Provincia. Aliberti: Parente, un candidato a comando

di Mario Rinaldi

 

 

SCAFATI. Manca una settimana alla sfida elettorale per l’elezione del presidente della Provincia di Salerno. La sfida è tra il candidato del centrosinistra Geppino Parente, sindaco di Bellosguardo, e quello del centrodestra Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati, con quest’ultimo che non le manda a dire e ne ha per tutti, come da lui stesso spiegato in questa intervista esclusiva.

Programmi e temi da affrontare subito in caso di elezione a Presidente della Provincia.

“Bisogna ridare la percezione ai territori ed in particolare agli amministratori locali dell’esistenza di un ente che ormai era al servizio del potere. Aprire le porte di palazzo Sant’Agostino a tutti facendo rete con le esigenze dei 158 comuni della provincia di Salerno”. Possibilità di vittoria.

Impressioni  sul suo avversario Geppino Parente che voi avete definito “stagionale”.

“La partita la sta giocando Vincenzo de Luca sia al Comune che alla provincia. Dopo 10 anni di governo regionale ha bisogno di spazi di poltrone e di seggiolini per quelli che sono stati i suoi riferimenti in questi anni. Non ha bisogno di una regione al servizio dei territori, ma di una regione al servizio del potere per il potere. Il candidato Parente è il frutto di una decisione personale perché probabilmente è il più affidabile. Quello che a comando, come è accaduto con il sindaco Napoli di Salerno, rassegnerà le proprie dimissioni per dare spazio al buon Vincenzo”.

Amicizia ritrovata con FdI anche a Scafati. Coincide con la sua candidatura?

“Il centrodestra deve camminare unito e deve provare ad allargarsi a quel mondo civico senza tessere di partito che hanno bisogno di ritrovarsi in un progetto politico condiviso che sul piano territoriale abbia la capacità di dare risposte concrete ai cittadini. Scafati rientra semplicemente in un input che arriva a livello nazionale e che io condivido. Anzi, bisogna andare oltre per captare quel voto che in questi anni si era spostato verso la gestione del potere regionale in capo a De Luca che è stato gestito solo per chi dimostrava di essere affidabile. Basta guardare qualche comune della parte più a sud della Provincia di Salerno, dove sono arrivati oltre 20 milioni di euro per qualche migliaio di abitanti. Penalizzati invece tanti comuni solo perché non si erano piegati al potere di chi oggi invece elemosina voti per diventare sindaco della città capoluogo di provincia”.

Nel partito di FI c’è aria di cambiamento… Come e se influenzerà la sua attività politica?

“I principi per i quali è nata Forza Italia sono nel lascito e in quel documento scritto da Silvio Berlusconi, poco prima di morire, al San Raffaele di Milano. Sono i principi che ha provato a mettere in campo per favorire lo sviluppo della economia di questo paese, per riformare la giustizia affinché la legge davvero sia uguale per tutti, per abbattere la burocrazia che ferma spesse volte l’iniziativa privata, per mettere in campo principio della solidarietà che sostituisce quello dell’assistenzialismo e per rendere l’Italia più forte nello scenario internazionale. Un partito liberale, dove si ha la possibilità di poter ragionare, di poter avere anche visioni diverse nel confronto, un partito capace di guardare al socialismo popolare e ai principi moderati e cattolici che rappresentano la maggioranza di questo Paese. È questo il vero cambiamento che auspichiamo possa camminare attraverso una leadership forte che al momento non è messa in discussione. Io resto un berlusconiano. Legato ad un uomo che ha fatto la storia del paese Italia e il cui nome compare ancora nel simbolo del partito che mi onoro di rappresentare”.

Dopo la Provincia, le Politiche?

“Dopo la Provincia, spero ci sia ancora la Provincia perché noi puntiamo alla vittoria e perché vogliamo dare stabilità a palazzo Sant’Agostino per rappresentare il mandato degli elettori fino in fondo. Per cui resto legato alla mia città e a questa terra meravigliosa e variegata che rappresenta per estensione la seconda provincia più grande d’Italia”. Quindi, al momento, Aliberti pensa solo ed esclusivamente alla Provincia e a questa parte del territorio della Regione Campania. Almeno per il momento, le Politiche possono attendere, poi sì vedrà, a bocce ferme e con i pensieri più tranquilli.

 

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