Oldoini, Lodovico Gasparini (2015), È arrivata la felicità, di Riccardo Milani e Francesco Vicario (2015) e Amore pensaci tu, di Francesco Pavolini, Vincenzo Terracciano (2017).
Rosanna Banfi: marito, figli e malattia
L’attrice è sposata con il collega attore e sceneggiatore Fabio Leoni e la coppia ha due figli, Pietro e Virginia. Nel 2009 la famiglia ha dovuto affrontare un periodo difficile, quando Rosanna si è ammalata di tumore al seno, fatto svelato dallo stesso Lino Banfi in un’intervista a La vita in diretta. «Era l’estate 2009. Non mi riconosco in nulla, le mani non sono le mie, le braccia il viso… ecco riconosco gli orecchini. È stata un’estate difficilissima ma, eccomi qua, sono passati 13 anni. La vita ti chiude porte in faccia ma a volte lascia uno spiraglio. Io ho avuto la fortuna di passarci in quello spiraglio e rivedere il sole», ha scritto l’attrice in un post su Facebook nel 2022.
In base alle ultime informazioni apparse in anteprima sul Corriere della Sera, entrato in contatto con la struttura ospedaliera, sembra che Virginia Sanjust si fosse presentata al nosocomio chiedendo di poter fare una doccia ma che fosse stata allontanata dai sanitari perché, evidentemente, quello non era il luogo adatto per una simile richiesta. I medici, allo stesso tempo, hanno smentito che Sanjust sia stata «cacciata via e abbandonata al suo destino» come invece aveva dichiarato il figlio Giancarlo Armati. Al contrario, sembra che i sanitari presenti sul posto al momento del suo arrivo l’abbiano tranquillizzata e accolta, pur spiegandole la situazione.
«Era collaborativa, non in una crisi»
Un altro degli elementi da chiarire sarebbe l’effettivo stato mentale della donna quando è giunta presso la struttura per chiedere aiuto. Contrariamente a quanto riferito dal figlio, che aveva parlato di una presunta «crisi psicotica acuta», sembra che l’ex annunciatrice Rai si sia presentata in ospedale «collaborativa, non in una crisi». Stando a quanto riferiscono dalla struttura ospedaliera, pare che i medici si fossero immediatamente prodigati a contattare i familiari della donna, affinché la venissero a recuperare: tuttavia, nessuno avrebbe risposto alle loro chiamate. Il giorno seguente, la donna è poi stata trovata dai carabinieri a Roma mentre rovistava all’interno di una Smart, che era riuscita ad aprire forzando la serratura. «Cercavo soldi perché vivo in strada», si era giustificata.
Dario Buzzolan, nato a Torino il 12 ottobre 1966, è uno scrittore. Il suo ultimo libro è Perché non sanno, pubblicato nel 2022 da Mondadori. Da diverso tempo è il compagno della giornalista, autrice e conduttrice televisiva Luisella Costamagna, con la quale ha avuto un figlio, Davide.
Dario Buzzolan: biografia e carriera
Laureato in Filosofia a Torino, nella sua carriera di scrittore ha vinto il suo primo premio, il Premio Calvino, nel 1998 con il libro Dall’altra parte degli occhi. Nel 2009 è stato finalista al Premio Strega con il romanzo I nostri occhi sporchi di terra. Lo scrittore è noto come autore della prima traduzione italiana di Following the Equator di Mark Twain (Seguendo l’Equatore, 2010).
Dario Buzzolan (Facebook).
È inoltre autore dei testi teatrali Target (in scena al Festival del teatro europeo di Nizza) e Visita dell’uomo grigio (in cartellone al Teatro Stabile di Torino nel 2001). Critico cinematografico per la carta stampata e la tv, ha scritto anche saggi sul cinema, fra cui uno su George A. Romero ed è stato consulente del Festival Internazionale del Film di Roma. Ha scritto su diversi periodici, tra cui La Repubblica e Linus. Nel 2002 ha fatto parte della delegazione ufficiale degli scrittori invitati a rappresentare l’Italia al Salon du Livre di Parigi. Nel 2004 e 2005 è stato coautore e conduttore del programma Anni luce in onda su La7. Capo autore del programma Agorà, in onda su Rai 3, dal 2010 al 2017, è stato autore di numerosi programmi televisivi tra cui Le parole della settimana di Massimo Gramellini, M di Michele Santoro e Cartabianca di Bianca Berlinguer.
Luisella Costamagna, nata a Torino il 16 dicembre 1968, è una giornalista, autrice e conduttrice televisiva. Nella sua carriera ha vinto diversi premio in ambito giornalistico, tra cui il Premio Giuseppe Marrazzo come giornalista rivelazione nel 2000 e il Premio Roberto Ghinetti per il reportage Parole come ferite nel 2007.
Luisella Costamagna: biografia e carriera
Laureata in Filosofia, la giornalista si è iscritta all’albo dei giornalisti professionisti nel 2000. Ha iniziato a lavorare in un’emittente locale piemontese, Teletime, conducendo Tg Time. Nel 1996 ha affiancato Michele Santoro nella trasmissione Moby Dick, su Italia 1. Tra il 1999 e il 2000 ha condotto l’edizione serale di Studio Aperto, passando poi alla Rai e tornando a lavorare con Santoro in trasmissioni come Il raggio verde e Sciuscià, insieme a Sciuscià edizione straordinaria. Dal 2004 è tornata a lavorare a Mediaset, su Canale 5 collaborando al Maurizio Costanzo Show.
Luisella Costamagna nel 2011 (Getty Images).
Nel 2007 è sbarcata a La7, prima conducendo Omnibus Estatee poi dal gennaio 2008 Omnibus, cominciando a lavorare come autrice per il programma di Santoro Annozero. Da giugno 2010 al settembre 201 ha presentato insieme a Luca Telese In onda, allontanandosi poi dalla rete e ritornando a lavorare a La7 nel 2012 collaborando per la realizzazione del programma Servizio pubblico. A settembre 2020 fino al 2022 è tornata a Rai 3 per condurre Agorà, al posto di Serena Bortone, diventando nota alla maggior parte del pubblico per la partecipazione e vincita al programma Ballando con le stelle. Nel 2023 la conduttrice è al timone del programma Tango, in onda il martedì alle alle 23:30 su Rai 2 per parlare di politica, economia, cronaca, società e costume senza rinunciare alla leggerezza.
Luisella Costamagna: compagno e figli
La giornalista ha un compagno, lo scrittore Dario Buzzolan, con cui ha avuto un figlio, Davide. Anche lui ha avuto delle esperienze in tv come la conduzione di Anni Lucee l’approfondimento per Agorà.
Ginko e Diabolik sono in trappola, ormai destinati a essere uccisi da rapinatori spietati, ma ecco il colpo di scena: le loro due donne, Eva Kant e l’aristocratica Altea, sono alla loro ricerca e si alleano. Diabolik chi sei? chiude la trilogia vintage dei Manetti Bros, presentato alla Festa di Roma nella sezione Grand Public e in sala dal 30 novembre con 01. «Se nel primo c’era una ricerca sull’eleganza e lo stile nel raccontare gli Anni 60, come anche nel secondo, in questo terzo film dedicato ad una nostra grande passione per Diabolik c’è tutta la cultura Anni 70 che ci ha cambiato la vita», ha detto Marco Manetti. Motivi questi che hanno indotto la Astorina a concedere i diritti della trasposizione del re del terrore, inventato dalle sorelle Giussani, tra tanti richiedenti. La produzione di Diabolik chi sei? è di Mompracem con Rai Cinema ed è stato prodotto dallo scomparso Carlo Macchitella (cui è stato tributato un applauso all’Auditorium), dai Manetti bros e da Pier Giorgio Bellocchio in associazione con Astorina e con Bleidwin.
Diabolik chi sei?: il cast
Diabolik chi sei? vede dietro la maschera del ladro Giacomo Gianniotti mentre Miriam Leone è l’affascinante Eva Kant. Valerio Mastandrea veste i panni dell’instancabile ispettore Ginko e Monica Bellucci quelli dell’aristocratica amante Altea. Nel cast ci sono anche Pier Giorgio Bellocchio, nel ruolo del sergente Palmer e per questa edizione Lorenzo Zurzolo che interpreta Diabolik da ragazzo. Si aggiungono Paolo Calabresi e le partecipazioni di Max Gazzè, Carolina Crescentini e Barbara Bouchet. «Eva Kant e questi film mi hanno cambiato la vita artistica e non finirò mai di essere grata ai Manetti. Le sorelle Giussani hanno scritto il personaggio misterioso di Eva affichè salvasse sempre quel testone di Diabolik con la dialettica e dandogli umanità. In un mondo in bianco e nero, lei porta l’amore che può superare la violenza nel mondo di Clervile. Come lei anche Altea (interpretata da Monica Bellucci), scandalosa amante di Ginko si ritrova ad agire con spregiudicatezza e coraggio», ha detto Miriam Leone con un super pancione di avanzata gravidanza. E Monica Bellucci dividerà proprio con lei la ribalta alla Festa del Cinema: «Altea e Eva Kant sono entrambe libere e sensuali anche se di mondi opposti, le Giussani sono riuscite per l’epoca a dare alla luce donne davvero d’avanguardia».
Annuncio a sorpresa per Francesco Vecchi nella mattinata di giovedì 19 ottobre a Mattino 5. Il conduttore del contenitore di approfondimento su Mediaset ha annunciato ai telespettatori di essere diventato papà per la seconda volta.
Francesco Vecchi papà bis: è nato il piccolo Paolo
Nel corso della diretta, Vecchi ha avuto l’occasione di interrompere per qualche secondo il regolare svolgimento della trasmissione prendendosi qualche secondo tutto per sé per inviare un dolce messaggio alla compagna, Tina La Loggia. «Tina non immagina quanta gratitudine provo per lei, per questo dono che mi ha regalato», ha dichiarato Vecchi mentre la collega Federica Panicucci al suo fianco rivolgeva a lui e alla sua compagna i suoi migliori auguri. È stata proprio lei, in apertura di puntata, a offrire lo spazio al suo compagno di studio dicendogli: «Francesco, vedo che hai una luce diversa negli occhi. Prendiamoci qualche istante per dirlo. Vuoi dirlo tu?». A questo punto Vecchi ha preso la parola e ha confermato il lieto evento: «Mi fa molto piacere condividere con te e con chi ci segue questa notizia che ha riempito il cuore di gioia mia e di mia moglie Tina. È nato Paolo ieri, il mio secondogenito. Questa è la foto della sua manina. È stata una gioia immensa, ho sentito il cuore che si espandeva per fare spazio a tutto l’affetto che merita questi 3 chili e 300 grammi di bimbetto. È un bel bimbetto, Tina ci sta guardando».
La compagna di Vecchi è a sua volta molto nota in Mediaset. Siciliana di nascita, si è trasferita a Milano dopo la laurea, iniziando subito a lavorare per l’azienda con sede a Cologno Monzese. La donna, il cui vero nome è Annunziata, è oggi caporedattrice dello stesso Mattino 5. Lei e Vecchi sono convolati a nozze nel 2020 e nel 2021 è nato il loro primogenito Enrico.
In occasione di un suo recente concerto a Las Vegas, Adele si è aperta con il suo pubblico parlando di un grave problema che in passato l’ha tormentata, la dipendenza dall’alcol.
Adele e l’alcolismo: «Bevevo quattro bottiglie di vino prima di pranzo»
L’artista britannica, nota per pezzi come Rolling in the deep o ancora Chasing Pavements, ha raccontato a chi era presente al suo live presso il Ceasars Palace di avere definitivamente smesso di bere nell’estate 2023. La decisione di darci un taglio sarebbe arrivata durante il lockdown, «quando ero arrivata a bere quattro bottiglie di vino prima delle 11. In quel periodo volevo ultimare il mio album, però ero sempre ubriaca». Ha poi ammesso che «quando avevo 20 anni ero quasi una vera e propria alcolista» e aggiunto che dal suo punto di vista «la sobrietà è noiosa», motivo per cui l’alcol in qualche modo le manca.
È arrivata a perdere 45 chili smettendo di bere
Già in passato, in realtà, Adele aveva avuto l’occasione di parlare in modo approfondito dei suoi problemi di alcolismo. A marzo 2023, durante un live a Los Angeles, aveva dichiarato di essere stata in grado di perdere ben 45 chili semplicemente smettendo di bere e non toccando più un goccio d’alcol. Nel 2022, in’intervista piuttosto intima concessa alla celebre Opray Winfrey sulla Cbs, la cantante aveva rivelato di aver smesso di bere subito dopo la morte dell’amato padre, Mark Evans, deceduto nel maggio del 2021 a 57 anni dopo aver lottato contro un tumore all’intestino. Anche in altre occasioni Adele ha parlato del modo in cui le bevande alcoliche l’abbiano aiutata a fare pace con sé stessa e di come abbia sempre avuto «un rapporto molto stretto con l’alcol».
Ha messo in vendita all’asta una scultura contraffatta dell’artista Fausto Melotti, ma senza sapere che era un falso. Con la motivazione che «il fatto non costituisce reato», il tribunale di Milano ha assolto Johnny Dorelli dall’accusa di aver violato il Codice dei beni culturali, e gli ha restituito l’opera. Una restituzione contro la quale ora ricorre la procura di Milano, insistendo in Appello in particolare per la confisca della scultura.
Dorelli ha spiegato di «non essere conoscitore delle tecniche dell’artista»
Si tratta di Tre tempi, archiviata dagli Anni 70 dalla Galleria Marlborough come realizzata dall’artista trentino morto nel 1986. Tra il 2017 e il 2018, Dorelli per metterla in commercio la portò da Christie’s a Milano che contattò la Fondazione di riferimento dell’artista che disconobbe l’opera per una anomalia nella punzonatura di firma dell’artista. Sulla base del catalogo risultava provenire dalla Galleria San Luca di Bologna (che non esiste più) e dove Gloria Guida (moglie di Dorelli) testimoniò di averla comprata negli Anni 80. A sua volta Dorelli, oggi 86enne, nell’interrogatorio ha spiegato di «non essere conoscitore delle tecniche dell’artista» e ha aggiunto che la scultura era stata fatta restaurare a uno specialista che in aula ha confermato di non essersi accorto della falsità dell’opera. Per il giudice «non può dirsi raggiunta la prova incontrovertibile dell’elemento psicologico», cioè del dolo, ma il ricorso della procura contesta alla sentenza di non avere disposto «la confisca obbligatoria per impedire la circolazione di opere d’arte contraffatte ma vendute come autentiche, che avrebbe come conseguenza anche il grave pregiudizio al mercato delle opere d’arte che già di per sé presenta problematiche di tracciabilità».
Guenda Goria e Mirko Gancitano si sposano. La proposta di matrimonio è arrivata lo mercoledì 18 ottobre 2023 durante la puntata di La volta buona, il programma condotto da Caterina Balivo su Rai 1.
La proposta di matrimonio di Mirko Gancitano a Guenda Goria in diretta
«Caterina, il tuo programma si chiama La volta buona, vorrei che oggi fosse la nostra volta buona». È con questo gancio che Mirko Gancitano ha colto l’occasione per rivolgere alla sua amata una domanda che probabilmente lei attendeva ormai da tempo. «Noi ci siamo già sposati per via spirituale. Non ci siamo sposati in chiesa, come piacerebbe a me. Magari nella mia terra, nella mia Sicilia. E quindi quale miglior momento se non la nostra volta buona con Maria Teresa in collegamento e tuo papà che sicuramente ci starà guardando, per chiederti se vuoi sposarmi», ha proseguito l’ospite del programma, con Guenda Goria in brodo di giuggiole. A questo punto Gancitano, come da etichetta, si è inginocchiato e ha infilato al dito della fidanzata il tanto atteso anello. Guenda l’ha dunque baciato e abbracciato teneramente, confermando a sua volta le sue intenzioni di passare con lui il resto della sua vita.
Alla scena ha assistito, insieme ovviamente al pubblico da casa, anche la madre di Guenda Goria Maria Teresa Ruta, collegata in diretta da casa e in convalescenza dopo un infortunio che l’ha costretta a rinunciare alla prossima puntata di Tale e Quale Show. Quando Balivo le ha chiesto di commentare la bella notizia, Ruta ha dichiarato con una punta di ironia: «Sono tanto felice per Guenda e un po’ preoccupata per Mirko, ogni tanto gli dico di scappare». Gancitano, dal canto suo, ha così risposto alla futura suocera: «Mi verrò a rifugiare da te se ci sarà qualche notte buia».
Simone Annicchiarico, nato a Roma l’8 agosto 1970, è un conduttore televisivo. È figlio del famoso attore Walter Chiari dell’attrice Alida Chelli.
Simone Annicchiarico: biografia e carriera
Ha debuttato in televisione nel 1995 con il programma per bambini in onda sulla Rai Arriba!!! Arriba!!!, facendo da spalla alla conduttrice Heather Parisi. Ha poi presentato La valigia dei sogni su La7, trasmissione tutta dedicata al cinema (2007-2013), per poi debuttare come attore recitando una piccola parte nel film Il nostro Messia nel 2008 e un cortometraggio insieme a Daniele Liotti. Dal dicembre 2009 fino a novembre 2013 ha lavorato per Mediaset, collaborando con la Fascino PGT di Maria De Filippi come presentatore. A dicembre 2009 ha condotto, nel sabato sera di Canale 5, la puntata pilota di Italia’s Got Talent. Grazie agli alti ascolti raggiunti, nella primavera 2010 ha continuato a condurre il programma al fianco di Geppi Cucciari, ottenendo buoni ascolti. Sempre quell’anno il conduttore è ritornato in Rai, per condurre il programma in seconda serata Tv Mania.
Simone Annicchiarico (Facebook).
Nella primavera 2011, sempre con Geppi Cucciari, ha condotto la seconda edizione di IGT, così come l’anno seguente, affiancato da Belén Rodríguez, conducendo anche la quarta edizione e la quinta nell’autunno 2013. A luglio 2013 ha condotto insieme ad Alessia Marcuzzi il Summer Festival 2013, prodotto dalla Fascino PGT. Nel gennaio 2014 ha lasciato Mediaset poiché i diritti esclusivi di realizzazione di Italia’s Got Talent sono passati a Sky Italia.
Simone Annicchiarico: la vita privata
Il conduttore è una persona molto riservata, pertanto non si sa se sia sposato, fidanzato o single. In passato gli erano stati attribuiti dei flirt con le colleghe Belen Rodriguez e Alessia Marcuzzi.
Il Cairo International Film Festival, uno dei più importanti a livello internazionale, ha rinviato la sua edizione 2023 sulla scia della guerra in corso tra Israele e Hamas. La 45a edizione avrebbe dovuto svolgersi dal 15 al 24 novembre.
La folla in attesa durante una serata della 44esima edizione (Getty Images).
A decidere il rinvio è stato il Ministro della Cultura egiziano, Neeven El-Kelany, si legge su un post Instagram del festival che al momento non è noto quando verrà riprogrammato. Sebbene al momento non sia stata fornita alcuna ragione per questo rinvio, avviene il giorno dopo il devastante attacco all’ospedale arabo al-Ahli di Gaza City e mentre si infiamma la situazione mediorientale.
Battuta d’arresto a Tale e quale show 2023 per Maria Teresa Ruta. A causa di un infortunio la conduttrice sarà costretta a rinunciare alla puntata in onda venerdì 20 ottobre su Rai 1 in diretta.
Maria Teresa Ruta infortunata salta la prossima puntata di Tale e Quale Show 2023
Come anticipato da Tvblog, il celebre volto tv si sarebbe provocata una frattura a una costola che la costringerà a un riposo forzato della durata di almeno una settimana. Non è dato sapere, per il momento, se lo stop sarà solo di sette giorni o se eventualmente la presentatrice si ritroverà obbligata a saltare più di una puntata della divertente competizione canora tra vip. Nella puntata di venerdì del format condotto da Carlo Conti, Ruta avrebbe dovuto vestire i panni di Elettra Lamborghini, la sorella dell’altra concorrente di questa edizione, Ginevra, con la quale com’è noto non scorre buon sangue. A prendere il suo posto sarà dunque nientepopodimeno che la figlia Guenda Goria, che secondo quanto riporta TvBlog avrebbe a sua volta partecipato ai provini del programma in tempi non sospetti. Sarà dunque per lei un sogno che finalmente si avvera.
Tale e quale show 2023: le imitazioni della puntata del 20 ottobre
Guenda Goria dovrà così imitare al posto della madre Elettra Lamborghini, anche se per ora non si sa con quale pezzo. Qui sotto gli altri accoppiamenti della prossima puntata, la quinta di questa edizione:
Jo Squillo imiterà Annie Lenox
Ginevra Lamborghini imiterà Elodie
Alex Belli imiterà Mr. Rain
Pamela Prati imiterà Renato Zero
Scialpi imiterà Nick dei Cugini di campagna
Francesco Paolantoni e Gabriele Cirilli imiteranno i Village People (con Pino Insegno)
Manca sempre meno all’uscita di The Woman in Me, attesa autobiografia di Britney Spears. Edito in Italia da Longanesi, il volume sarà disponibile in libreria e sulle piattaforme online il 24 ottobre e promette di rivelare importanti fatti inediti sulla vita della popstar 41enne. People ha pubblicato però alcuni estratti in anteprima, che hanno già scosso i fan di tutto il mondo. Spicca una notizia bomba sulla sua vita privata: «Nel 2000 rimasi incinta di Justin Timberlake, ma ho abortito: lui non era pronto perché eravamo ancora troppo giovani», ha scritto l’artista. Sebbene l’ex Nsync non abbia risposto, i fan sono certi di aver trovato conferme in alcune canzoni dell’epoca di Spears. L’autrice di hit come Baby One More Time e Toxic inoltre ha parlato del suo rapporto con il padre e la madre, cui l’avrebbe legata il consumo di alcolici, e della sua unica esperienza sul grande schermo.
Dall’aborto al rapporto tossico con il padre, gli estratti del libro di Britney Spears
Britney Spears e il figlio con Justin Timberlake: «Io non volevo abortire»
Nel 1999, ancora 17enne, Britney Spears iniziò una relazione sentimentale con Justin Timberlake, un anno più grande di lei e allora star della musica con la boy band Nsync. I due, che rimasero fidanzati fino al 2002, animarono le pagine di gossip dell’epoca, in quanto coppia vip fra le più in voga dello showbiz. A distanza di oltre 20 anni dalla loro rottura, Spears ha rivelato che aspettava un figlio dal partner, ma ha abortito. «La gravidanza fu una sorpresa, non una tragedia», ha scritto la popstar in The Woman in Me. «Justin non era però felice, non era pronto ad avere un bambino nelle nostre vite. Lo amavo moltissimo ed ero convinta che avremmo avuto una famiglia insieme, ma lui non voleva essere padre». Parlando di una delle «scelte più dolorose» della sua vita, ha confessato di essersi pentita.
Intanto i fan della popstar sono certi di aver trovato un richiamo all’aborto nel brano Everytime, una ballad che Britney Spears pubblicò nel 2004. «Ogni volta nei miei sogni vedo la tua faccia, mi perseguiti», si sente dire alla popstar nel ritornello. «Immagino di aver bisogno di te, tesoro». All’uscita del singolo, tutti videro un riferimento alla fine della relazione con Timberlake, conclusa improvvisamente due anni prima. I fan di Spears però, ascoltandola alla luce delle nuove rivelazioni, hanno visto un messaggio di scuse al bambino mai nato piuttosto che una tristezza per l’amore perduto. Timberlake, che ha due figli con l’attrice Jessica Biel, non ha risposto.
Il rapporto con il padre: «Mi faceva sentire una bambina-robot»
Nel corso della sua autobiografia, Britney Spears non poteva esimersi dal citare il suo rapporto con il padre James che per 13 anni ha gestito i suoi affari e la sua salute. In The Woman in Me, la popstar ha rivelato che il suo controllo era talmente forte da toglierle persino il libero arbitrio. «Sono diventata un robot», scrive la cantante. «Anzi, una sorta di bambina-robot. Stavo perdendo i pezzi di ciò che mi fa sentire me stessa. Sul palco dovevo essere selvaggia, mentre nel resto del tempo dovevo essere un robot». Spears ha ripreso in mano le redini della sua vita nel 2021, dopo una lunga battaglia legale con il padre.
I fan di Britney Spears in strada per chiedere la fine della tutela del padre (Getty Images).
All’età di 13 anni, Britney Spears beveva già cocktail a base di alcool. Un «piacere», come ha spiegato la stessa cantante, che l’avrebbe legata a sua madre Lynne. «Per divertimento viaggiavamo nel Mississippi per tre ore», ha raccontato la popstar. «Durante le soste, bevevamo daiquiri in una bevanda che noi avevamo chiamato toddies». Ricordando i momenti con nostalgia e affetto, Spears ha sottolineato come l’alcool non avesse su di lei gli stessi effetti che aveva sul padre James. «Si deprimeva e si chiudeva in se stesso», ha infatti scritto l’artista. «Io e mia madre invece ridevamo e avevamo il desiderio dell’avventura».
I capelli rasati contro i critici e il suo rapporto con la recitazione
Nel 2002, nel pieno del successo musicale, Britney Spears recitò nel film Crossroads – Le strade della vita di Tamra Davis, performance che le valse una nomination agli Mtv Movie & Tv Awards. Eppure, nella nuova autobiografia The Woman in Me, la popstar non conserva un bel ricordo dell’esperienza. «Spero di non tornarci più», ha scritto. «Vivere in quel modo, essere per metà te stesso e per metà un’altra persona, è un vero casino. Dopo un po’ non sai più cosa è reale». L’artista ha poi ricordato di aver iniziato a comportarsi in modo diverso, arrivando a camminare e persino parlare come un’altra persona, incapace di uscire dal suo personaggio. «Non sapevo come fare», ha ricordato.
Britney Spears a Beverly Hills nel 2018 (Getty Images).
In un altro estratto della sua autobiografia, Britney Spears ha fatto chiarezza su quando, nel 2007, si rasò i capelli a zero. Molti tabloid descrissero la sua decisione come una reazione all’intenso controllo mediatico cui era sottoposta da adolescente, ormai incapace di gestirlo. Nel suo libro ha invece raccontato l’episodio come una sua ferrea reazione per respingere i critici. «Sono sempre stata guardata dall’alto in basso», ha detto la cantante. «Le persone mi hanno detto cosa pensavano del mio corpo fin da adolescente. Rasarmi la testa e recitare erano i miei modi per allontanarle».
In concomitanza con l’uscita nei negozi e nelle piattaforme di streaming del loro nuovo attesissimo disco Hackney Diamonds, i Rolling Stones hanno deciso di fare un regalo speciale ai loro fan del Belpaese aprendo il loro primo pop up store italiano.
I Rolling Stones aprono il loro pop up store a Milano
La data che tutti i fan di Mick Jagger e compagni dovrebbero segnarsi sul calendario è il 20 ottobre, che corrisponde a quella di rilascio del 24esimo disco della band britannica che includerà al suo interno, tra gli altri, anche pezzi come Angry e Sweet Sounds Of Heaven con la collaborazione di Lady Gaga e Stevie Wonder. Il mini punto vendita interamente dedicato al gruppo aprirà in Corso Buenos Aires, come piccolo corner all’interno del negozio Feltrinelli. Al suo interno i fan della band potranno acquistare un ricco merchandising in edizione limitata che include una speciale t-shirt in esclusiva per il pubblico italiano, oltre ovviamente alle edizioni fisiche del disco. Ci sarà anche una versione dell’album in esclusiva per questa occasione e solo per questo store, un vinile di Hackney Diamond completamente rosso, in edizione limitata. Lo spazio resterà aperto fino al 26 ottobre.
Le curiosità su Hackney Diamond
L’album è il primo disco inediti del gruppo dal 2005 (anno di pubblicazione di A bigger bang) e arriva a sette anni di distanza dal progetto di cover Blue & Lonesome. Il disco, registrato agli Henson Recording Studios di Los Angeles, ai Metropolis Studios di Londra, ai Sanctuary Studios di Nassau (alle Bahamas), presso gli Electric Lady Studios di New York e infine agli Hit Factory/Germano Studios di New York, include al suo interno un totale di 12 tracce. Il compianto batterista Charlie Watts, morto il 24 agosto 2021, è presente in due brani, Mess It Up e Live By The Sword.