di Arturo Calabrese
“È un problema strutturale, regionale, nazionale e forse anche europeo: mancano i medici”. Si può riassumere così il pensiero di Gennaro Sosto, il direttore dell’Azienda Sanitaria Locale di Salerno, sulla situazione dell’ospedale di Agropoli. Insomma, il futuro del nosocomio è sempre più compromesso e con esso si riducono sempre di più le speranze dei cittadini agropolesi e cilentani che vorrebbero nel proprio futuro il diritto alle cure e alla salute. Un diritto sancito dalla Costituzione ma sempre più lontano dal territorio, un vero e proprio miraggio. Sosto, insieme alla dirigenza Asl, era stato in città ad agosto.
Presso l’aula consiliare del Comune si era tenuta un’assise monotematica proprio sul tema sanità. Era il 26 del mese più caldo dell’anno, almeno stando alla cabala, e ad Agropoli il fermento era molto forte. Qualche giorno prima, con esattezza l’8, il popolo è sceso in strada con un corteo per le vie cittadine, partito da Palazzo di Città e arrivato proprio nell’area dell’ospedale, anzi del fu ospedale. Grazie alla temeraria Gisella Botticchio, storica attivista per la riapertura della struttura e del pronto soccorso, ci fu una movimentazione quasi unica nella storia del territorio. Fu necessaria, vista la portata dell’evento, anche la presenza di moltissimi amministratori locali, sindaci ed assessori, ma anche consiglieri regionali, parlamentari ed eurodeputati. In quest’ultimo caso, le vacanze estive agostane hanno giocato un ruolo fondamentale.
Quella giornata, rimasta negli annali, mosse le coscienze di molti, almeno all’apparenza. Fu così che, nonostante si fosse chiesto già più volte, venne convocato un consiglio straordinario e monotematico al quale parteciparono cittadini, attivisti e politici. Tanti politici. Del resto, all’orizzonte si stagliava la campagna elettorale per le Regionali e l’occasione era molto ghiotta. Per alcuni di loro la presenza è stata positiva, ma per altri, col senno di poi, non ha portato ciò che si sperava. Sosto, dal canto suo, ha portato quelle che sono a tutti gli effetti le ennesime promesse senza alcun fondamento. “A settembre – si disse – sarà modificato il piano aziendale”.
Quindi entro un mese da allora ci sarebbe stata una sostanziale novità. Evidentemente, Sosto intendeva il settembre di un non meglio specificato anno, essendo trascorso quel limite senza una modifica seria al piano aziendale, senza alcuna proposta, senza alcuna concretizzazione. Il tema dell’ospedale, poi, è stato trattato immancabilmente anche durante la campagna elettorale per il già citato rinnovo del consiglio regionale. Non un taglio del nastro, come più volte accaduto con la complicità dei sindaci agropolesi, sia chi oggi è ai domiciliari dopo essere stato ospite delle patrie galere sia chi ha terminato il suo mandato senza incorrere in problematiche legate alla legge, ma citazioni, annunci, passaggi nei soliti discorsi triti e ritriti.
Da non dimenticare l’apparizione di manifesti elettorali che annunciavano l’apertura del comitato della candidata Rosa Lampasona, vicesindaco di Agropoli e dottoressa. Una presenza ovviamente non ascrivibile a lei ma per la quale non sono state nemmeno formulate scuse pubbliche. In ogni caso, si spogliano gli altarini. Non ci sono medici e tanto basta.
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